Gek Tessaro. Principe della gioia

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«La felicità può nascondersi dentro un salto imprevisto»

Gek Tessaro

Da bambino il cubano Javier Sotomayor sognava di diventare un velocista, sognava la corsa dei 200 metri. Egli voleva diventare il numero uno della pista di atletica. Da bambino «avevo paura di saltare, poi la paura è passata e ogni volta mi sembrava di volare». Javier Sotomayor non divenne un duecentometrista, ma divenne non solamente il numero uno, divenne il re del salto in alto, il campione dei campioni.

Nonostante i ripetuti assalti, i tentativi e gli sforzi, il suo record di Salamanca del 27 luglio 1993, due metri e quarantacinque centimetri, è ancora imbattuto. Egli conserva il sorriso e lo sguardo di quel giorno memorabile.

Egli ha capito che saltare è qualcosa di magico e di avventuroso, ed è quello su cui Gek Tessaro ci invita a riflettere, perché saltare è «guardare le cose da un altro punto di vista».

Nel Principe della Gioia, edito da Lapis, c’è una principessa, un “principesso”, ci sono draghi, castellani, ciambellani e ciambelle, e poi c’è una strega che trasforma in un ranocchio grande come un uomo il principe sposo.

C’è una bellissima storia da leggere in rima e ci sono delle illustrazioni che sembrano uscire fuori dal libro e che macchieranno il cuore dei nostri bambini un po’ prigionieri delle loro case, in questi strani giorni.

Il principe ha paura, ma dopo un po’, sorpreso egli stesso, inizia a saltare , a divertirsi e a non disprezzare il suo essere così incredibilmente diverso.

«Ma quel principe vivace / Che saltare gli stra-piace / Salta ormai senza più freno / Dal soffitto al pianterreno…»

Tutti quanti, il popolo il re e la regina invitano la principessa a baciare il suo sposo per spezzare la magia. La principessa si rifiuta, quel ranocchio non le piace, la regina si infuria, il popolo si ribella; contro il ranocchio inizia proprio una gran guerra.

A un tratto quel ranocchio così grande, che è quasi come loro ma che non lo è affatto, diventa fastidioso e inaccettabile. Tutti vogliono la normalità, vogliono che le cose vadano come sempre sono andate e che tutti, ma proprio tutti siano tranquilli e felici come in tutte le altre favole.

Proprio in quel momento di grande cattiveria e grande paura, la principessa sposa apprezzerà e capirà la bellezza di quel principe a cui non dispiace essere un ranocchio. Non le importerà affatto e lo seguirà sdraiata sul suo dorso.

Esattamente come il grande campione, come la principessa e come il ranocchio dovremmo, su tutto, sperare un giorno di sentir dire ai nostri figli: «Io non rinuncerei / A una vita verso l’alto / A un amore che è anche un salto».

Non abbiate paura, non siamo fatti tutti allo stesso modo, ed è meraviglioso.

Edoardo M. Rizzoli

Recensione al libro Principe della Gioia di Gek Tessaro, Lapis Edizioni, 2020, pagg. 32, euro 14,50.