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La poesia come forma di sopravvivenza emotiva e spirituale

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La poesia di Letizia Zito si colloca nel panorama contemporaneo come una voce chiara,  profondamente umana, che non cerca il compiacimento letterario, ma la verità emotiva. La sua scrittura è diretta, priva di artifici, ma mai ingenua. L’essenzialità diventa linguaggio di resistenza, mezzo per dire ciò che preme dentro: l’inquietudine dell’esistere, la fatica del quotidiano, l’assoluto dell’amore, e l’urgenza del senso. Zito non si rifugia nell’estetismo, ma nella necessità della parola: ogni poesia è un modo per  nominare il caos, ricondurlo a un respiro. Da questa prospettiva, la sua opera è profondamente etica: cerca di dire la vita senza abbellirla, ma senza rinunciare alla luce.

La poesia esemplare: “Vorrei”

Tra i molti testi, scelgo “Vorrei” (pag. 32) come esemplare, perché condensa gran parte del nucleo tematico della silloge: l’autenticità nei legami, la compassione come forma alta di amore, l’attenzione al dolore altrui.

VORREI

Vorrei essere con te.

Non quando stai bene,

non quando ti senti forte.

Non quando ti pavoneggi delle tue glorie.

No.

Vorrei essere con te

quando perdi le tue sicurezze,

quando sei solo con i tuoi demoni,

quando ti senti perso,

pieno di domande

e senza risposte.

In quei momenti vorrei essere con te.

Quando sei solo, sperduto e indifeso.

Lì io ti vedrei veramente.

Il testo si muove in modo ipnotico, con ripetizioni che creano ritmo e insistenza: “vorrei essere con

te” diventa un mantra, un atto d’amore profondo. La poetessa rifiuta la superficie del successo e

della forza: ciò che la interessa è l’altro nella sua nudità emotiva. Il dolore non è compatito, ma

riconosciuto, accolto. In questo, l’amore si fa atto politico, spirituale e poetico insieme. Un amore

senza orpelli, senza condizioni: umano.

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Le linee portanti della poetica

L’intera silloge ruota attorno a questi poli tematici:

Scrittura come forma di eternità (“Immortale”)Maternità come dissoluzione dell’io e sacralità dell’altro (“A mia figlia”, “Perché quando ti guardo

figlia mia”)

Inquietudine come condizione fondante dell’essere (“Benedetta inquietudine”, “Ali”)

Critica al materialismo e desiderio di senso (“Vorrei solo sentire il mare”)

Fantasia come ribellione e salvezza (“Sirena o fata”)

Psiche femminile come spazio complesso e creativo (“Eclissi”, “Delirio”)

Lo stile si caratterizza per un linguaggio immediato, quasi colloquiale, che però sa diventare

visionario nei momenti più interiori. Le immagini sono semplici, quotidiane, ma si caricano di

simbolismo emotivo.

Consigliamo la lettura di “Poesie e parole di un’anima fragile”, perché in tempi in cui la poesia

spesso si chiude in tecnicismi o pose letterarie, Zito scrive come si respira, e in questo gesto trova la

sua autenticità.

Perché riesce a parlare delle grandi domande — amore, morte, senso, identità — senza pesantezza

né presunzione.

Perché la sua voce è una testimonianza limpida della condizione umana, soprattutto di quella

femminile, contemporanea, stanca e lucida, fragile ma resistente.

E infine, perché ci ricorda che la poesia non serve a spiegare la vita, ma a restare svegli mentre la

viviamo.

Francesca Mezzadri

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Letizia Zito, Poesie e pensieri di un’anima fragile, Napoli, De Nigris Editori (“Extraverso”), 2023,

pp. 54, € 14,00, acquistabile su Amazon e Extraverso.it e su tutti i maggiori siti librari.

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