Le maschere dell’orrore

Home / Recensioni / Le maschere dell’orrore

Abbiamo bisogno di maschere, realtà fittizie, fiction allusive per sopravvivere tra le marionette umane di questa normalità sempre più rarefatta e grottesca, forse l’horror è l’unico strumento di indagine per decifrare il reale. La paura sembra qualcosa da allontanare, scacciare, esorcizzare ma alla fine è qualcosa che ci rende, ci rende umani, l’orrore ci desta dal sonno della coscienza. Vita e morte, divinità inscindibili. Per questo Le Maschere dell’Orrore è un volume da tenere al sicuro nella propria libreria, sia essa fisica o emotiva, scrigno di orribili verità archetipiche o scioccanti angosce contemporanee.

Cut-Up Publishing è una realtà editoriale indipendente volta a far conoscere al pubblico nostrano l’incredibile potenza della dark literature, sia essa straniera o italiana,  in tutte le forme come il fumetto. Tra le mie mani questo volume cartonato emana un’aurea oscura, sarebbe difficile il contrario visto che al suo interno sono celate le migliori storie (adattate visivamente per l’occasione) dei progetti antologici di Masques a cura di Jerry N. Williamson con il supporto di uno dei più grandi autori della narrativa di genere, ovvero Mort Castle. Quest’ultimo ci riporta in una sua introduzione anche all’antico significato delle masques, ovvero rappresentazioni teatrali di derivazione inglese che erano volte a scioccare lo spettatore con conturbanti storie d’orrore e di vendetta. 

Il volume dopo la prefazione di Stefano Fantelli,  l’introduzione di J.N. Williamson e quella già citata di Mort Castle si apre con la breve storia Rail Rider, basata sul soggetto di Wayne Allen Sallee con la sceneggiatura dello stesso insieme a Gary Casper e i disegni di Mike Okamoto. In questa short story a fumetti brancoliamo in un incubo metropolitano dove anche il disegno viene in aiuto a ricreare la confusione di un cosmo corrotto come quello delle grandi città, in una stazione ferroviaria un’avvenente fanciulla seduce con uno sguardo un anonimo personaggio che sbigottito dalla sua bellezza non riesce a percepire l’arrivo di una gang di malintenzionati che sembrano aver adocchiato la bella ragazza. In pochissime pagine affilate, misteriose e dirompenti tutto sembra concludesi in un interrogativo di sangue.

Nightcrawlers è uno dei gioielli più brillanti dell’antologia, con il soggetto del leggendario Robert R. Mccammon, la sceneggiatura di James Kisner con ai disegni Ted Naifeh con il supporto ai colori di Scott Rockwell. Una storia davvero affascinante che proietta il lettore nell’America degli anni 80/90 quando le tavole calde e gli autogrill rischiaravano la notte con le loro insegne luminescenti. Proprio da BIGBOBS! È ambientata la nostra storia, tra pompe di benzina, panini caldi e una tempesta con tanto di Uragano che squarcia la serenità della notte. Durante una serata apparentemente piatta nel locale dove lavorano un redneck e una giovane “hippy” sopraggiunge uno dei poliziotti del turno serale, una famiglia di turisti e un misterioso individuo malmesso, una mummia che non dorme da giorni. La piccola folla è concentrata a bere e a mangiare e cerca riparo mentre fuori imperversa l’uragano. Improvvisamente il caratteraccio dell’uomo misterioso va a scontrarsi con l’autorevolezza del poliziotto ma dai battibecchi  nasce la storia del passato dell’uomo, ovvero il racconto della sua esperienza in Vietnam dove ha militato come agente speciale. La serata sembra poter continuare serena, fino a quando l’ex soldato ha uno strano disturbo post-traumatico dato dalla guerra. È capace di manipolare la realtà per qualche secondo. Magia nera. Magia di morte. Le illustrazioni si configurano bene alla storia perché ci restituiscono una mirabile narrazione sporca e zoppicante, come se l’intero nostro corpo fosse in preda ai tremori del pericolo dell’ignoto.

Un Miliardo di Mostruosità è un esempio di flash-fiction a fumetti, perché consiste di solo due tavole “illuminanti”. Con il soggetto e la sceneggiatura di Mort Castle, i disegni di Tim Visil e i colori del menzionato Rockwell siamo nascosti nella stanza del Dottor Martinez, chirurgo plastico o semplice truffatore e adescatore di ingenui. Nella notte dovrà fare i conti con un suo fantasma, che rappresenta una delle grandi paure della modernità. 

La Morte per Schiacciamento di Bob Weinberg con i disegni di Mark Evans è una delle opere più magiche e i misteriose de Le Maschere dell’Orrore. La palette cromatica estremamente fredda e crepuscolare di Evans manipola i toni della storia, già estremamente sepolcrale e neo-gotica e rende questo racconto un vero capolavoro dark fantasy dalle sfumature weird. Weinberg reinventa lo sword and sorcery classico per dare vita a una storia degna di Weird Tales di cui posso dirvi. Tranne che la amerete.

