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Gianluca Zanella. Nel sangue di Garlasco

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Non e’il primo libro che leggo sulla vicenda Garlasco. Dovrei scrivere così per avere un profilo da Critico letterario? Il mio lavoro. Da lettore? Il mio secondo o, scusate, primo lavoro. Non mi interessa la cronaca nera -sono rimasto al noir, all’ hard boiled, ai… nessuno sa ancora la differenza. 

Non amo il Truman Capote di “A sangue freddo”, amo la “Compulsione” di Meyers. Non amo le ricostruzioni alla “Midhunters”di Coupland, ma prediligo “I vostri bambini” di Charles Manson o qualcosa di più nascosto come “L’effetto Lucifero” di Philip Zimbardo con concessioni ai “Cosidetti sani” di Arno Gruen. 

Potrei andare avanti per ore ma, da critico letterario che su “Il Giornale”, per primo ha smontato riga per riga il successo, meritato, di “True Detective” sceneggiato da Nic Pizzolatto evidenziando le assonanze con Richard Chambers e soprattutto con Thomas Ligotti. Beh, fottevi. Perché dopo ore e ore di sciacallaggio mediatico – dove tutti sono attori (ben pagati) dalla tv – mi sono imbattuto in questo libro (con i rimandi necessari potrei definirlo un “Cinema Verite’”…) di Gianluca Zanella che è’ come quei libri che aspettavo da anni. L’ho letto tutto, in pdf aspettando la copia cartacea- perché è un capolavoro di ritmo e di narrazione di intrattenimento che non “sentivo”  dai tempi del “Telefono Giallo” di Corrado Augias. 

Zanella ricostituisce il giallo di Garlasco con un incipit che mette le carte in tavola: Garlasco come Carcoosa. Chi non comprende, cambi pagina, cambi libro, cambi autore.

Autore che – mea culpa non conoscevo, se non per qualche comparsata in televisione- ma che invece è. Chi se ne frega chi e’. Interessa ciò che è scritto non chi l’ha scritto. Non ci sono omissis da panorama scoop ma “sic” o “sit”. 

Non ci sono ipotesi ci sono realtà. Che sono rivelate, se siete capaci come credo di frugare nelle pieghe di uno scrittore di razza, come è il geniale autore, sin dalle prime pagine. Basta intuire. Ma soprattutto basta intuire, ed è per questo che ne scrivo, come Zanella sia il genio investigativo che da tempo aspettavamo sin dai tempi di Jules Quicker.

Gian Paolo Serino 

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