Atlante di un lettore errante

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A parlarvi da questo spazio sarà un viaggiatore che usa i libri per orientarsi e compilare una sorta di proprio “Atlante figurato”, dove segnare i mondi che ha visto in certe pagine. Egli vuole prendersi tempo, tornare indietro a guardar meglio, non cedere alle abbuffate da turista mordi e fuggi delle patrie lettere. Davanti alla necessità di stare al passo coi tempi, egli fa propria la massima di Bartleby lo scrivano: I would prefer not to.

Mishima: l'arte della disciplina

Mishima: l'arte della disciplina

Se penso a Mishima, al modo con cui mi divorai in poco tempo quasi tutta la sua bibliografia, devo ritornare con la memoria ai primi anni dell’università, alla metà degli anni Novanta e alle musicassette registrate dei CCCP, grazie ai quali scoprii l’esistenza dello scrittore giapponese. Nel rileggere Il Padiglione d’oro (Feltrinelli, 1996) non fatico…

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Non si dimentica una voce

Non si dimentica una voce

In una biblioteca che si rispetti dovrebbe esserci sempre un libro terribile e meraviglioso; un libro che ne stravolga l’ordine e trami nell’oscurità per una rovinosa caduta di tutto il sistema del proprio sapere compilato negli anni con dovizia. Si tratta di un libro scomodo, che ci ricorda qualcosa che abbiamo messo a tacere; relegato…

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Il rumore dei libri

Il rumore dei libri

Nella mia biblioteca c’è un libro che è una vera e propria bussola, un libro sui libri, sull’amore per tutta questa carta che ingiallisce e prende polvere sui ripiani e richiede un po’ di attenzione. È una storia d’amore, un inno doloroso alla grande passione che anima ogni lettore ingordo, che senza libri non sa…

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Il nulla che avanza

Il nulla che avanza

«Li senti, papà, gridano come maiali. Non hanno nessuna pietà. Il nostro quartiere è peggio della morte.» Parlare di libri su internet, dov’è tutto un rumoreggiare di pensieri e di polemiche spesso create ad arte, è una bella sfida. Soprattutto lo è invitare a una lettura attenta, non distratta e tutta superficiale. La nausea per…

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Al punto in cui è necessario voltarsi

Al punto in cui è necessario voltarsi

Mettiamola così: io il mondo lo vedo come qualcosa che procede complicandosi, un po’ come una palla che nel suo rotolare ingloba in sé tutto quel che trova lungo il cammino. Avete presente il lavoro paziente dello stercoraro? Ecco, c’è insomma questo peso che si ha sempre meno voglia di spingere. Ad esempio i libri….

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