Il gioco

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Ilaria Cerioli

In un’epoca preistorica, quando ancora dovevo prendere la patente, imparavo a parcheggiare a Lido di Dante. Mentre scalo prima, seconda e retro, con mio marito che mi urla di non colpire le altre auto in sosta, mi accorgo che davanti alla mia una inizia a lampeggiare. All’interno dell’abitacolo una coppia distinta ci fissa insistentemente. Penso subito di aver disturbato con le mie goffe manovre un incontro clandestino. Insomma di essere capitata proprio nel mezzo di una liaison segretissima. In fondo sono le due di un pomeriggio torrido e quel parcheggio sembra fatto apposta per una resa dei conti tra amanti. Intorno, infatti, non si vede anima viva. Ma, dall’insistenza dei lampeggianti è evidente che i due sconosciuti desiderano attirare la nostra attenzione. Si trattava di una coppia di scambisti. Fino a pochi anni fa quelle zone erano note per questo tipo di gioco tra adulti, ma mai mi sarei aspettata di incontrare i “giocatori” proprio mentre imparavo a guidare.

Se una ventina di anni fa lo swinging era praticato da coppie mature e trasgressive in zone periferiche o nei club privè, oggi secondo Federsex (Federazione Internazionale per la Tutela dei Diritti e delle Libertà) il numero degli italiani che lo pratica è in aumento. I siti specializzati, come coppiescambisteclub.com o Scambisti Per Caso Italia, pare abbiano registrato un 30% in più di iscritti nel 2019.

Grazie al web, infatti, è più semplice avvicinare altre coppie o single per condividere liberamente i propri hobbies. Anni fa praticare questi giochi era un piacere elitario, oggi l’età di chi ama condividere la partner si è abbassata vertiginosamente tanto che nei privè si possono trovare dagli studenti universitari ai mananger. E’ un passatempo molto democratico, dove ognuno può sperimentarsi e trovare una sua soddisfazione. Nello swinging o swapping deve essere però bandita la gelosia e la possessività verso i partner: occorre essere privi di inibizioni, generosi e aperti al prossimo.

I luoghi di incontro restano ancora i Club e le case private; meno frequentati per motivi di sicurezza sono i parcheggi del car sex. Molte coppie preferiscono ambienti protetti dove prima di fare sesso ci si conosce magari in una comoda e accogliente Spa.

Che sia il segnale di un cambiamento nelle relazioni? E’ innegabile che viviamo una sessualità sempre meno monogamica, più aperta e ludica rispetto al passato. Mentre le persone più mature, sposate da anni, arrivano allo scambismo soprattutto per vivacizzare un rapporto stantio, tante coppie di fidanzati dimostrano una curiosità innocente e smaliziata verso un eros più trasgressivo.

Un aspetto interessante emerso dalle interviste condotte ad amici che si dilettano a fare l’amore in quattro, è la volontà della donna a voler sperimentare: mentre prima erano soprattutto i mariti e i compagni a proporre una serata trasgressiva, oggi sono invece loro stesse.

Nella raccolta di lettere pubblicate dai settimanali Le Ore, Men, Os, Ov, uscita per Anthropos nel 1980, si racconta soprattutto da parte maschile il bisogno di saggiare nuovi orizzonti, coinvolgendo le compagne in rapporti di gruppo. Alcuni insieme ad amici fidati, altri invece in ambienti piuttosto squallidi come i vecchi cinema porno. La cosa che sorprende è talvolta la totale estraneità delle donne, ancora negli anni ottanta apparentemente intimidite dalle richieste dei compagni. Nel ventunesimo secolo, invece, siamo decisamente più consapevoli e oltre al pane vogliamo anche le rose.

All’inizio è naturale provare un po’ di imbarazzo nei preliminari. Tutti quanti sembrano impacciati, poi basta poco per farsi travolgere e godere dell’istante. Alcune coppie si fidelizzano con altre. Alcune, invece, preferiscono lo swinging aperto, per evitare di essere facilmente riconosciuti.

In quanto gioco, segue delle regole precise: massimo rispetto per chi entra in contatto con noi ed è tassativo l’uso dei preservativi. Nello scambismo esistono ruoli ben definiti: si parla di Cuckold, Bull e Sweet come nel romanzo di Carlo D’Amicis.

Il Gioco (Mondadori, 2018) non solo racconta il mondo degli intrecci, ma analizza con acutezza le dinamiche sottese in un rapporto a tre.

