Sempre sospeso tra realtà e immaginario metafisico è “Malizia Christi”, il nuovo romanzo di Davide Cortese, poeta da sempre visionario e allucinato nel ritmo e nella parola, basterebbe ricordare “Zebù bambino”, il suo poemetto sull’ infanzia del diavolo. E bambino è anche Adam Babelsberg, il protagonista di “Malizia Christi”. Adam sta per compiere sei anni ma in tutta Debrama è conosciuto come “il signor Babelsberg” ed è trattato alla stregua di un adulto autorevole. Elegantissimo con un immancabile cilindro in testa, vive da solo in una enorme casa traboccante di oggetti strani e rari. La casa è zeppa anche di libri. Babelsberg è un lettore attento e raffinato. Si circonda di amici eccentrici, meglio se artisti. Insomma, Davide Cortese con scrittura leggera e raffinata porta il lettore in un mondo sempre in bilico tra realtà e astrazione. Ma torniamo a Babelsberg: egli conosce un misterioso ventriloquo di Debrama e presto si appassiona alla sua arte. È perdutamente innamorato dell’amica Maeva Westwood, diva del muto, ma Babelsberg ha un segreto, o forse molti segreti, una stanza sempre chiusa a chiave. Non lasciatevi impressionare dai salti di tempo e dalle piccole incongruenze, Cortese ha motti giusti, poetici e coinvolgenti, basta seguirlo come una musica lontana eppure potente, anzi potentissima. Renzo Paris nell’introduzione scrive:”Suggestioni borgesiane, calviniane? Appena. Per riparlare della Realtà i suoi colleghi scrivono di vite frantumate, colpite da malattie gravi, affannate autobiografie. Davide ama vivere l’inesistenza della sua generazione, affondata nei social, a cui vorrebbe raccontare, con leggerezza palazzeschiana come stanno le cose oggi”. “Malizia Christi” è una favola per adulti, ben scritta, godibile e con spunti di riflessione sull’oggi e su un ipotetico futuro.
Antonio Veneziani
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Davide Cortese, Malizia Christi, Edizioni Croce, euro 16