Wittgenstein: Il linguaggio è il mio limite, e io mi ci avvento.
Heidegger: Il linguaggio è il luogo in cui l’essere si ritrae.
Hölderlin: Il poeta è colui che abita in attesa sulla soglia.
Ammetto, per la gioia di Matteo Pelliti, che questo trialogo è inventato.
Luca Sossella