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Epìsch Porzioni anteprima. Il caso Cobain. Indagine su un suicidio sospetto

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“C’è un diorama di una veranda sopra un garage di una bella villa a Seattle. Dentro la veranda c’è il cadavere di un ragazzo di 27 anni che è anche la più grande rockstar del mondo. Indossa una t-shirt nera con caratteri giapponesi stampati sul davanti, scarpe da ginnastica nere, jeans e una camicia sbottonata. Vicino al portafogli si trova una scatola di sigari aperta con dentro: siringa, cotone idrofilo, una sostanza scura che sembra essere eroina, ed altri attrezzi per il consumo di stupefacenti. Sparpagliati lì intorno ci sono: un cappello, un paio di occhiali da sole, due tovaglioli, 120 dollari in contanti, un pacchetto di sigarette e un accendino”.

È in libreria Il caso Cobain. Indagine su un suicidio sospetto di Epìsch Porzioni (Il Castello 2026, pp. 368, € 19). Dopo la morte di Cobain, iniziano a circolare ipotesi alternative: Kurt Cobain sarebbe stato ucciso. È su queste ombre che si muove Epìsch Porzioni, scrittore musicale e voce nota di Radio Popolare, che da anni indaga sulla morte del leader dei Nirvana, ricostruendone la storia attraverso indizi, ipotesi, documenti e testimonianze.

Nel libro emerge anche un ritratto di Courtney Love: “Moreland ha definito la loro storia così: “Credevo di sposare la versione femminile di Johnny Rotten e mi sono ritrovato a letto con George Bush Senior!”. Dice che sproloquiava su posizioni politicamente reazionarie e raccontava di aver passato del tempo, durante il suo periodo in Alaska, sotto le lenzuola con dei generali i quali avrebbero condiviso con lei certi piani segreti che proverebbero che tutto ciò che le forze armate fanno è giusto e per il nostro bene. Come no! Basta aprire un libro di storia per vedere quanto bene ….”

L’autore arriva a conclusioni che lasciano aperto il dubbio: “Da qualsiasi parte la si voglia rigirare questa faccenda puzza. Che sia per l’indagine ufficiale fatta coi piedi, per le ambiguità della vedova, per le allucinazioni di presunti esperti di cospirazioni o per lo stillicidio di rivelazioni o presunte tali.”

Un’indagine serrata, approfondita e meticolosa per capire com’è morto Kurt Cobain, leader dei Nirvana e uno degli ultimi re del Rock. Un ragazzo che ha segnato così il suo tempo che ancora oggi, dopo oltre 30 anni, lascia fan e scrittori nell’incertezza.

Carlo Tortarolo

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Uova nel cervello

La coppia del momento. I salvatori del rock. I nuovi John&Yoko. I nuovi Syd&Nancy. La manna dal cielo formato CD. Kurt&Courtney. Fotografati, seguiti, ammirati, invidiati, imitati, unici. La miniera della musica popolare che pare trovare un nuovo, stropicciato filone. Una Camelot tossica è il carrozzone dello show. MTV che si spolvera l’alone da emittente per ragazzini e si fa trend trasversale, la tendenza che diventa trend, precipitando i significati all’inferno.

Importa davvero qualcosa il fatto che, mentre si prendevano le misure, Courtney avesse in corso una storia con Billy Corgan degli Smashing Pumpkins, allora gruppo appena emergente? Corrobora tesi sulla sua presunta fame di personaggi famosi? O magari, essendo già lei sulla strada per la gloria, si trattava solo di un normale rigiro da ragazzi?

Nevermind vende a sufficienza per entrare nella storia. La musica dei Nirvana tradotta in inconscio collettivo e alveare sonico.

Tutto sulle spalle ricurve di questo ragazzetto magro e pallido.

Che nelle migliori giornate si contorce per il mal di stomaco. E si rifiuta persino di dare una definizione precisa a questo male oscuro. O forse nemmeno ci riesce. Visita medici su medici senza trarne alcun giovamento. Probabilmente l’unico tossicodipendente che ha trovato nella siringa il minore dei mali.

I Nirvana diventano cosa GROSSA, con giro di affari annesso, annesse pressioni, tournée senza fine, promozioni su promozioni, interviste fatte con la fotocopiatrice, eccetera eccetera.

Davvero pensavi sarebbe andata così, Kurt?

Credevi che scappando da Aberdeen con una chitarra elettrica sarebbe andata diversamente?

Era troppa la pressione?

Apparentemente no. È facile rintracciare interviste, sia da leggere che audio/ video del ‘91, e tastare con mano la gioia dei protagonisti di questa storia per il successo appena raggiunto, per il dorato mondo che gli si para davanti. Un mondo che ammicca, promette la vita dei nababbi, i problemi ridotti a briciole di cracker, le piscine placcate d’oro. Sì, qui si torna a parlare dello schiudersi delle cose, ma non con facezie per comuni mortali quali l’umido sesso e il mondo del sensibile.

Abbiamo visto dall’alto le vite di entrambi i soggetti, cresciuti nella disattenzione (a essere proprio gentili) genitoriale, nella confusione di coloro ai quali il mondo non viene svelato, bensì sbattuto casualmente in faccia. Vite di stenti e ambizioni artistiche, determinazione e s-fortuna s-facciata. Quante volte ne abbiamo viste di simili? Forse un quadro del genere corrisponde anche troppo a momenti, quando non a tranche intere, delle vite di ciascuno di noi, magari solo senza basi militari.

Il punto è questo: arrivato per meriti o altro al bordo della vita che hai sempre sognato, quanto pesano gli aspetti negativi che essa comporta? E quanto credete che cambi l’animo di una persona una vita da rockstar?

È lecito pensare che possa dare alla testa.

Potrebbe piacerti così tanto, ma così tanto, che saresti davvero disposto (o disposta) a fare qualunque cosa pur di non perdere la residenza a Riccopoli. Potrebbe, tuttavia, deluderti, trasformarsi da oro a merda dipinta di vernice dorata, spingerti a voler mollare tutto, goderti quello che hai fatto ma con una prospettiva più umana.

Potresti fare qualunque cosa pur di non perdere l’aureola della gloria?

Potresti fare qualunque cosa per non sentire più quel peso glamour che ti costringe a piegare sempre la testa?

Uccideresti per soldi & successo? E se la risposta è no, quale cifra ti farebbe cambiare idea?

Ti uccideresti mai se ti trovassi in trappola, in mezzo a ingranaggi atti a spremere ogni oncia del tuo talento al fine ovvio di trasformarli in contante sonante?

Le storie personali di Kurt e Courtney si intrecciano, la tragedia, salvo un preludio di assoluto piacere, sembra essere dietro l’angolo. Un salmo di prevedibilità all’urlo di sesso droga e rock’n’roll.

E morte, non dimentichiamolo mai.

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Estratto da Il caso Cobain © 2026 Il Castello srl

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