Alessia Bronico. Un dio Giallo

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Mi proponesti di fare la danza lasciva
della dea voluttuosa che fuori dalla grotta
di Amaterasu calò le vesti fin oltre la Peonia rossa;
e negli altri dei alla rappresentazione primordiale
accorsi un salire crescente di selvatica eccitazione.

Lamberto Garzia

Shiai e Ai. Combattimento e amore

Un autentico viaggio nei colori dell’anima che toccano solitudini, spazi grigi e assenze, di colore, ma anche il rosso dell’amore e il giallo del sole. Giallo come il dio Giallo del titolo della silloge che ritroviamo in questi versi: S’io vedessi un dio a riposo /Un dio Giallo/Potrei piantarla con le lacrime di trucco nero/Dirti – eccomi Apollo, suono la tua cetra/Cantillo piano il tuo riposo/amore mio, Giallo dio. (dal componimento dio a riposo). E ancora: Ti bacio e divento/Ti tocco e risplendo. (da dio Giallo). La poesia di Alessia Bronico per usare le parole che aprono la raccolta “è un segreto esposto alla luce del sole” e in questo libro edito da LietoColle dal titolo Un dio Giallo facente parte di una trilogia il cui ultimo tassello è ad oggi ancora inedito (il primo libro del 2016, edito sempre da LietoColle nella collana Erato, si intitola L’abito della felicità) l’autrice, come danzatrice esperta si muove tra le parole, dando vita a uno spettacolo di colori di fronte al quale il lettore rimane abbagliato per l’abilità tecnica e la bellezza di risultato. Sono anche dinamiche del rapporto amoroso, quelle trattate nelle pagine, restituiteci attraverso la policromia, intenti che senza elevarsi a prese di posizione fisse, rappresentano pezzi di un dialogo ricco di sfumature. Commenta Alessia Bronico: “Il libro racconta una storia comune: inevitabile amore, inevitabile morte e si snoda in tre sezioni (Matrimonium, Furor e Gradus ad Parnassum) ognuna delle quali ha caratteristiche proprie, ma tutte ruotano intorno alla figura del dio Apollo, un dio umanizzato sino alla morte. Nelle poesie è evidente il ricorso al colore che nell’ultima sezione si concentra in particolare sul ‘Giallo’. Nella prima e nella seconda è manifesta la ricerca della precisione nelle sfumature, ricorro all’utilizzo di un linguaggio tecnico, RAL e Pantone, e all’introduzione di una terminologia specifica in ambito industriale per il rivestimento di materiali metallici. Eros e Thanatos vivono in questi versi e i colori sono cornice attiva, un elemento vivente”. Cinque i versi posti in esergo che citano un volume (Shiai e Ai. Combattimento e amore) di Lamberto Garzia che nell’introduzione al libro spiega come “il principio della letteratura consiste nel controllare la morte e nell’usarla segretamente come forza motrice da utilizzare in false costruzioni, mentre la vita viene sempre tenuta in riserva, immaginata, miscelata, opportunamente con la morte, irrorata di conservanti e dilapidata nei capolavori letterari che posseggono una lugubre vita eterna.”

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Di seguito alcuni componimenti da Un dio Giallo.

Classic Green: Pornografia delle parole

Aggirarsi nella rassegnazione
tra un cielo plumbeo,
foglie d’erba,
i sensi [tutti] in cerca di musicalità e
la reiterazione dell’aprirsi d’una porta
che non scopre mai te.
Mangiando nebbia sulla strada
del ritorno ho intravisto
linee bianche [tutte] con una fine.

 

[Pornografia delle parole]
PANTONE 16-6340 TPX
Classic Green*

 

Germoglia nei miei spazi,
lascia che io li abiti senza
che ti senta rivendicare la distanza.
Così è l’amore, distanza che si colma a tratti,
[tutta] la mia voce consumata
nell’ascolto delle tue regole.

 

*PANTONE è conosciuto in tutto il mondo come il linguaggio standard per la comunicazione del colore

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Ral 9010*: In serra

Conquistata l’abitudine
a matrimoneggiare,
monogami impegnati,
arroganti cesti di frutta
fuori stagione,
umani sentimentali
coltivati in serra.
Finché la vita non separerà
il giuramento barattato
per un sacchetto di lavanda
depositato tra vestiti
piegati e messi in
cromia nell’armadio.

 

Sposami.
Appendimi inamidata
tra le camicie bianche
e i quadretti piccoli
perfetti la domenica mattina
d’autunno e castagne.
Debelliamo l’istinto
poligamico, non animali,
nessuna poliandria
a prendere il controllo.
Il velo appeso ai capelli
trascinava filosofia di pensieri
lungo la navata.
Tichettachettichettache:
passi svelti, pioggia
di buon auspicio
eppure il papillon
soffocava l’amore.

 

*RAL 9010: bianco puro

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Amami shèmesh

Amami non siamo due ma amami
non insieme ma amami
Separiamoci ma amami
Non siamo rapporto
Consuetudine neppure tavola imbandita
Ma amami
Tra utero ovaie e grida
Amami violenza amami
Distratto amami disperato
Amami quando non si deve
Perché non si deve
Eppure amami per vivere
Obbedire all’esistenza
Che ci vuole bestie
Denti carne addio amami
Addio e amami
Gira la chiave nella porta
Amami e appendimi
tra l’entrata e l’uscita
Odiami per le parole più dense
che ti restano nelle mani
quando scrivi quando piangi
Amami e addio
a questo amore dirottato all’inesistenza Amami.
Ama ché siamo bugia
per questo amami veramente.
Corri per amarmi,
Amami shèmesh amami.

 

Alessia Bronico