Il Saggiatore casa editrice che sa coniugare la letteratura “alta” e al contempo tende alla ricerca di linguaggi diversi e strutture stilistiche delle nuove generazioni, pubblica a distanza di quattro anni la seconda prova di Andrea De Spirt autore veneziano classe 1989 che con Troppo risplendere conferma la sua capacità di assumere una figura rilevante nel panorama italiano con una scrittura potente ma anche fortemente evocativa.
Vincitore nel 2022 del premio Bagutta Opera Prima con il romanzo di esordio Ogni creatura è un’isola, De Spirt si muove a suo agio nella scrittura come un romanziere raffinato utilizzando la tecnica del rimando, della suggestione nella stessa suggestione; d’altra parte ce lo dice lui stesso quando nella note sulle fonti afferma “Vedo la letteratura come un corpo vivente che si intreccia alle vite e ai pensieri degli autori e, proprio per questo motivo, per me è impossibile scrivere senza essere influenzato da testi, immagini, poesie, quadri e tutto ciò che la creatività altrui può regalarmi per arricchire e aprire il mio sguardo”. Suggestioni che lo accompagnano nella scrittura.
Come in Ogni creatura è un’isola anche in Troppo risplendere i personaggi non hanno nome, neanche i luoghi, perché non serve, non è necessario alla struttura del romanzo poiché il gioco dei rimandi, del reinventare permette a De Spirt di sperimentare nuovi limiti da superare.
Il protagonista scopre attraverso una lettera inattesa che le ferite di un amore lasciato andare non si sono mai realmente chiuse. H, l’amore perduto, è sospesa in uno stato di incoscienza. Forse è troppo tardi per cambiare il passato, ma non per tentare l’impossibile. E’ cosi che intraprende un viaggio alla ricerca del Guaritore colui che possiede il potere o la magia di riportare H in vita, perché H si è addormentata, così, apparentemente senza una ragione, all’improvviso, ma a differenza di Biancaneve non è stata avvelenata e forse non aspetta nessun principe che la possa svegliare con un bacio.
Un romanzo intimo e visionario sulla necessità della fine. “Tutto grida alla fine, in questo mondo, Ma cos’è, la fine? Tu adesso lo sai. Ti stai avvicinando. La fine è quello che è: una festa. Una liberazione. Li vive il Guaritore.”
Troppo risplendere è la storia dunque di un viaggio interiore, ma non solo, perché è anche la ricerca ossessiva del ritmo interiore che solo la scrittura sa donare e Andrea De Spirt ne ha individuato il timbro esatto e la direzione che intende dare al suo narrare.
Maria Caterina Prezioso