La buona education

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Ilaria Cerioli

Essere madre single di tre figli non è un gioco! Quando poi su tre, due sono femmine dai dodici ai diciassette anni, può rivelarsi un incubo se entrambe attingono al tuo guardaroba senza chiederti il permesso. In casa mia regna un clima da fronte occidentale: insomma si sta come d’autunno sugli alberi le foglie! Ovvero basta un nulla per scatenare una discussione. Ma, nonostante i temporali sempre all’orizzonte, queste figlie, allevate a Tofu e Pride, riescono a strapparmi un sorriso in particolare durante l’ora di cena quando si accende il dibattito sul femminismo, sui temi LGBTQ+ e non mancano approfondimenti circa le nuove tendenze musicali o cinematografiche. Insomma ho sempre da imparare dalle mie pargole ma non vi nascondo quanto sia difficile, per chi scrive, comprendere il loro idioma infarcito di lemmi giapponesi ed espressioni gergali. Urge al più presto una guida per genitori impacciati nel controbattere frasi tipo “Ok. Boomer” (dicasi Boomer una persona di sesso maschile o femminile nato tra il 1946 e il 1964 cioè nel periodo del Baby Boom. Ora il termine indica qualsiasi tizio/a distante per età dai membri della Generazione Z cioè i ragazzi nati tra la fine degli anni 90 e la fine dei 00). Le mie cene diventano occasione di scontro generazionale dove io, ovviamente, rappresento Matusalemme.

Come tanti coetanei anche le mie figlie sono native digitali ed è normale per loro trascorrere tempo davanti al cellulare. Con il telefonino fanno tutto meno che telefonare: ascoltano musica, scaricano film e serie tv di cui sono appassionatissime. Anita, l’intellettuale, è esperta circa le ultime uscite e ama soprattutto quelle di interesse sociale. Un esempio? Una mamma per amica in cui si raccontano le avventure di una giovane madre single alle prese con una figlia adolescente. A lei piace tutto ciò che esce dai canoni: il disfunzionale, il border e l’asociale sono i suoi argomenti. Pertanto consiglia serie che invitano a riflettere su quanto la società sia liquida e mutevole come Black Mirror, The Modern family, Jane the virgin, insatiable e Sex Education. Olimpia, la figlia di dodici anni, si dedica invece con meticolosa attenzione a mantenere alto il suo numero di followers. Grande esperta in comunicazione mi ha fatto scaricare Tik Tok in quanto, a suo parere, è la narrazione del futuro. Veloce, puntuale e adatto a un pubblico giovanile, questo social si sta affermando con contenuti simpatici e senza un apparente significato. Nato in Cina, stranamente non è stato censurato come Facebook e le altre piattaforme, tanto da diffondersi velocemente tra gli adolescenti di tutto il mondo. Bastano 15 secondi di performance per diventare famosi. Con l’aiuto di Olimpia, ho voluto saperne di più sui tik tokers o Musers seguiti. Intanto Tik tok è un social network amato perché chiunque può avere accesso facilmente e, indifferentemente dal suo aspetto fisico o dalle capacità, diventa famoso postando e condividendo brevi performance. Il ritmo del racconto cambia a seconda della velocità con cui si vuole veicolare il messaggio. Unica avvertenza è scegliere una colonna sonora adatta alla piece. Olimpia mi mostra alcune icone del genere come Baby Ariel, eletta dal Times a soli 21 anni uno dei personaggi più influenti del 2017. Ma, in cima all’Olimpo dei preferiti di Oli svettano Benji Krol e JeyJey Gard, due fidanzati di Madrid e di Barcellona, diventati stars grazie al Covid. Le ragazzine, infatti, hanno seguito con trepidazione la loro vicenda sentimentale travagliata a causa del virus. Altro che Romeo e Giulietta! Altro che Shakespeare, bastano poche righe, qualche selfie e un motivetto per diventare protagonisti di un romanzetto su Wattpadd firmato Noemi/705.

La cosa che più mi sorprende è trovare in rete storie inventate da autori giovanissimi che scelgono di affrontare senza problemi amori omosessuali, magari shippando icone di Tik Tok, personaggi degli anime o della musica. Olimpia, infatti, ama creare coppie dello stesso sesso combinando insieme due nomi su cui creare una trama sentimentale. Lo shipping effettuato dalla mia fangirl può essere BROTP (sinonimo di OTP one true pairing cioè basate sull’amicizia) ma più spesso FANON (da Fandom ovvero coppie che nella vita vera non si potranno mai realizzare) o CANON (contrario di FANON). Olimpia si inventa plot dalle tinte rosa ma talmente rosa da fare invidia a Liala. Crea situazioni estremamente romantiche, dando vita a piccoli feuilleton in cui un elemento della coppia è timido, impacciato e teneramente innamorato (definito BOTTOM), mentre l’altro incarna il tipo bello e impossibile (ossia TOP). Cioè si sviluppa una trama in cui non è prevista la parità di ruoli ma sembrano prodotti ottocenteschi. Così mentre noi madri sognavamo Mr Darcy con Elisabeth o Heathcliff con Cathrine, mia figlia piccola da una parte ha superato da tempo il concetto di coppia eterosessuale, ma dall’altra è ancorata al modello tradizionale di amore romantico. Per lei poco importa se i due sono personaggi tratti dal virtuale, dal mondo di TIK TOK, degli anime giapponesi, l’importante è che prima o poi arrivino al bacio.

Ilaria Cerioli