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Il codice del codice. Un thriller simbolico che non pretende di essere vero, ma finge molto bene

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CAPITOLO 1

Il Graal non era una coppa.

Non era nemmeno un piatto.

Era un problema.

CAPITOLO 2

Nel 1982 tre studiosi britannici guardarono la storia ufficiale e dissero:

«Troppo semplice.»

Decisero che Gesù era sposato, Maria Maddalena aveva una discendenza segreta e che il Santo Graal non conteneva vino, ma DNA.

Il mondo non era pronto.

Ma il mondo avrebbe letto.

CAPITOLO 3

Il Priorato di Sion vegliava nell’ombra da secoli.

O almeno così diceva il libro.

Peccato che il Priorato fosse stato inventato nel Novecento da un uomo con molta fantasia e poco tempo libero.

Ma questo dettaglio era… irrilevante.

CAPITOLO 4

VENT’ANNI DOPO.

Dan Brown chiuse il libro lentamente.

Sapeva di aver trovato qualcosa di enorme.

Non una verità.

Una trama.

CAPITOLO 5

Il professor Langdon correva.

Correva sempre.

Tra il Louvre e una chiesa gotica, qualcuno moriva indicando simboli incomprensibili.

Leonardo da Vinci osservava tutto da un dipinto, probabilmente sorridendo.

CAPITOLO 6

Il Codice era ovunque.

Nel quadro.

Nel nome.

Nel sottotesto.

Nel marketing.

Il lettore non doveva fermarsi.

Il capitolo finiva.

Un altro iniziava.

Dormire era eresia.

CAPITOLO 7

Nel frattempo, storici veri leggevano il romanzo e sospiravano.

«No.»

«No.»

«Assolutamente no.»

Ma nessuno ascolta uno storico quando c’è un inseguimento.

CAPITOLO 8  

Il libro esplose.

Milioni di copie.

Film.

Discussioni.

Convegni improvvisati al bar.

La domanda non era più:

«È vero?»

Ma:

«E se fosse vero?»

CAPITOLO 9

Da qualche parte in Inghilterra, due autori chiusero una copia del romanzo.

«Questa idea…»

“…è nostra.”

Non le parole.

Non i personaggi.

L’anima.

CAPITOLO 10

TRIBUNALE.

Il giudice ascoltava.

Il Graal, la discendenza, il Priorato.

Era tutto molto affascinante.

E completamente irrilevante per il diritto d’autore.

CAPITOLO 11

La sentenza fu chiara.

Le idee non si possiedono.

Le teorie storiche nemmeno.

E un saggio non è un thriller.

Dan Brown aveva vinto.

Legalmente.

CAPITOLO 12

Il ricorso fallì.

Le spese legali crebbero.

Il Graal rimase nascosto.

Ma una cosa era certa:

una teoria dubbia aveva generato un romanzo di successo planetario.

Leonardo avrebbe approvato.

O forse no.

Ma nessuno poteva più chiederlo.

NOTE DELL’AUTORE

Questo racconto è un’opera di fantasia in

 versione “alla Dan Brown”, con capitoli brevissimi, rivelazioni solenni e un’ironia dichiarata.

Alcuni personaggi storici sono esistiti davvero.

Alcune teorie sono state prese molto sul serio da persone molto serie.

Nessun Graal è stato danneggiato durante la stesura.

Alcuni storici sì.

#

FONTI

The Holy Blood and the Holy Grail – Baigent, Leigh, Lincoln (1982)

Il Codice da Vinci – Dan Brown (2003)

Atti dell’Alta Corte di Giustizia britannica, 2006

Numerosi storici esasperati

Francesca Mezzadri 

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