Giuseppe Catozzella. Italiana

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Tra la fine dello scorso anno e l’inizio di questo, si è registrata una particolare attenzione verso il Risorgimento italiano.

Diversi sono stati i romanzi ambientati in quel periodo. Di tutti quelli che ho letto, sono certo che Italiana di Giuseppe Catozzella, edito da Mondadori, sia il migliore.

Diverse le considerazioni che mi portano a una conclusione tanto ardita. La prima, decisamente, è la qualità della scrittura.

Catozzella è bravissimo a trasportare il lettore dentro la vicenda, nei boschi, nelle case, nelle vite orgogliose e in quelle meschine.

Dopo poche pagine, lo scarto temporale si annulla. Complice anche la scelta di narrare in prima persona, ci si dimentica di trovarsi alla fine dell’Ottocento e diventa solo la storia di Maria, una ragazzina che vive a contatto con un bosco che impara a conoscere, a temere e ad amare.

Con l’accumularsi delle vicende, lo sguardo si allarga, i contorni si fanno più nitidi, matura il distacco e si capisce che Italiana va oltre Maria perché la storia reclama uno spazio e il corpo della Nazione cambia, come cambia il suo. La bambina diventa donna, combattente, sanguinaria.

A quel punto, mentre tra le sue mani nasce Ciccilla, il lettore sarà spinto a fare delle ricerche autonome, a crearsi il contesto, a voler conoscere.

Tutto comincia con il ritorno di una sorella che, per anni, è stata solo leggenda.

Non si tratta di un lieto evento quando si torna perché costretti dalla tragedia, quando tornare significa perdere ogni privilegio.

La famiglia nobile che l’aveva adottata, avrebbe voluto anche sua sorella Maria.

Il giorno che i componenti della famiglia escono per andare a prenderla, finiscono invischiati nella rivolta del popolo napoletano, quindi assassinati, abbandonati sulla strada, non sepolti, per giorni.

Per questo Teresa, incolperà sempre Maria di averle rovinato la vita.

Ma il ritorno della sorella ricca è soprattutto un inconciliabile confronto dialettico tra due mondi in conflitto.

Maria cresce, si innamora, diventa combattente. Una belva, che obbedisce a leggi non del tutto umane.

Violento, atroce e tenerissimo il nodo idiosincratico di Ciccilla si scioglie nel suono magico di un solo vocabolo: naturalezza.

La storia entra nella sua vita: Garibaldi, Pisacane, i Mille… Eppure quella di Maria Oliviero sembra rimanere una lotta diversa.

Più che politica, la sua, è la battaglia di una creatura che nel mondo difende uno spazio.

Per questo, più che a Mao, più che a Mazzini, Ciccilla somiglia alla gramigna, alla felce che non avendo fiori per vivere si è fatta maschio e femmina insieme.

Questo di Catozzella è un romanzo storico molto accurato, frutto di ricerca, ma resta pur sempre un romanzo, con tutta la bellezza di una pagina scritta con amore e perizia.

Una lettura consigliata specie ai ragazzi più giovani, che di questo nostro Paese poco sanno, e per tutti quelli – davvero colpevoli – che sapevano, ma che hanno fatto presto a dimenticare.

Pierangelo Consoli

Recensione del libro Italiana di Giuseppe Catozzella, Mondadori 2021, pagg. 324, € 19,00

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