I giovedi del ragazzo ubicuo. Alda Merini inedita. Mogli e buoi.

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In un’ex-gelateria di via Guinizelli MI (una laterale di via Padova, rive gauche de la Martesaine) abbiamo iniziato Luciano Ragozzino (incisore docente al Poli) ed io (io) a stampare libretti con un tirabozze donatoci volentieri (in quanto occupava solo spazio) da un anziano stampatore della zona. La casina editrice s’è chiamata “Il ragazzo innocuo” (anagramma del socio), per evolversi ora (per ovvi motivi) in “Il ragazzo ubicuo”. Il format è un trittico pieghevole, occupato ai lati da un breve bitesto (due testicoli, per dirla à la Queneau) e al centro da un’immagine di natura variabile (incisione, acquerello, foto, materie organiche ecc.). Il tutto ovviamente richiede una collaborazione stretta tra scrittore e artista, sotto la nostra placida regia. Le misure sono: a cubo di cm. 14 (il numero della via) in 44 copie firmate (su carta pregiata di risulta, con sovracoperta idem, ma sempre diversa). Il primo libretto che abbiamo creato resuscita Alda Merini, in una circostanza meritevole di segnalazione. Roberto Dossi (giovane stampatore “alle dipendenze” di Alberto Casiraghy), che si recava ogni giorno a trovare l’Alda morente in ospedale, mi comunicò che avrei potuto sbirciare nel gran pacco di manoscritti datogli da lei in consegna insieme a una lastra da lei stessa incisa e mai stampata. Il disordine era totale, salvo la rubricazione di parecchie poesie come già pubblicate. Mi sono lasciato guidare dal soggetto della lastra, un volto perpesso di diavoletto, finché pian piano ho trovato. Luciano ha tirato l’incisione, io ci ho messo il titolo (la collaborazione suddetta fra scrittore e artista, in questo caso intima, fu tra la viva e la morta), e il risultato (parziale) è codesto:

 
MOGLI E BUOI
 
le mogli stanno sempre in mezzo alle rotaie
per impedire che passi il treno della felicità
si tratta di un convoglio lungo lungo
con solo due passeggeri a bordo
che non sanno mai cosa devono fare
LA MOGLIE FA PAURA! IL CAPO-
TRENO È L’INVESTIGATORE PRIVATO!
le mogli chiedono la carta d’identità
in questura non posso dire che la perdo
correndo dietro ai vagoni della felicità
sempre dirottati dalle mogli
#
e difatti amore mio bello
sabato e domenica
starai con tua moglie
e io dovrei andare a fare
venti denunce di smarrimento
perché ho perso un uomo
ma se dico che non era mio
mi guardano con sospetto
CHI È IL LADRO? IL DERUBATO?
e venerdì sera
nessun editore mi ha pagato