Benvenuto su Satisfiction   Click to listen highlighted text! Benvenuto su Satisfiction

Giuliana Vitali. Nata nell’acqua sporca

Home / Recensioni / Giuliana Vitali. Nata nell’acqua sporca

Ci sono delle scritture che rimandano e delle scritture che silenziose riescono a scardinare le parole inutili, superflue, rubano l’essenza della narrativa stessa e ce la donano semplicemente raccontando il fluire della storia. In queste due scritture è riuscita a viaggiare Giuliana Vitali con il suo Nata nell’acqua sporca uscito da alcuni mesi per Giulio Perrone Editore.

Giuliana Vitali è al suo esordio letterario, ma si sente eccome che ha percorso tanta strada, la sua è una scrittura adulta scevra da ogni strizzatina d’occhio alle mode del tempo. Affronta, sì, quella che è una storia di formazione ma che è soprattutto una storia di redenzione: una bambina che diventerà donna passando attraverso il fuoco del desiderio di amore della giovinezza; una città, Napoli, che con il suo sorriso triste di Pulicinella raccoglierà in seno quei suoi figli abbandonati che nessuno vuole vedere.

Nella narrazione della Vitali, le parole si fanno corpo. La materia che è in noi, è il magma di questa storia di redenzione. Tutto in Nata nell’acqua sporca diventa corpo, fisicità, sangue che scorre nelle vene e si lamenta, ride, nasce, muore senza fare rumore. Sara, la protagonista, è una giovane che è stata cresciuta dalla madre, una madre apparentemente estranea perché troppo impegnata nel suo lavoro di giornalista e nel ricordo di un padre che se ne è scappato in Albania, di lettere che lui manda che non sono mai state lette. E Sara incontra sulla sua strada Anna, Christian, Gianni e Alessio e il mondo sotterraneo della coca e del crack. E in tutto questo la scrittura di Giuliana Vitali da voce a quella spasmodica ricerca di amore che i suoi personaggi vanno cercando.

Perché parlavo di scrittura di rimando: perché leggendo Nata nell’acqua sporca mi è venuto in mente Qualcuno con cui correre di David Grossman, i vicoli di Gerusalemme e i vicoli di Napoli, storie di tossicodipendenza, Sara e Alessio della Vitali e Tamar e Assaf di Grossman a giochi invertiti ci dimostrano quanto sia doloroso, ma anche indispensabile per loro trovare qualcuno da amare e esserne riamati. Dall’altra una scrittura silenziosa che sa entrarti dentro non solo nella mente, ma nel corpo, una scrittura che conosce l’arte di viverti dentro, farti sentire esattamente quello che sta sentendo e provando Sara … una scrittura quella di Giuliana Vitali che nasce sicuramente da una urgenza della quale se ne capisce la necessità pagina dopo pagina fino a pensare che … “se si fosse fatta non avrebbe sentito nessun fastidio ma solo quell’appannamento degli occhi, l’immobilità morbida dei muscoli. Gli scappò un sorriso a un certo punto perché la creatura di lì a poco sarebbe stata strappata dalla sua pancia, espulsa insieme all’acqua sporca di mucosa e sangue”.

Nata nell’acqua sporca è un romanzo che vive nell’arco di un anno, un tempo che riesce a dilatarsi nella lettura perché la storia è raccontata su due traiettorie temporali: il tempo di Sara bambina e il tempo dell’oggi di Sara, quando gli occhi della bambina sono diventati adulti, ma le emozioni, il cuore che batte è sempre lo stesso, con la stessa tenacia e la stessa fragilità. E forse se vogliamo trovare un altro valore aggiunto a questo romanzo possiamo immaginare che nascere nell’acqua sporca non sia un destino ineluttabile, ma invece ci sia maniera di imparare a resistere, fuggire ma poi saper ritornare, avere la forza di raccontare e di raccontarsi. E questo Giuliana Vitali lo ha saputo fare.

Maria Caterina Prezioso 

#

Nata nell’acqua sporca/Giuliana Vitali/Giulio Perrone Editore/pp.228/18,00 €

Click to listen highlighted text!