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Lou. Trinità dell’assenza. Tre filosofi in cerca di una donna che non voleva essere posseduta

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Personaggi principali:

Lou von Salomé: brillante, indipendente, carismatica, lucida, critica verso le convenzioni, potente nella sua intelligenza e nell’uso del simbolo. Sempre in tensione tra mente e corpo. 

Friedrich Nietzsche: filosofo della volontà, del superamento, che sente in Lou una possibile alleata, musa, ma anche specchio della propria solitudine. Esaltato, poetico, in cerca di un amore superiore. 

Paul Rée: razionalista, più moderato, propugnatore di empatia e morale basata sull’analisi, ma attratto anch’egli da Lou, e turbato dall’estetica, dal pathos e dalla passione. Razionale, frustrato, etico ma fragile 

Il Fotografo / Rilke – figure che appaiono con funzione simbolica

ATTO I – “Una pulzella sapiente”

Ambientazione: Roma, casa di Malwida von Meysenbug. 1882. Prima sera di incontro tra Lou, Nietzsche e Rée.

 Scena1: Lettera letta ad alta voce

Paul Rée legge a Nietzsche una lettera su Lou:

Ho incontrato una giovane donna russa, colta come poche, bella, piena di spirito. Si chiama Lou Andreas Salomé. È una pulzella sapiente, e ride delle convenzioni con grazia sovversiva.”

Nietzsche ironizza:

Pulzella? Allora sarà una santa, o una trappola.”

 Scena 2: Entra Lou – l’inversione del desiderio

Lou entra, intelligente, bella e spregiudicata. Parla di filosofia come di un gioco di strategia. Subito destabilizza entrambi.

Io non credo all’amore come dedizione cieca. L’amore che consuma uccide. Io amo con la mente, e non perdo sangue.”

Nietzsche la osserva, turbato.

 “In lei sento la promessa di una nuova umanità. Un essere oltre le convenzioni.

(rielaborazione del pensiero nietzschiano su Lou come “donna nuova”)

Rée sembra affascinato, ma gelido:

Lou è come un sistema etico senza accesso al piacere.”

Lou propone un “triangolo intellettuale” – vivere insieme a Zurigo per lavorare, pensare, creare. Nessun legame romantico.

Tre menti possono sostenersi meglio di due cuori.”

Nietzsche è scosso ma accetta, scrive poco dopo:

Un giorno faremo parte di una piccola repubblica di spiriti liberi.”

(lettera a Rée)

 Scena 3: Proposta indecente filosofica 

La scena è a Lucerna, maggio 1882, nello studio fotografico di Jules Bonnet.

I tre personaggi: Lou, Nietzsche, e Paul Rée. Lou propone che venga scattata una fotografia simbolica che rappresenti la loro “trinità intellettuale”.

Lou è nel carretto/fienile (“cart/farm”), inginocchiata, tiene un frustino (o una frusta improvvisata), forse con un rametto di fiori come decorazione (ci sono fonti che dicono che Lou avrebbe attaccato un rametto di lillà al frustino).  Giovane, brillante, magnetica, vestita con eleganza ma sobria. Assume un ruolo da Mistress lucida, ironica e intellettuale.

Nietzsche e Rée sono davanti al carretto, legati con corde che Lou tiene come redini. Questa disposizione era probabilmente voluta per enfatizzare simbolicamente ruoli dinamici: Lou come guidatrice, gli altri come soggetti “trainanti”.

Reazioni: Rée è imbarazzato, Lou è in parte seria, in parte ironica, Nietzsche può apparire entusiasta o affascinato. Alcune fonti dicono che il gesto fu visto come “parodia del matrimonio” o come messa in scena dell’intimità/gerarchia invertita. 

 ATTO II – “Il gioco della verità (in posa)”

Scena simbolica della foto con carretto, corde e frustino.

Scena 1: Preparativi e tensioni erotico-intellettuali

Lou si comporta da regista. Incarna la Mistress intellettuale. I due uomini si prestano al gioco, ma con reazioni diverse.

 “Nietzsche si adoperò perché ci facessimo fare un ritratto fotografico… persino il particolare kitsch del ramoscello di lillà sulla frusta.”

(autobiografia di Lou)

Rée è imbarazzato:

Non riesco a capire se stiamo pensando o fingendo.”

Lou ribatte:

 “Le pose dicono più della verità che i vostri aforismi.”

 Scena 2: Il momento dello scatto – allegoria della gerarchia

Lou

(con voce ferma, giocosa, dominante)

Fermi. Non muovetevi.

Un altro passo e vi spezzo la schiena.

(oscilla il frustino)

Nietzsche, Rée… vi trovo esteticamente docili.

Chi l’avrebbe detto? Due uomini, due filosofi, ridotti a bestie da tiro.

E io… io la vostra domina invisibile.

Nietzsche:

(con entusiasmo, quasi euforico)

Ah, Lou! In te vedo il fulmine, il fuoco, la volontà.

Questo gioco è più reale della realtà.

Il mondo intero dovrebbe inginocchiarsi davanti alla tua frusta.

