Ci sono cose che non si possono spiegare. Succedono e basta. Non c’è nulla che dia il segnale di quello che accadrà. Cadi in uno stato delirante, di allucinazioni. Non segui la realtà, vivi in una dimensione tutta tua senza più dare un nome ai volti. Affondi nel vuoto. Non ti appartieni, non sei più quella di prima. Sei difettosa, con la mente spezzata e la sofferenza che si impossessa di ogni tua fibra anche del respiro che fatica ad uscire da un corpo sfatto. Sei malata, pensi di non esserlo. Sei pazza, pensi di essere normale. Ogni cosa è alterata, distorta. Il sonno è agitato e si prende quasi tutte le ore. Non sei più te stessa. Non badi più a ciò che la follia ti fa diventare: una larva chiusa nella volontà della pazzia. Appassisci ogni minuto di più. Non conosci la paura, la gioia, la luce, la notte. Avverti solo un grande vuoto, nell’anima. La mente farfuglia pensieri sconnessi, brutti, disordinati, che afferrano idee da una voce insistente e segreta. Sei perduta, ma annaspi nel dolore. La vita si ridice a qualcosa che non puoi dire. In fondo non lo capisci nemmeno tu cosa ordina e ha in serbo la pazzia.
In Le figlie del pittore di Emily Howes, edito da Neri Pozza, entri in una storia di segreti e di silenzi. Ipswich, 1759. Il pittore Thomas Gainsborough ama i ritratti dei ricchi della città che dipinge per mantenere la famiglia: la moglie Margaret e le due figlie, Molly e Peggy. Le sorelle sono inseparabili. Sono convocate sempre insieme; benvenute, scacciate, ritratte sempre insieme. Peggy a volte non capisce dove vada Molly con la mente quando gli occhi le diventano vuoti ed i gesti si fanno incoerenti. Dopo non ricorda mai nulla e tocca a Peggy inventare le storie più inverosimili per giustificare quelle stranezze agli occhi della madre e del padre. Non è colpa sua, ma comprende che nella sorella c’è qualcosa che non va. Quello di Peggy è un fardello gravoso da portare perché sul destino di Molly si profila il manicomio.
Il romanzo è intimo. La storia è toccante. La narrazione cammina sulla paura della vergogna della famiglia per una patologia che, all’epoca, è considerata uno scandolo e che chiudeva qualsiasi porta in faccia anche al talento. C’è anche la protezione da parte della sorella verso Molly che non si sa spiegare nulla sul come lei si assenti dalla realtà. La scrittura è delicata. Passa dalle ombre, fatte di segreti che intaccano la storia della famiglia, alla luce della speranza per salvare il salvabile.
Lucia Accoto