Nessuno può disporre della propria vita. L’illusione di essere padroni di sé stessi si sbriciola dinanzi alla vita stessa. Non c’è scelta, per alcuni. Anche quando pensi di averla, dovrai scavare tra le macerie dei fallimenti. Attraverserai momenti bui, non mancheranno specie quando tutto parrebbe filare liscio come una galea in acque tranquille. Allora, sarà la determinazione a cambiare le carte in tavola. Arriva sempre l’ora in cui ciò che è stato non lo sarà più, almeno nella sua parte più sfuggente. Non puoi cambiare personalità che dice esattamente chi sei. Certo, puoi fissare bene i punti delle tue esigenze che prendono per mano urgenze, necessità e desideri. Prendere una strada che ascolti il tuo cuore nel sentirti libera di esserlo davvero, è difficile. Sottrarsi al proprio rispetto e al suo volere, stracciando i disegni costruiti da altri nella corte dell’ipocrisia del potere, è un atto gravoso da portare avanti, soprattutto quando non è nella tua natura. La verità si palesa in modo chiaro, anche inaspettato, mentre ti orienti a cercare vie d’uscita che possano evitare scie di sottomissione. Più cresci e più scopri quanto sei attirata dalla libertà che intendi approfondire nel raggiungere quello che più vuoi, che più ti piace, senza essere costantemente controllata da coloro che vorrebbero spegnere quello che di più caro hai: la dignità.
In Il destino di Sofonisba di Chiara Montani edito da Neri Pozza, conosci la storia dell’artista Anguissola. Cremona, 1546. È ancora una bambina Sofonisba quando comprende che la pittura è il suo mondo felice. La sua non è solo un’inclinazione, è una passione dirompente. Lei vuole creare l’arte, non solo ammirarla. Suo padre, Amilcare Anguissola, decide di assecondare la volontà della figlia andando così controcorrente a quei tempi, ancora ottusi per le donne intraprendenti. Le permette di prendere lezioni private, a patto che non vada a bottega, che non venga a contatto con gli altri apprendisti, che le vengano proibite geometria, prospettiva e anatomia. Nonostante le molte limitazioni, Sofonisba si sente soddisfatta per ciò che è riuscita ad ottenere. Il resto lo impara da sé, spinta dalla curiosità. Lei ha la capacità di dipingere l’anima nei volti dei suoi soggetti. Ferma con le pennellate le emozioni e le verità nascoste di chi ritrae. Il suo è talento ed è qualcosa che non si può né spiegare né insegnare. La sua fama la porta a Milano e in Spagna, dagli Asburgo, dove diventa, pur non ufficialmente, pittrice di corte. Ma ogni successo lascia un segno, come lo lascia ogni battaglia combattuta per vedere riconosciuto un ruolo appannaggio dei soli uomini. Sofonisba deve rinunciare anche al grande amore della sua vita e il monarca spagnolo la obbliga a un matrimonio di convenienza. Ma la necessità di essere un’artista libera le permetterà di trovare la sua strada e anche altro.
Il romanzo è delicato. Splendida la narrazione di una storia che si scioglie nella fierezza di essere ciò che si bramava da sempre pur con una moltitudine di problemi e sottomissioni. I personaggi sono dipinti in modo così vero che il lettore è come se li vedesse in carne ed ossa nella loro personalità. La prosa è nitida, intima, soffice, pulita.
Lucia Accoto