Guidaci. Colpiscici. Fai di noi ciò che vuoi

Paul Rée

(ironico, a disagio)

Nietzsche, ti prego. Non sei un cavallo.

Lou, questo non è un salotto intellettuale, è una pantomima.

Eppure…

(pausa)

non riesco a oppormi. Perché?

Lou

(perentoria, glaciale)

Perché io ho capito quello che voi solo teorizzate:

il potere non è nella forza, ma nella messa in scena del desiderio.

Voi cercate la verità? Bene. Io vi do la verità incarnata.

Una donna che non vi ama…

(ma che vi domina con la mente, con il corpo che vi nega).

(pausa, cammina sul carro)

Io non vi possiedo.

Voi vi donate.

Nietzsche

(dolce, ferito)

Tu sei la mia unica erede.

L’unica capace di attraversare l’abisso con me.

Quando parleranno di me, parleranno anche di te.

Del tuo frustino.

Del giorno in cui non mi hai baciato.

Lou

(sorridendo, enigmatica)

Un bacio?

Non ricordo.

Forse l’ho dato…

Forse l’ho tolto all’ultimo istante.

Sai cos’è la vera tortura, Friedrich?

Il desiderio eterno dell’irraggiungibile.

PAUL RÉE

(ironico)

Complimenti, Lou. Sei riuscita a trasformare un filosofo in uno schiavo.

E un amico… in un accessorio.

Lou

(gelida)

No, Paul.

Siete entrambi simboli.

Avete legato la vostra razionalità alle redini del mio pensiero.

E oggi sarete immortalati così:

animali da traino del mio carro di idee.

(fa un cenno al fotografo)

Scatta.

Adesso!

Nietzsche in estasi. Lou ironica e lucida.

 “Voi due siete la mia parabola. Un cartiglio vivente: il Superuomo da un lato, la Morale dall’altro. E io… tengo le redini.”

Nietzsche cita:

Non c’è verità senza maschera.”

(da La Gaia Scienza)

Lou a Nietzsche:

Tu vuoi il superuomo, ma chiedi l’approvazione di una donna. Vedi il paradosso?”

Scena 3: Crollo del patto

Lou si rifiuta di accettare una proposta di matrimonio implicita di Nietzsche.

A me si addice un’amicizia stellare, non l’anello d’oro.”

(adattamento dalla lettera in cui Lou rifiuta Nietzsche)

Rée osserva:

Il vostro amore platonico è più crudele di mille letti.” (memorie di Lou)

 ATTO III – “La donna che non volle essere posseduta”

Ambientazione: Fine anni ’20. Lou rilegge lettere, evoca Nietzsche e Rée in un monologo/dialogo immaginario. Compaiono simbolicamente anche Freud e Rilke.

Scena 1: Il matrimonio bianco

Lou ironizza sul matrimonio con Carl Andreas:

Sposare un uomo per spegnere la passione. Fu un esperimento. Come tutto nella mia vita.”

(nota biografica: Carl tentò il suicidio per sposarla, e Lou mantenne un’unione senza rapporti carnali)

Scena 2: Incontro con Rilke

Lou, a 36 anni, incontra Rilke (21). È il primo amore erotico vero.

 “Era l’unico che avesse il coraggio di tremare.” (memorie di Lou)

 “Per la prima volta, osai amare con il corpo, non solo con l’intelletto.” (memorie di Lou)

Rilke la chiamava “la madre della mia anima”.(Rainer Maria Rilke, Lettere a Lou)

Finale 

ATTO III

Lou

(voltandosi verso il pubblico, voce piena, ironica, lucida)

Eccoli, i miei filosofi.

Uno ha perso il senno, l’altro l’equilibrio.

Io invece… ho perso solo l’occasione di farmi possedere.

Ma ho guadagnato la leggenda.

(si siede su una poltrona, al centro della scena. In mano: il frustino con i lillà secchi)

Lou

Sapete cos’è rimasto di tutto questo?

Una foto.

Una posa.

Un lampo di luce su una lastra che oggi nessuno sa più decifrare.

Eppure…

(alza il frustino)

Lou

Eppure questo è stato il mio romanzo:

senza baci, senza letto, senza fine.

(si alza, cammina lentamente verso il carretto vuoto, rimasto sul fondo)

NIETZSCHE

(voce fuori scena, sussurrata)

Tu sei la mia opera incompiuta

Lou

(risponde senza voltarsi)

E tu… la mia nota a piè pagina preferita.

(si volta verso il pubblico)

Lou

Fotografo!

Scatta, adesso.

Ma fai in fretta… prima che l’idea mi sfugga.

Luci stroboscopiche, suono del lampo fotografico

(Lou lancia il frustino in aria – resta sospeso qualche secondo in controluce)

Lou

(ridendo)

Le idee…

Non si possiedono.

Si cavalcano.

BUIO.

In sottofondo:

La Valse” – Maurice Ravel 

Francesca Mezzadri

#

NOTE DELL’AUTORE

Cosa sappiamo con buona certezza

Ecco le evidenze storiche piuttosto solide:

1. La fotografia esiste. È molto nota ed è conservata, ad esempio su Wikimedia Commons. 

Nell’immagine si vedono Lou von Salomé, Paul Rée e Friedrich Nietzsche; Lou è inginocchiata in un carretto; Nietzsche e Rée sono posti davanti al carretto come se stessero per tirarlo. 

