Tutto prende le mosse da un incrocio nella città di Palermo, tra viale Piemonte e viale Lazio. È un punto preciso, più che un luogo, ad aprire l’esplorazione – non solo urbana – di Quartiere Libertà di Giorgio Vasta, uscito da Oligo Editore. Da questo punto, com moto pendolare, l’autore intraprende un viaggio nello spazio e nel tempo. Il semaforo dell’incrocio passa da giallo a rosso, e il flusso di coscienza passa in un attimo da Leonardo Sciascia. Quando era dodicenne, Vasta giocava a pallone non lontano da quell’incrocio, e la sfera di tanto in tanto, calciata più forte, finiva nel perimetro di certi condomini dove era andato a vivere Sciascia. Poi Vasta lesse un racconto di Michele Mari, intitolato I palloni del signor Kurz, che racconta la storia di un ragazzino che, una notte, decide di scavalcare il muro che separa il cortile del suo colleggio dalla proprietà di un fantomatico signore, dove i palloni da calcio andavano a finire. Lo spazio si mescola con il tempo. Poi Vasta sente bisbigliare, si gira e vede: “E’ Sciascia: la giacca color tabacco sulla camicia bianca, i pantaloni beige, i mocassini; la sigaretta tra indice e medio della destra; impercettibilmente sovrappeso, l’andatura morbida”. Poi, le cose si intrecciano con la comparsa di Pier Paolo Pasolini.
Il testo di Quartiere Libertà è stato composto e letto in occasione dell’incontro organizzato dal Circolodei Lettori di Torino con il titolo Il Circolo a Palermo per la Costituzione diffusa. Pasolini e Sciascia fuori dagli schemi: dialoghi e letture. Il volume è arricchito dalla postfazione di Andrea Cortellessa e dalle illustrazioni di Giulio Girondi.