Fase due: il ritorno a casa

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Da qualche settimana, ho scoperto la mia nuova vocazione: il giardinaggio. Accidenti, quanto sono cambiata se, insieme alle signore di mezza età, mi trovo in fila in un vivaio in attesa del mio turno di margherite. Così trascorro la mia fase due: trapianto, travaso e innaffio. Gesti semplici e gentili che mi rendono felice. Seguendo la luce del sole e assecondando la naturale predisposizione delle piante, non solo il mio terrazzo si è trasformato ma credo che anche la mia vita stia seguendo un nuovo corso.

Da due mesi, infatti, avverto forte il senso di cambiamento e, come tanti, mi domando come sarà l’estate 2020 divisa tra qualche gioia o tanti divieti. Per quanto tempo riusciremo a mantenere le giuste distanze senza avvertire forte il desiderio di toccare, baciare e concederci alla passione? Eppure l’estate è la stagione dei nuovi amori, soprattutto di quelle storie belle e terribili consumate nel giro di pochi mesi e dimenticate in autunno. La stagione calda ha sempre offerto ai single qualche opportunità in più di trovare l’anima gemella: si esce frequentemente la sera (non solo quando è festa); abbronzati ci sentiamo più belli e diverse sono le occasioni di amare. Almeno è sempre stato così fino al Covid-19. Per le restrizioni imposte e per la paura diffusa, la vita sociale di chi viveva la notte è stata azzerata e, anche per gli impenitenti Casanova o per le amiche in attesa del Principe azzurro, molto è cambiato. Le uniche possibilità per loro di vedere gente diventa la spesa al supermercato una volta a settimana.

Quali buone pratiche prevede questa fase due così tanto attesa? Vi immaginate un approccio romantico imbevuto di disinfettante? O useremo l’amuchina al posto del lubrificante? Prevedo a tale proposito alcune tipologie di incontri: 1) quello con ipocondriaci: ovvero il sesso è solo raccontato a distanza. 2) quello con i finti coraggiosi e smargiassi: sembra promettere fuochi d’artificio ma sul più bello ci si inventa una scusa e… la serata salta. 3) quello con persone abituate a vivere una sessualità libera, ma costrette, per esigenze sanitarie, a rassegnarsi alla clausura. Niente più incontri occasionali e i rapporti sono ammessi solo con una persona fidata. Insomma sarà un duro colpo per i trombamici, le coppie aperte, i locali di scambisti e per chi ama il sesso trasgressivo. Il Covid-19, infatti, ci ha imposto non solo uno stile di vita più sano ma anche una morale più severa. Insomma un virus Savonarola, che con violenza ci fustiga per riportarci come pecorelle smarrite sulla retta via della monogamia.

In questi due mesi mi è capitato spesso di scambiare qualche chiacchiera con amici e amiche in coppia. Alcune unioni, prima del Covid- 19, mostravano evidenti segni di crisi. Ero assolutamente certa che questa convivenza forzata tra persone ormai distanti, avrebbe portato alla resa dei conti. Ma, con mio grande stupore, invece, mi sono dovuta ricredere. Ebbene il virus ha avuto un grande merito: riunire ex coniugi. Alcuni, infatti, anche a causa della distanza, hanno deciso di lasciare le amanti piuttosto che le mogli, mentre le donne in crisi hanno riscoperto una nuova intimità col proprio partner. Se il Covid ha riportato a casa chi era sul punto di fare le valigie, si è mostrato un valido aiuto per quelle coppie in cerca di nuovi stimoli. Finalmente si sono riscoperte. È come se ci fosse stato un ritorno al sentimento rispetto al sesso. La famiglia, infatti, viene ancora prima di tutto il resto!

Il senso di responsabilità e di difesa del proprio nido, infatti, ha superato il desiderio di evasione e di leggerezza. Non so quanto il ritorno alle mura domestiche e al sacro talamo da parte di chi aveva altri interessi sia davvero consapevole. Se alcune, dopo essere state in perenne attesa di un uomo diviso tra due affetti, ora piangono il loro sogno infranto, altre, orgogliosamente tornano a rivestire i panni dell’angelo del focolare. Sinceramente non so cosa pensare di tanto rinnovato ardore verso gli affetti di sempre. Mi auguro solo che le scelte effettuate durante una contingenza emergenziale siano sostenute con intelligenza e perseveranza. Perché, vedete, l’amore non è uno scherzo e non può essere condizionato dalla paura o dall’insicurezza. Il lockdown ha spinto molti a chiudere storie effimere. Ma ha creato però anche distanze emotive.

Ilaria Cerioli