Anteprima. Mishima Martire della Bellezza. A cura di Alex Pietrogiacomi

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Yukio Mishima, pseudonimo di Kimitake Hiraoka, nato a Tōkyō il 14 gennaio 1925 e scomparso il 25 novembre 1970 compiendo seppuku, il suicidio rituale dei Samurai, è considerato uno dei massimi scrittori giapponesi. Il prossimo 28 maggio uscirà nelle librerie Mishima Martire della Bellezza edito da Alcatraz, a cura di Alex Pietrogiacomi, di cui oggi presentiamo una selezione scelta di aforismi insieme a un passo dall’introduzione del curatore. Questo libro è più di un semplice aforismario, perché ogni pagina è un’ispirazione, un moto dell’anima che si accende furioso ed estatico, dedicato all’ultimo samurai del Giappone, all’ultimo martire della bellezza, che nella Bellezza ha dissolto la sua vita. In questo libro vengono raccolte, per la prima volta al mondo, le frasi tratte dalle sue opere e dai suoi discorsi, per creare una sorta di manuale per moderni guerrieri, per uomini e donne dallo spirito indomito e poetico, capaci di riflettere e agire al tempo stesso.

 

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Questo è il primo libro al mondo che raccoglie una selezione di frasi, citazioni, estratti dall’opera dello straordinario scrittore giapponese Yukio Mishima.

Si potrebbe pensare di avere tra le mani una semplice raccolta di aforismi, invece è molto di più: è un piccolo e prezioso manuale per guerrieri, poeti e sognatori, per uomini e donne indomiti, che non vogliono avere risposte ma ispirazioni per la loro vita, i loro gesti, i loro spiriti. Sono pagine, queste, che distillano un’esistenza e una produzione letteraria intense, incredibilmente controverse sotto molti punti di vista, ma sempre affascinanti ed eccezionali; pagine che non si consumano alla prima lettura, permettendo di essere costantemente aperte e reinterpretate grazie al loro valore intrinseco che offre, anche decontestualizzato, un sogno a occhi aperti e un senso di inafferrabile insegnamento, come nei kōan.

Percorrendo una strada segnata da testi tradizionali e intramontabili come L’arte della guerraHagakure, Il libro dei cinque anelli, con questo libro si può entrare in sintonia con gran parte del pensiero e dello spirito di Mishima, in un 2020 che commemora il cinquantesimo anno dalla sua morte, avvenuta per mezzo del suicidio rituale dei samurai, il seppuku, il 25 novembre del 1970.

Martire della bellezza perché l’intera vita di Mishima, piena di paradossi, ma anche di estrema coerenza come di forza e di fragilità, fu interamente consacrata alla ricerca esasperata di una Bellezza totalizzante, antica e al tempo stesso rinnovata, capace di mescolare il vigore del corpo con quello dello spirito, una dea a cui offrirsi completamente al di là anche delle proprie umane possibilità.

Leggerlo oggi con le sue discordanze (tipiche anche di un certo tipo di letteratura nipponica, come l’Hagakure ad esempio), restare in bilico sui suoi confini (come quello dell’omosessualità, sempre additatagli nonostante il suo matrimonio, e più asseribile al concetto di shudō che all’omosessualità occidentale), trovarsi esaltati ma anche interdetti dalle sue parole, dalla sua delicata poetica o dalla durezza espressa dalle sue affermazioni significa entrare nell’umanità stessa che ambisce alla grandezza anche nelle piccole meschinità, nei vezzi, nei paradossi… è lanciarsi verso lo schianto ridendo, sapendo che non è la fine ma l’inizio della vera, luminosa Bellezza.

Il libro uscirà in tutte le librerie il 28 maggio. La versione limitata (cartonata e con variant cover) a 200 pezzi si può acquistare solo su agenziaalcatraz.it.

Alex Pietrogiacomi

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AFORISMI

Bisogna traboccare di forza vitale e preservare la propria energia al cento per cento.

È un mio antico sogno fondere con un atto di volontà gli estremi contrasti della fragilità del corpo e della forza della letteratura, della debolezza della letteratura e della solidità del corpo: un’impresa mai progettata neppure dagli scrittori europei, il cui compimento mi avrebbe consentito, come scrisse Baudelaire, di «essere il boia e il giustiziato».

Ogni uomo dovrebbe imparare a padroneggiare almeno una cosa nella vita, non importa quanto insignificante sia.
Una è sufficiente.
La soddisfazione è la nemica del piacere e non comporta altro che delusione.

La vita umana è strutturata in modo tale che, soltanto guardando in faccia la morte, possiamo comprendere la nostra autentica forza e il grado del nostro attaccamento alla vita.

Ho l’impressione che attualmente si aggirino troppi uomini con sguardi spenti e privi di tensione.

Nella vita di ogni uomo il tempo non ritorna.

La maggior parte degli uomini chiama «destino» il giardino della propria casa.

Le parole codarde fanno sentire codardo il cuore.

Avverto costantemente il pericolo che la letteratura annienti la morale.

La letteratura è la professione ideale per chi desideri rifugiarsi in una zona sicura, come un granchio si occulta nella sua tana. La letteratura si fonda infatti sulla premessa che il suo mondo non abbia alcun rapporto con la realtà, e così può sfuggire a ogni criterio di valutazione.

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