Leonardo (in arte Mister Wolf) è il Bull che mette a disposizione il proprio sesso per soddisfare le mogli altrui; Eva, la Sweet, oggetto del desiderio maschile e moglie di Giorgio (il presidente). Quest’ultimo noto e rispettato medico, è infatti un Cuckold, il marito tradito che gode concedere generosamente le grazie della moglie al Bull. Il romanzo, realizzato come un’intervista ai tre protagonisti, indaga in un mondo fatto di logiche e regole puntuali, dove nulla è lasciato al caso. Carlo D’Amicis, infatti, svela come queste comunità utilizzino linguaggi e codici loro per una narrazione in cui i protagonisti interpretano in quel momento un ruolo. D’Amicis ci avverte che la libertà alla sessualità tipica dello scambismo è solo apparenza; in realtà è tutto molto codificato: il marito prova emozioni solo nel vedere la moglie scopata dai bull. Così il Bull deve rispettare la consegna, interpretando magistralmente il suo ruolo. Deve essere curato, virile. Trasmettere testosterone per il piacere di lei ma anche di chi assiste allo spettacolo.

Il triangolo Leonardo, Eva e Giorgio diventa metafora della rigidità con cui si vive la sessualità. Abbiamo bisogno di sigle per definirci: POLIAMOROSI, LGBTQ, LGBTQIA, LGBTQIARK, QUEER ecc.. in una Babele di acronimi.

Secondo D’Amicis “negli ultimi anni nei comportamenti sono richieste regole. Si impongono limiti anche là dove si cerca la spontaneità. Sembra quasi prevalere la tendenza a irrigidire entro codici la sessualità anche quella più trasgressiva”. Carlo D’Amicis ovviamente si è documentato per realizzare il suo romanzo. Ha incontrato persone, navigato in rete, scoprendo un universo ricco di sfaccettature. Così pagina dopo pagina, Leonardo, Eva e Giorgio iniziano a spogliarsi della maschera di Bull, Sweet e Cuckold, per definirsi nelle loro fragilità.

È un libro molto complesso e chi cerca di leggerlo in modo onanistico resta fortemente deluso perché come sostiene l’autore “in quelle pagine si trova Freud. La sessualità parla di noi in profondità. Tutto è sesso proprio nel significato lacaniano: l’eros, ovvero il desiderio smuove le azioni.”

Nel trio consolidato, chi colpisce di più è Eva, la Sweet. Solo in apparenza fragile pedina nelle mani di Giorgio, alla fine risulta quella con maggiore consapevolezza. Dotata di un’intelligenza pratica riscatta se stessa sia rispetto al rapporto con i due uomini, sia rispetto al ruolo di parte giocata. C’è spazio per l’amore nello swinging? Secondo D’Amicis: “In questo tipo di rapporto paradossalmente la cosa più scandalosa è proprio il sentimento. Chi gioca deve stare alle regole e la prima è proprio escludere il sentimento.

Eppure nel romanzo stranamente l’amore fa sempre capolino. Che sia quello di Leonardo per Eva o quello più raffinato e torbido di Giorgio per Leonardo. Nella realtà dello scambismo molte coppie preferiscono incontrarsi all’interno di dark room dove non è necessario neppure socializzare, ma l’importante è solo lasciarsi andare e vivere il momento. Nel Gioco però, dice l’autore, “l’amore è reinventato. È difficile definirlo secondo il termine tradizionale e proprio nelle nuove tipologie di relazioni non monogame si sente l’inadeguatezza del vocabolario. Molte emozioni e legami oggi fuggono alla determinazione. Continuo a credere nella forma romanzo che attraverso le sue strutture riesce a dirti qualcosa di più rispetto al significante.

Il tema dello scambismo, sia quello più spontaneo e libero, sia quello più articolato e regolato dai ruoli di Cuck, Sweet e Bull, pone alcune domande sul concetto di fedeltà, di quanto la sessualità condivisa avvicini o allontani la coppia. Lo stesso autore rivela come alcuni lettori abbiano rifiutato il romanzo. Sono andati in crisi non per inibizione verso le scene di sesso, ma proprio perché il sesso è chiaramente lo strumento più capace di parlare all’anima e di anima.

In fondo, aggiungo io, dovrebbe essere anche l’atto umano più inconsapevole, naturale e rivelatore. D’Amicis con Il gioco ha svelato come i rapporti sentimentali siano in continuo mutamento. Non esiste solo una possibilità di vivere la felicità di coppia, ma infinite.

Ci sono coppie dove il sesso è bandito ma si pratica BDSM; altre dove uno dei due interpreta un ruolo magari travestendosi; esiste la fantasia che può essere più o meno realizzata.

In fondo proprio la camera da letto “è uno dei posti più frequentati”.

Ilaria Cerioli