Il tempo sospeso. Piccola preghiera laica

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Claudio Trotta

Questo tempo sospeso che stiamo vivendo mi ricorda l’atmosfera che sentivo a Sofia nel corso della mia prima e unica visita di molti anni fa in quella città, dove mi sembrava che tutto fosse sospeso ad un filo, da una parte c’erano la storia, la tradizione, la sacralità e l’identità dall’altra invece il consumismo, il presente, la presunta modernità, la volgarità e l’omologazione

In gioco mi pare ci sia, una volta superata l’emergenza che è e deve restare la priorità di tutti, una opportunità di ascoltare una “last call” che la Natura ci sta fornendo per rispettarla e per rimettere al primo posto priorità, prospettive e sentimenti che ormai da tempo sono stati sviliti dai grandi modelli capitalistico e comunista e dalla ricerca spasmodica dell’apparenza, della ricchezza e del potere.

Ora nei social si trovano tante cose molte anime alcune belle ma anche molte brutte e anaffettive.

Credo invece sia importante, se ne siamo capaci, riempire i social oltre che con informazioni pratiche e accertate di quanto possa confortare l’animo e consolidare la armonia e la appartenenza ad una collettività consapevole e variegata e non ad un “gregge” che segue pedissequamente il capo chiunque esso sia.

Non siamo pecore siamo donne e uomini.

Qui ho provato a mettere insieme alcuni frammenti delle cose che ho scritto in questi giorni e che nelle mie intenzioni rappresentano un utilizzo dei social positivo.

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Al netto della preoccupazione di tutti per la salute propria e di chi si ama.

Al netto delle preoccupazioni economiche per il presente e per il futuro che accomuna molti ma non tutti.

Cosa resta in quanto si vede e si legge nei social in questi giorni?

Resta la profonda e lucida consapevolezza che tutti quelli che hanno riempito la loro vita del nulla ora lo debbano affrontare.

E il nulla è spietato e senza fine e senza via di uscita se non si cambia completamente la propria attitudine di Vita.

Ho quasi tenerezza per loro ma mi passa subito quando ammorbano ulteriormente i social con la loro noia.

Al netto di malanni psichici si ha noia nella Vita solo quando non la si Vive, quando non si è altro che apparenza e cliché.

Certo si può e si deve coltivare l’ozio quando se ne sente il bisogno o quando come adesso non si ha la forza di affrontare la realtà dello stare a casa, ma non si può tollerare chi esibisce la sua noia mai e men che meno nei social.

Insultare, lamentarsi, trasmettere panico, diffondere notizie per sentito dire NON aiuta a sentirsi meno soli, anzi amplifica l’ansia e lo stress e indebolisce tutti e la forza del paese di uscire da questa situazione molto complicata.

Non siamo tutti nelle stesse condizioni, ci sono fra di noi molte persone che non hanno il privilegio di stare a casa propria con i propri cari.

Ci sono persone che soffrono di psicosi depressivo maniacale, ci sono portatori di handicap fisici e psichici, ci sono i carcerati, ci sono i senza tetto, ci sono quelli davvero poveri che vivono in condizioni disastrose anche senza il CoronaVirus, ci sono i malati di altre patologie negli ospedali e a casa, ci sono i bambini e gli anziani, ci sono quelli che vivono soli non per scelta ma perché la Vita li ha lasciati soli.

Piantatela di lamentarvi come dei meschini, gretti e mediocri esseri umani pensate prima di scrivere cose che stuprano l’anima collettiva già ferita.

Non voglio credere che siamo tutti diventati così mediocri.

Ritrovate l’umanità e alimentatela e aiutate il prossimo che ha bisogno di conforto, almeno psicologicamente fatelo non alimentando i peggiori istinti e le più terribili meschinità.

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Grazie a tutte quelle donne che stanno scrivendo e postando in rete cose intelligenti e belle secondo me con maggiore lucidità, affettività, buon senso e utilità collettività della stragrande maggioranza di noi maschietti incapaci anche in questo frangente di uscire dall’Io e di pensare al noi.

Non è mai troppo tardi per farlo.

Non è mai troppo tardi per smetterla di cercare nemici e di vivere per qualcosa e non contro qualcosa, che sia una persona di razza diversa,che vota diversamente o ha una religione diversa o tifa per una squadra diversa o che abbia come in questo caso avuto opinioni diverse rispetto a quanto ci sta succedendo.

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Usiamo tutti i social per dare messaggi utili, costruttivi, concreti, intelligenti insomma umani.

Diamo consigli seri su come passare il tempo a casa, su come nutrirci, su come aiutare i più piccoli e i più anziani.

Mettiamo da parte le differenti visioni politiche e soprattutto la propaganda partitica.

Non pubblichiamo notizie di cui non è più che certa la Verità e la utilità.

Non dobbiamo avere paura,non dobbiamo dividerci in discussioni inutili e in diffusione di notizie di cui poco conosciamo la realtà.


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Ora più che mai ognuno a casa sua dobbiamo condividere e rispettare le regole.

Ora più che mai è necessario aiutare chi è più debole, i nostri anziani, i nostri familiari e amici che hanno più patologie acclarate e non solo, le persone sole e quelle più povere nelle modalità che possiamo utilizzare ovviamente.

Dobbiamo restare calmi e non essere egoisti, cinici, mediocri e cercare quotidianamente qualcuno a cui scaricare le nostre angosce e il nostro stress.

Siamo tutti esseri umani uguali ma diversi nella nostra fortuna nella Vita e nelle nostre condizioni di Vita.

Per favore mettiamo da parte ciò che ci divide e vediamo solo cosa ci unisce.

La Bellezza della Vita a cui tutti dobbiamo rispetto e amore.

Rispettiamo le regole senza se e senza mai per tutti quelli che amiamo e per quelli che potremmo amare se solo li conoscessimo.

No alla paura che genera odio.

Si al rispetto delle regole.

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Il mondo del lavoro nello spettacolo

La mia principale preoccupazione è per la tenuta economica delle famiglie e delle persone che lavorano con contratti a termine, quali musicisti, tecnici, costumisti, macchinisti, truccatori e tante altre figure professionali, dei dipendenti delle società di produttori, promoter e di servizio, come delle partita iva, dei piccoli come dei medi imprenditori.

Il livello di intervento dell’Europa, come dei singoli Stati Europei, sarà determinato dalla complessità delle priorità che dovranno affrontare, e allo stato dell’arte fare previsioni credo risulti ostico anche per un economista.

Quello che non condivido e personalmente mai condividerò è il pensiero corporativo ed egoista che le proprie istanze debbano subito avere risposta nel mezzo della emergenza sanitaria che stiamo affrontando. Prima va risolta l’emergenza sanitaria e poi insieme e urgentemente anche quella economica.

Ma le parole d’ordine dovranno essere interessi della collettività, che non dovrà subire tassazioni e/o accise aggiuntive, e condivisione europea delle priorità e delle prospettive future.

Da soli ci si potrà solo ammalare di nuovo…

Claudio Trotta