Atto I – L’Arrivo della Bruttina
Scena: Sala grande del Vittoriale. Luci fioche, il Vate seduto come su un piccolo trono. Amélie entra, timida, impacciata.
VATE: (alzando un sopracciglio)
Ah… tu devi essere la Mazoyer… ma… (scruta) tu… bruttina assai, non trovi?
AMÉLIE: (quasi muta, inchino formale)
…
VATE: (sorridendo ironico)
Ah, muta, eh? Una Sfinge della Borgogna… Bene, vedremo se sai parlare con altri strumenti…
AMÉLIE: (piano)
Oui, Comandante.
VATE:
Hélice… oui, tu sais… ti chiamerò così (sottovoce, malizioso) per la tua abilità non comune: la tua bocca gira vorticosa come un’ elica… pronta a farmi volare di nuovo come ai bei tempi di Fiume.
AMÉLIE: (inchino teatrale)
Tutto dipende, Monsieur.
VATE: (ridendo)
Perfetto… muta, bruttina… ma così efficace.
Sipario.
Atto II – Amélie Prende il Comando
Scena: Camera del Vate. Amélie sistema tutto con gesti perfetti, rituali precisi.
VATE:
Ah, Hélice… ogni giorno più indispensabile. Dimmi, come mai questo potere?
AMÉLIE:
Monsieur… la bocca, la main… tutto dev’essere donateur d’oubli. 
VATE: (ironico)
Donateur d’oubli
AMÉLIE:
Sono la guardiana dei tuoi capitoli…
VATE:
Capitoli… così chiami la mia “petite mort”? Hélice… sempre in movimento, incessante… un turbine che non si ferma mai… proprio come nell’impresa di Fiume quando tentai di occupare la città.
AMÉLIE: (sorridendo)
E come ogni elica… porta lontano, Monsieur che pensa solo al sesso e alle situazioni complicate.
VATE:
Ah… la mia confidente… Hélice mia, sei tu a guidare il mio volo.
Piccolo intermezzo comico:
Entrano due giovani amanti inesperte, confuse. Amélie le osserva.
AMÉLIE:
Allora, ragazze… il sorriso va qui, il tremito della mano là… e ricordate… mai guardarlo negli occhi troppo a lungo… potrebbe essere fatale.
AMANTE 1: (tremante)
Ma… Madame… io non so fare tutto questo!
AMÉLIE:
Non preoccupatevi, piccole marionette… vi donerò preziosi consigli. ![]()
VATE: (ridendo)
Ecco… Hélice mia, tu le trasformi tutte in strumenti di poesia… e nel caso non fossi soddisfatto verrai reclamata in piena notte…
Sipario.
Atto III – La Ruffiana e la Regia Segreta
Monologo di Amélie:
Io, regina della casa, e ruffiana, oh sì, ruffiana!
Ogni fanciulla che varca questa soglia… io la plasmo. Pettino i capelli, sistemo il corsetto, suggerisco i sorrisi, l’inclinazione del corpo…
Il Comandante pensa di forgiare le muse… ma sono io quella che ordina, consola, prepara i piaceri come un rituale sacro.
E se le altre tremano… io rido.
Piccolo intermezzo comico:
Le giovani amanti provano a piegare il corsetto da sole, combinando disastri.
AMÉLIE:
Non così! La vita con il Vate è un teatro… e voi… solo bambine inesperte!
VATE: (sottovoce, divertito)
Ah… Hélice mia, che pazienza…
Sipario.
Atto IV – Complicità, Battibecchi e Trionfo dell’Elica
Scena: Salotto. Vate infastidito dai regali inutili all’artista polacca Tamara De Lempicka, sua ospite al Vittoriale. Amélie entra con aria imperturbabile.
VATE:
Amélie… quei regali… soldi sprecati! Non mi serviranno a conquistarla.
AMÉLIE: (ironica)
Monsieur… non sempre denaro e lusso conquistano la musa. A volte serve solo… Hélice. 
VATE:
Hélice… sempre tu… regina, confidente, custode…
AMÉLIE:
Oui Monsieur… tutto sotto controllo.
Brontolone e poeta… forse non così diverso da un marito comune…
AMÉLIE: (sorridendo, solenne)
Io sono il cuore, l’ombra, l’artefice di tutto.
VATE: (sospira e ride)
Allora… avanti, Hélice… continua a girare…
AMÉLIE:
Sempre, Monsieur. Sempre.
Sipario.
Francesca Mezzadri
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Note dell’autore
Amélie Mazoyer (1887–?) è stata una delle figure più enigmatiche e potenti del Vittoriale di Gabriele D’Annunzio. La sua presenza accanto al Vate, durata circa 27 anni, non si limita al ruolo di cameriera o governante: divenne confidente, consigliere e, secondo gli storici, mediatrice tra D’Annunzio e le giovani donne che frequentavano la sua dimora.
Il soprannome “Hélice”, attribuitole dallo stesso poeta, richiama metaforicamente l’elica del suo aereo, simbolo di un vortice inarrestabile di passione e controllo. Questa immagine compare nei racconti di D’Annunzio sul periodo di Fiume, dove l’incessante girare dell’elica diventa metafora della perizia sessuale e della capacità di Amélie di governare gli affetti e i piaceri del poeta. La figura di Mazoyer emerge come una regina invisibile del Vittoriale, capace di dirigere con discrezione e intelligenza le relazioni e gli intrighi interni alla casa del Vate.
Le informazioni storiche che supportano la ricostruzione teatrale del suo ruolo provengono da:
Giordano Bruno Guerri, La mia vita carnale – Amori e passioni di Gabriele D’Annunzio, Mondadori, 2002.
Guerri analizza il rapporto tra D’Annunzio e Amélie Mazoyer, descrivendone il ruolo centrale nella gestione domestica e nelle relazioni intime del poeta.
Marcello Sorgi, D’Annunzio segreto, Rizzoli, 1994.
Riporta testimonianze e documenti che evidenziano la presenza costante di Mazoyer al Vittoriale e la sua funzione di intermediaria tra D’Annunzio e le altre donne.
Silvio D’Amico, D’Annunzio – Vita e opere, Laterza, 1981.
Contiene riferimenti al contesto del Vittoriale, alle sue regole domestiche e al ruolo delle donne “di servizio” e confidenze.
Diari, corrispondenza e appunti del Vate confermano l’incessante presenza di Mazoyer e l’uso del soprannome “Hélice” come richiamo al vortice sessuale e simbolico delle sue capacità.
Questa pièce si ispira a documenti storici ma ne sviluppa il lato teatrale e ironico, immaginando dialoghi, monologhi e interazioni con le giovani amanti come elementi narrativi, mantenendo sempre l’essenza storica delle figure coinvolte.