God Bless America! È questo il grido che sembra prorompere da alcuni personaggi che possiamo identificare come minori, ma che pure, come una sorta di appendice corale, identificano il cuore reale e pulsante di questa narrazione. Ma Dio ama davvero gli USA, più di tutte le nazioni esistenti e l’ha davvero eletta come Sua prediletta?
La domanda narrativa prende le mosse da un uomo prigioniero e al tempo stesso amante del suo stesso estremo isolamento: Rhys Kinnick, dopo aver litigato furiosamente con il genero, all’indomani della prima presidenza Trump nel 2016, ha lanciato via il cellulare, ha chiuso i contatti con il mondo e si è rifugiato in una malmessa residenza montana senza acqua corrente, appartenuta al nonno circa un secolo prima.
Qui trascorre il tempo rievocando il suo glorioso passato di giornalista, legge complessi testi filosofici sulla natura umana, e cerca di prepararsi per una sorta di fine del mondo conosciuto.
Tra i suoi progetti c’è anche quello di scrivere un secondo libro, dopo il saggio a tema ambientalista che gli aveva fornito una certa notorietà. Il suo desiderio di isolarsi dal mondo, al punto da non comunicare neanche con l’unica figlia, Bethany, nasce dalla paura di essere ormai fuori posto, non adatto a integrarsi con le tecnologie, i sistemi di tracciamento, i social, e soprattutto la deriva scivolosa di un paese che, inneggiando alla Bibbia, precipita verso una folle teocrazia. Le donne sottomesse ai mariti, i ragazzi e le ragazze che devono regolare la vita secondo modestia, castità etero normata e musica appropriata. Questo è lo scenario che Rhys ha deciso di evitare.
Il sogno americano ha ripiegato le sue fragili zampe di ragno e ha mostrato tutta l’insita pericolosa frustrazione verso chi non abdica all’intelligenza e si rifiuta di lasciarsi condurre, obbediente e certo di avere le risposte giuste. È questo che è successo a Shane, il genero, e padre del secondo figlio di Bethany, che, dopo aver superato una dipendenza, ha trovato comprensione e accoglienza in un gruppo cristiano fondamentalista, chiuso al punto da rifiutare il sistema scolastico pubblico e le teorie evoluzioniste perché in contrasto con le storie bibliche.
Sembra un po’ strano che uomini e donne adulte rinuncino al dubbio che, come diceva Brecht, rende una guida tale perché ha trovato consapevolezza nelle domande prima ancora che nelle risposte. Eppure, non si sfugge alla logica perversa: credere ciecamente è una forma di fedeltà al gruppo religioso di appartenenza, e se ti porta a entrare in una comunità apparentemente amorevole, ti priva della libertà.
L’erosione della libertà da un lato e la sua feroce rivendicazione dall’altro è la tensione che anima il romanzo. Rhys riceve l’inaspettata visita dei due nipoti, che a prima vista neanche riconosce, Leah di 13 anni, e Asher di 9, accompagnati dalla vicina di casa di Bethany, Anna, con una lettera in cui Bethany li prega di tenerli con sé. Per Rhys è un colpo inaspettato, ha smesso di prendersi cura di qualcuno da molto tempo, non sa cosa fare con due ragazzini che non vede da anni. E poi che fine ha fatto Bethany? Cosa le è successo di così grave?
Quando due sedicenti amici del marito di Bethany, Shane, vengono a portare via i ragazzini con la forza e blaterando di Dio manganellano Rhys, lui capisce che è ora di scuotersi di dosso il torpore e correre. Non solo per ritrovare i nipoti, ma anche Bethany e cercare di ricucire con lei le ferite irrisolte e i silenzi dolorosi che perdurano dai tempi dell’adolescenza. In questo viaggio, che, come tutti i viaggi, non è mai solo un viaggio fisico ma anche emotivo, Rhys verrà aiutato dal suo vicino di casa, Brian, un nativo americano, che cerca di ritrovare il linguaggio della sua dispersa nazione indiana, e dall’ex fidanzato della sua ex, un detective in pensione, Chuck, che si sente rinvigorito all’idea di avere di nuovo uno scopo.
La tirannide si basa sul controllo della paura: smettete di avere paura e sarete liberi. È in un’America che si identifica sempre più in un fondamentalismo teocratico che Rhys si avventura, e si imbatte in persone che, non particolari brillanti, finiscono con il dare la colpa agli altri e trovare nella parola di Dio una scusa perfetta per la loro violenza e intolleranza.
C’è una certa tenerezza nello scrittore che cerca di trovare un riscatto non solo per il suo eroe ma per tutti gli USA. Rhys è l’immagine ammaccata di un certo tipo di americano, cresciuto con dei valori ormai fuori posto, quasi verso la terza età, disincantato ma ancora capace di slanci vitali, di desiderio.
Nonostante l’aria si faccia sempre più tossica, i valori di solidarietà umana, ragionevole dubbio e sensibilità ambientale non sono del tutto dimenticati. O almeno lo speriamo. Non solo per gli USA.
“La pace sia con te” mormorò girando attorno alla bacheca. Dall’altro lato lesse:
Benedizione della settimana: Quando i comunisti pedofili manderanno l’esercito per controllare il popolo, ricordate questo. Il Signore vostro Dio ha i Suoi Soldati in mezzo a voi. Stati con il più alto tasso pro capite di arruolamenti nelle forze armate: Georgia, South Carolina, Idaho, Alaska, Texas. Non temete: quando i Caschi Blu varcheranno il confine per stuprare, rapire e uccidere i credenti, questi uomini coraggiosi toccati dal Signore combatteranno al vostro fianco.”
Marilena Votta
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Quello che resta di Jess Walter-traduzione di Sandro Ristori e Beatrice Messineo (Nutrimenti)