Morbido con soggetto di F.Paul Wilson, sceneggiatura di Mort Castle e le illustrazioni di Apriyadi è una delle storie più forti e affascinanti, una pandemia sta trasformando gli esseri umani in ammassi putrescenti di carne, pelle e liquidi; il morbo sembra distruggere la struttura ossea umana fino alla morte. Un padre e una figlia però sembrano essere immuni, in parte, a questo virus sconosciuto e sono parzialmente rimasti deformati, perdendo l’uso (totale o parziale) delle gambe. In questo viaggio nell’orrore pandemico e metropolitano un padre e una figlia cercano di sopravvivere alla dissipazione della razza umana. Tutto sembra perduto e allora restano da compiere scelte estreme. Con un tratto disturbante e delicato allo stesso tempo Apriyadi ritrae l’imminente estinzione di tutto quello che eravamo.

Meglio di Uno, con sceneggiatura di Paul Dale Anderson e i disegni di Pimentel. Difficile spiegare questa storia altamente disturbante e volutamente caotica perché si annida in un subconscio malato e infestato da ossessioni e fantasmi malati. Il protagonista di questo breve fumetto vive una malattia a uno stato così terminale da cambiare il concetto stesso di normalità.

Prendi la mia mano, figlio mio, è a mio avviso la trasposizione più bella dell’intero volume. Soggetto e sceneggiatura del leggendario Mort Castle, lavorazione artistica di un ispiratissimo Mark Evans.  Questa storia breve è un sunto epocale delle grandi emozioni che guidano il genere umano dall’alba dei tempi. L’amore, la famiglia, la morte e tutto quello che viene dopo di essa. Un uomo viene colpito da un’arma di fuoco e finisce in terapia intensiva brancolando per un tempo indeterminato tra la vita e la morte mentre la sua amata è al capezzale della stanza d’ospedale. In un tetro susseguirsi di ricordi, flashback, momenti del presente e emanazioni ultraterrene il nostro protagonista moribondo affronta il passato e il dolore. Incontra il padre, figura assente per tutta la sua vita se non per distruggere l’infanzia del figlio con i classici vizi dell’alcool, delle amanti e del gioco d’azzardo. Sul letto di morte il figlio sembra riappacificarsi con il padre che ha sempre odiato, forse perché in fondo ha sempre voluto il suo amore. Prenderà la sua mano, deciderà di abbandonare la vita per seguire il fantasma di suo padre? Sì. Ma è una storia dell’orrore, e tutto quello che c’è dopo non vi farà dormire la notte.

Con la sceneggiatura di Mark Valadez, i disegni di Matt Thompson  e il soggetto di Stephen King il volume si conclude con Popsy, una storia dark fanta-horror di grande divertimento.

Un bambino viene rapito da un uomo coinvolto nel traffico di ragazzini per oscuri personaggi interessati ad essi. Ma questo bambino, che non trova il suo Popsy, è davvero strano. Dotato di una forza simile a quella di un uomo adulto e di denti acuminati il bambino darà non pochi problemi al suo aguzzino. Stephen King reinventa la mitologia vampirica e la dota di un concetto spesso sottovalutato, l’amore, l’amicizia e la fedeltà. Popsy è una storia che vi darà conforto, perché nonostante un bagno di sangue i veri mostri sono altri.

Il volume è un bel pezzo da collezione con la sua spettacolare cover di copertina e diversi contributi extra che accompagnano il lettore, tra cui le didascalie introduttive che aprono ogni storia a fumetti e brevi note biografiche di tutti i collaboratori che hanno dato vita al progetto J. N. Williamson’s Illustraded Masques. Maschere dell’orrore si chiude con una postfazione a cura di John Maclay che più un riconoscimento all’uomo che ha dato vita a tutte queste storie grazie alla sua curatela e intraprendenza editoriale, ovvero Williamson. Sul fronte italiano hanno collaborato Stefano Fantelli per la prefazione, Alessio Stucci per tutti i lettering delle storie e alla traduzione sempre per tutte le storie Daniela Capriotti.

Cristiano Saccoccia

Autori e illustratori vari

Cut-Up Publishing

19,90.

Satisfiction compie 10 anni!!!

Dieci anni di libertà editoriale, di libertà editoriali di inediti, rubriche, anteprime, recensioni. Satisfiction è sempre rimasta accessibile a tutti.
Se pensi che la conoscenza che ti ha dato Satisfiction valga 2 €, dedicaci un minuto per fare una donazione. Dimostra quanto la conoscenza libera e gratuita sia importante. Se sei una di quelle straordinarie persone che hanno donato, ti ringraziamo di cuore.