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Andrea Alba. L’ombra di Kafka

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Ci sono romanzi che raccontano una storia, e altri che raccontano un passaggio. Questo appartiene alla seconda categoria. Non perché accadano eventi straordinari, ma perché ciò che vibra sotto la superficie è il momento esatto in cui si smette di essere giovani senza accorgersene.

Tutto comincia con una parola trattenuta: libertà. Non gridata, non rivendicata, ma custodita come un oggetto fragile. Cristina è lì, sospesa tra la fine dell’università e qualcosa che non ha ancora nome. Studia Franz Kafka, anzi sta finendo la sua tesi su Kafka e non potrebbe esserci autore più adatto: come nei suoi testi, anche qui il senso sembra sempre un passo oltre, differito, sfuggente. Cristina traduce, interpreta, rincorre versioni. Fa lo stesso con la propria identità.

Intorno a lei si muovono Fabio e Giulia, e il romanzo compie subito un gesto intelligente: rifiuta la categoria rassicurante della “coppia”. Non siamo davanti a un triangolo amoroso tradizionale. Siamo davanti a un equilibrio instabile, a una geometria affettiva che cambia forma a seconda della luce. Fabio ama in linea retta, con una devozione quasi antica. Giulia ama in obliquo, con un’intensità che non osa dichiararsi. Cristina sta nel mezzo, non per calcolo ma per natura: assorbe, devia, rimanda.

La forza del libro sta proprio in questa sospensione. Non ci sono tradimenti clamorosi o scene madri definitive. Ci sono scarpe appese ai fili della luce, macchie di caffè sui muri, cassette scritte male, sigarette condivise su uno scalino. Oggetti minimi che diventano segni. Il quotidiano è il vero campo di battaglia.

La cultura pop che attraversa le pagine non è semplice decorazione generazionale. Le locandine di Easy Rider, Blow-Up e Matrix compongono una dichiarazione poetica implicita: libera interpretazione, realtà come costruzione. Allo stesso modo la musica — dai The Smashing Pumpkins ai Pink Floyd, passando per i Depeche Mode — non fa nostalgia, ma struttura emotiva. È la grammatica invisibile dei personaggi. Ogni brano è un modo diverso di stare al mondo.

Fabio, con la sua videoteca e la parola “lavoro” ripetuta come un talismano, incarna la speranza fragile di chi vuole diventare adulto senza smettere di sognare. Ma il suo sguardo è sempre leggermente rivolto all’indietro, verso un padre mitizzato e un’estate che non tornerà. Giulia invece combatte una battaglia silenziosa contro un destino già scritto: la genealogia, lo studio legale, la continuità. La sua ribellione non è rumorosa. È una sottrazione ostinata. Disegna, osserva, desidera senza concedersi del tutto.

E poi c’è Cristina, che forse è la più inquieta proprio perché non esplode mai. L’errore che rovescia un caffè, l’invito accettato con esitazione, la festa in spiaggia che promette rivelazioni: tutto in lei è deviazione, slittamento. Non sceglie per paura di perdere. Ma il romanzo suggerisce con delicatezza che non scegliere è già una scelta.

Il passaggio al Capodanno 2000 — con un finale sorprendente che non spoileremo— diventa così un simbolo perfetto. Cristina sceglie.

E ciò rappresenta la fine di un secolo interiore. La sensazione che l’adolescenza culturale della generazione X degli anni Novanta, fatta di videoteche, cabine telefoniche e sogni umanistici, stia per dissolversi. I personaggi sono l’ultima generazione analogica, sospesa tra promessa e precarietà.

La scrittura, con i suoi momenti metanarrativi, sembra chiedersi continuamente se queste vite meritino di essere raccontate. Allora stesso modo di Stoner, di John Williams la risposta è sì, proprio perché sono ordinarie. Perché parlano di quel tempo in cui tutto è ancora possibile e proprio per questo nulla è deciso. La libertà, alla fine, non è una conquista eroica. È l’accettazione che ogni strada imboccata chiuda le altre.

Questo romanzo offre uno specchio. E in quello specchio vediamo tre giovani che non stanno semplicemente amando o studiando o lavorando: stanno traducendo se stessi, in una lingua che ancora non conoscono del tutto.

Andrea Alba, L’ombra di Kafka, Arkadia editore, collana Eclypse, 2025, 156 pagine, 16 euro 

Link amazon: https://www.amazon.it/Lombra-Kafka-Andrea-Alba/dp/8868515563 

Francesca Mezzadri

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