2. Luogo e periodo: Lucerna, maggio 1882. È riconosciuto che la foto fu fatta in quel periodo e in quello studio (studio fotografico di Jules Bonnet) in Lucerna. 

3. Composizione scenica deliberata: È anche documentato che la posa fu orchestrata in modo “teatrale”. Lou chiede che Nietzsche e Rée stiano davanti al carretto, legati, Lou col frustino, carretto da fattoria come oggetto scenico, corde che legano gli uomini al carretto, ecc. Molti biografi riportano che Nietzsche avesse suggerito l’idea o comunque partecipato attivamente alla disposizione della scena. 

Cosa non è chiaro / probabilmente leggenda 

Ci sono elementi visivi o esplicativi della scena che sono meno documentati o che derivano da interpretazioni successive o da ricostruzioni soggettive. Alcune idee balzane che sono diffuse ma che non hanno fonti certe:

Che Nietzsche e Rée fossero “attaccati” al carro come cavalli: la “legatura” tramite corde è confermata, ma l’idea che fossero travestiti da cavalli o che si intendeva ricreare una scena da carro da lavoro è interpretativa. 

Che il frustino sia un riferimento esplicito alle esperienze sadomasochiste o a “donne masochiste e libertine”: non ci sono fonti storiche affidabili che lo attestino. Questa è più un’interpretazione moderna o simbolica che una realtà documentata. L’autore sposa questa teoria chiarendo che è pura finzione teatrale.

Che Lou abbia voluto umiliare Nietzsche o usurparne simbolicamente il ruolo (“domina” l’uomo, lo costringe a tirare): alcune interpretazioni letterarie e psicologiche sostengono che ci fosse una tensione di potere, ma non ci sono prove certe che Lou avesse l’intenzione di simbolizzare questo in modo cosciente.

Che Lou non ricordasse se lo avesse baciato: questa frase è raccontata da lei stessa in altri contesti (il celebre escursionismo a Orta, ecc.). Ma non è collegata direttamente alla foto se ci fu contatto 

Lou. Trinità dell’Assenza” non è un dramma storico nel senso stretto, ma una composizione simbolica, una partitura teatrale che prende forma a partire da una fotografia, un triangolo e un’assenza.

Le figure storiche di Lou AndreasSalomé, Friedrich Nietzsche e Paul Rée sono qui trasfigurate in personaggi–concetto, in voci che orbitano attorno al desiderio non consumato, alla tensione tra mente e corpo, al fallimento amoroso come successo simbolico.

Il testo si muove liberamente tra documento e finzione, mescolando:

citazioni autentiche da lettere, aforismi e opere

passaggi apocrifi ricreati in forma drammatica

dialoghi mai avvenuti ma plausibili, costruiti sullo stile e sulla dinamica storicamente attestata

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Fonti e riferimenti

Tra i frammenti autentici integrati o rielaborati:

«Cadendo da quali stelle siamo stati spinti qui, l’uno incontro all’altra?» – frase attribuita a Nietzsche nel primo incontro con Lou (fonte: ricordi di Lou, epistolario, biografie)

«Ho sete di anime così» – Nietzsche in una lettera del 1882 (fonte: epistolario)

«Crediamo dunque nella nostra amicizia stellare anche se, sulla terra, dovessimo essere nemici» – La gaia scienza, § 279

La fotografia con Lou sul carretto, frustino e ramoscello di lillà – scattata a Lucerna nel maggio 1882 (fonte: Lebensrückblick, memorie di Lou)

Questi frammenti non sono citati in modo scolastico, ma incastonati nel tessuto del testo per far emergere il nucleo drammatico delle loro relazioni: l’impossibilità dell’amore, la messa in scena del pensiero, la donna pensante come corpo estraneo nella genealogia maschile del sapere.

Intenzione della pièce

Non si tratta di ricostruire i fatti, ma di rivelare la mitologia che quei fatti hanno generato: Lou come figura simbolica dell’alterità, Nietzsche come poeta del desiderio irrealizzato, Rée come vittima di una morale che lui stesso smonta.

Il dramma lavora per paradossi:

la frusta non colpisce, ma domina

il bacio non dato pesa più di cento concessi

la fotografia posata dice la verità che la vita non ha detto

Lou, in questo testo, non è solo una donna, ma una trinità invertita: mente, corpo, rifiuto.

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Fonti principali utilizzate / consultate

Friedrich Nietzsche, La gaia scienza, § 279

Lettere tra Nietzsche, Lou AndreasSalomé, Paul Rée (1882–1883)

Lou Andreas-Salomé, La mia vita

Sigmund Freud & Lou AndreasSalomé, Letters

Rainer Maria Rilke, Lettere a Lou

Biografie:

H.F. Peters, My Sister, My Spouse: A Biography of Lou AndreasSalomé

Julia Voss, Lou Andreas-Salomé: Die Intellektuelle und der Teufel

Britannica, The Marginalian, TPI, Flutuant

Francesca Mezzadri

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