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BookPride Milano: una fiera per culi al caldo

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Più che una fiera per “indipendenti” BookPride è una fiera per culi al caldo, per gente che non ha nulla da scommettere, che nulla vuole scommettere, che nulla vuole dare ai lettori se non prendere.

Organizzato da Isabella Ferretti, un ex avvocato wasp dell’East End newyorchese da anni romana (una sorta di intellettuale alla Antonio Monda con salotto incorporato ma senza potere) insieme all’associazione editori riuniti indipendenti di non so cosa presieduta da Marco Zapparoli, già editore di Marcos y Marcos, un editore un tempo illuminato (a lui la riscoperta di John Fante, del Toole di “Una congrega di fissati”, di William Saroyan) e oggi passato dagli scontri agli scontrini. Assisto alla conferenza stampa allibito: parla la Presidente, dalla libreria di casa-ufficio, con toni solenni da upper-class racconta di come per questa edizione abbiano fatto di tutto per mantenere il costo dei biglietti d’ingresso “calmierati” perché l’ingresso per “un giorno da fiera” è “un ingresso di modico valore: 6 euro per un giorno, 11 per un weekend”. Prezzi che oggi ci mangia una famiglia intera, altro che libri…

Poi aggiunge che, però, “under 14 e over 65 hanno ingresso gratuito”: assicurandosi dunque le presenze delle scolaresche (non si sa mai: servono sempre per gonfiare le presenze dei visitatori) e gli over 65 che solitamente frequentano la Milanesiana d’estate per l’aria condizionata e stare al fresco senza pagare.

Nella conferenza stampa -con toni da radical flop più che chic- ecco subito una battuta del nuovo assessore alla cultura di Milano Tommaso Sacchi che si rivolge alla Presidentessa: “Ma quello sfondo pieno di libri è uno sfondo reale o virtuale”? Ecco, siamo a questi livelli.

Poi Marco Zapparoli inizia un discorso con “settimana prossima” al posto che “la settimana prossima” e spengo la conferenza. Cerco dettagli sul sito di BookPride su Google e mi esce (provate) il sito di BookPride di 2 anni fa che ricorda gli esordi di Internet quando ancora se la contendeva con il Minitel. Non è indicizzato Google: eppure non costa molto!

Arrivo al sito attraverso la pagina Facebook di BookPride e leggo una pletora di ospiti con ancora addosso il pass di “Scritto”, l’altra Fiera degli editori indipendenti da poco conclusasi alla Leopolda di Firenze e organizzata da Pietro Torrigiani Malaspina della Libreria Indipendente “Todo Modo”: qui dall’upper class newyorkese siamo passati alla nobiltà, almeno d’araldo, ma siamo sempre dalle parti dei radical flop.

Leggo i comunicati stampa di laWhite, agenzia di comunicazione eventi di Torino, e mentre leggo cerco di capire sono su Linkedin dove Silvia Bianco, una dei soci della laWhite, è impegnata in un dibattito pubblico dove si lamenta che tutti gli eventi culturali sono a Milano…Ottimo!

Si parte benissimo…Visro che BookPride è a Milano…

Scorro il programma – ci sono anche io tra i relatori ma ciò non toglie che non posso essere critico. Il programma è a dir poco per addetti ai lavori: soprattutto è un calendario di decine e decine di incontri. D’altro canto il tema di quest’anno è “Moltitudini” quindi in effetti è in linea con il programma: 230 eventi (circa 70, 666666667 al giorno) e 200 editori.

Una “piccola” nota: gli espositori, cioè i piccoli editori che vogliono “aiutare” pagano 900 euro più iva uno stand da “6 metri quadri”, 1200 euro più iva per uno da 8 metri quadri, 1500 euro più iva per un modulo da 10 metri quadri: in pratica quelli di BookPride si sono adeguati a costi da Quadrilatero della Moda.

Sono 200 espositori, i conti fateli voi.

Meno male che ci sono gli eventi. Già, ma anche qui “tutto venduto”: una sala da 25 ospiti costa euro 60, 40 posti 80 euro, sala da 80 posti 1340 euro, sala da 300 posti trecento euro. Quindi, cari lettori, attenzione a partecipare a eventi che davvero vi interessano perché costate 1 euro a posto in sale e auditorium che si chiamano Sibilla Aleramo, Agatha Christie, Elsa Morante, Cristina Campo, George Orwell, Stendhal, Alberto Moravia. Manca una sala Pasolini, ma si sa con gli eredi di Pasolini non si scherza, chissà mai che chiedano qualche soldo. Ah gli ospiti, dimenticavo: Laura Boldrini, Marco Damilano, Moni Ovadia, Peter Gomez, Giuseppe Cruciani, Giuseppe Civati, Gad Lerner: più che serata dedicate al libro sembra di fare zapping alla televisione. OFF….

Gian Paolo Serino

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