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Angelo Peretti. Esercizi spirituali per bevitori di vino

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La mia nota capacità di arrivare – anzi, i miei genitori direbbero proprio “di arrivarci” – in relativo ritardo nuovamente non si smentisce, anzi, proponendo io la recensione di un libro – di un bel libro – che parla di vino poco tempo dopo l’entrata in vigore del nuovo Codice della Strada, il quale sembra a tutti gli effetti voler equiparare, a norma di legge, il bicchiere bevuto in sana e buona compagnia con chissà quale abuso di sostanze (ma metto le mani avanti, rispondendo già a chi dovesse cogliere in quanto sopra una giovanilistica tensione alla beva smodata: non è così, come, all’abuso d’alcol, si scaglia contro senza se e senza ma l’autore). Ho deciso comunque di autotutelarmi proponendo anche, quasi a mo’ di esergo, la recensione di un libretto – anzi di un pamphlet, quale effettivamente è e come piace molto all’autore definirlo – che prende gli astemi sotto la propria ala protettiva.

Partiamo dal presupposto – che chi mi conosce già sa e non che io abbia la pretesa, per ora, di essere letto da qualcuno che vada oltre la mia personale cerchia di conoscenze, più o meno strette – che il sottoscritto non è un esperto di vino; di vino è un consumatore, peraltro neppure così assiduo e, preferibilmente, “di quello buono”. Dunque, quando l’amico Lorenzo Bissolotti, abile editor nonché, come lo definisce Peretti nei ringraziamenti del libello sugli astemi, “bibliofilo consigliere e censore”, mi chiese se fosse nel mio interesse leggere e recensire questi due testi, ci pensai su più del mio solito; poi, fortunatamente, sopravvenne la curiosità ed anche quella sana competizione con me stesso (di solito perdo) che fa sì che di tanto in tanto senta il bisogno fisico di lasciare il campo che ho seminato per provare ad avventurarmi in territori inesplorati. Ulteriore conferma del fatto che avevo scelto bene l’ho riscontrata proseguendo nella lettura degli Esercizi spirituali per bevitori di vino: arrivato alla lettera P (il libro procede in ordine alfabetico nella proposta di termini, rapportati strettamente o anche molto alla larga col mondo enologico, sviscerati con dovizia di particolari e citazioni dall’autore, il quale, sul finire del “lemma”, consiglia al lettore/ipotetico bevitore un vino – confacente alle tematiche trattate? – italiano e uno proveniente da vigneti coltivati fuori dai patri confini), voce “Passione”, Angelo Peretti riporta un ben curioso episodio, di quando cioè Guido Mazzali, direttore del quotidiano organo ufficiale del PSI, l’Avanti, tra seconda metà degli anni Quaranta e primissimi Cinquanta, si complimentò in modo fuor di dubbio particolare con Vincenzo Cardarelli circa un articolo di quest’ultimo sul drammaturgo norvegese Henrik Ibsen pubblicato tra le colonne di quel giornale: “Bellissimo quel tuo articolo. Non ci ho capito niente, ma è bellissimo!”.

Un autentico mantra contro il male del “professionalismo” che, attenzione, non significa difesa dell’imperizia o dell’ignoranza, tutt’altro, ma sincero e autentico riposizionamento in pole position della passione sincera, anche scaturita di recente, magari anche su di un argomento che già in partenza si sa che non si approfondirà poi molto, ma che comunque tange.

Angelo Peretti, gardesano, tra le massime firme del giornalismo enogastronomico italiano, dimostra, con questi due suoi testi, di saper scrivere e parlare anche di altro, moltissimo altro: esemplifica bene il concetto che intendo esprimere quanto si trova scritto (e grassettato) in seconda di copertina degli Esercizi spirituali, “si parla d’altro per parlare di vino”: poesia, narrativa, musica, società… insomma, tutto pur di uscire dalla palude stagnante dei manuali tecnici e delle guide alla degustazione, con l’imperativo categorico di aborrire due cose soltanto – le uniche in un testo che accoglie di tutto e tutti -, “le regole da iniziati e le pose ostentate da quei sedicenti intenditori che si ergono a sacerdoti dell’enologia”.

Per quanto concerne invece il Manuale di autodifesa per astemi, primo titolo della collana “Pamphlet” delle leccesi Edizioni Ampelos, “casa editrice specializzata in ambito vitivinicolo”, ritengo possa definirsi un unicum, perlomeno in casa nostra, dove le tifoserie da stadio e le demarcazioni nette tra bene e male sono da oramai diversi anni entrate prepotentemente a far parte anche del meccanismo di pensiero di chi si occupa – professionalmente o amatorialmente – di un qualcosa che dovrebbe concernere, invece e semplicemente, l’ambito del piacere più puro, ovverosia l’assunzione, o meno, di bevande alcoliche. Questo manualetto è un vero e proprio prontuario, scaturito dall’agile e abile penna (sì, pur avendone letti questi due testi soltanto, mi sbilancio volentieri nell’aggettivazione) di chi ha fatto dello scrivere del vino e sul vino (dunque di un bevitore, l’autore in nessuno dei due suoi scritti che recensisco tra queste righe ne fa mistero; ma poi, perché dovrebbe farne?) le proprie passione e professione! Gli astemi – c’è chi lo è per scelta, chi per obbligate ragioni di salute, chi ancora perché proprio non gli piacciono le bevande alcoliche – troveranno tra le poche ma preziose pagine del Manuale consigli mirati e precisi non solo su come sopravvivere ma addirittura su come uscire vincitori da discussioni con bevitori dalla testa quadra (ma anche con ristoratori e gestori di mescite varie poco avvezzi ad aver a che fare con la tipologia umana del “bevitore astemio”).

Per concludere, forse banalmente ma davvero è un “giudizio” (virgoletto perché non sono nessuno per dare giudizi, tanto meno su testi il cui argomento precipuo non è il mio pane quotidiano) sentito e ponderato: davvero due bei libri, anche dal punto di vista dell’oggetto, cosa che, per chi, come il sottoscritto, è un bibliomane, è un ulteriore punto a favore, dagli argomenti certo settoriali ma proposti dall’autore con gentilezza e classe, così da non far sentire fuori luogo nessuno che si accosti alla discussione. Sì, perché, una volta riposti entrambi, si ha, più che di aver letto, come l’impressione di aver partecipato ad una bella chiacchierata tra amici (sensazione elevata a potenza dall’apprezzatissimo uso di un colloquiale tu da parte di Peretti). Davanti ad un bel bicchiere di vino. O di qualsiasi altra bevanda, noi non siamo teste quadre.

Alberto De Marchi

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Angelo Peretti, “Esercizi spirituali per bevitori di vino”, Edizioni Ampelos, 2023, 285 pagine, 25 euro; “Manuale di autodifesa per astemi”, Edizioni Ampelos, 2024, 76 pagine, 16 euro

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