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Luca Fassina anteprima. Vino/Vinile

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Con Vino/Vinile, edito da Oligo, Luca Fassina prosegue nella suo viaggio tra le connessioni che legano la cucina alla letteratura, al cinema e alla musica, come era già accaduto con Cucina. Stephen King: ricetta per un disastro, Spaghetti. Le rockstar a tavola: AC/DC a Zucchero e Gusto/ Disgusto. Il cibo diventa cult: dal cinema alla tavola.

Questa volta, il racconto si snoda attarevrso un banchetto visivo, declianto attraverso lo studio degli alimenti e delle bevande immortalati sulle copertine di album più o meno famosi, a partire dalla celebre banana di Andy Warhol sulla copertina del disco dei Velvet Underground, passando per gli Spaghetti dei Guns N’ Roses e arrivare alla pentola di serpenti di Cook della PFM. Ancora una volta, le suggestioni alimentari diventano un prezioso pretesto per un’indagine che assume – in maniera lieve e “gustosa” – un taglio di volta in volta sociologico ed estetico, restituendo al lettore un’attenta analisi dell’evoluzione dell’immaginario musicale e artistico a partire dagl anni ’60, quando si diffuse l’abitudine di ricorrere al lavoro di artisti e pittori per la creazione delle copertine dei dischi. È il caso dei Beatles e dei Rolling Stones, che si avvalsero dei più grandi esponenti della Pop Art, come dei Pink Floyd, che si affidarono a uno studio specializzato Hipgnosis per creare quella di Animals. Grazie a una puntuale celebrazione dell’arte visiva e del gusto, Vino/Vinile mette insieme musica, design e cultura popolare, anche in questo caso affiancando al testo le ricette dei piatti ispirati dalle copertine o dai testi delle canzoni.

Strawberry Shortcake

Lavorare con una frusta a mano ottanta g di zucchero e 130 g di burro ammorbidito fino a otenere una crema. Aggiungere due tuorli d’uovo e setacciare 200 g di farina 00 e ottanta g di farina di riso. Mescolare sino a ottenere un composto compatto. Stendere con un matterello. Ritagliare dei cerchi di venti cm di diametro con un coppapasta. Lasciare riposare in frigorifero per trenta minuti. Infornare per circa trenta minuti in forno statico a 160 gradi. Poi lasciarli raffreddare. Lavare 300 g di fragole. Schiacciarne 200 g aggiungendo venti g di zucchero e due cucchiai di Maraschino. Montare 300 g di panna aggiungendo poco alla volta un cucchiaio di zucchero a velo vanigliato. Farcire le cialde con le fragole, la panna e decorare con le rimanenti fragole tagliate a tocchett.

Una torta anche quella dell’album Automatic Changer; Keith Richards contattò un amico, Robert Brownjohn, che immaginò un concept semplice ma di impatto, impilando sul vinile altri oggetti circolari: un piatto da portata, una bobina cinematografica, il quadrante di un orologio, una pizza, la gomma di una bicicletta e una torta decorata con pupazzetti raffiguranti i Rolling Stones. Quel dolce esageratamente colorato fu preparato dalla futura presentatrice televisiva e autrice di libri di cucina Delia Smith, al tempo ancora sconosciuta: «Lavoravo con un fotografo specializzato in alimenti che creava set per spot pubblicitari e riviste, cucinando quelloche gli serviva. All’epoca mi sembrò un lavoro come un altro». Sul retro dell’album viene riprodotta la stessa immagine ma “dopo il party”; c’è chi trova in questo sfacelo la metafora della morte di Brian Jones e della fine dei favolosi Sixties: il disco uscì col titolo Let It Bleed il 5 dicembre del 1968, il giorno prima del tragico episodio di Altamont dove gli Hell’s Angels del servizio d’ordine uccisero durante un concerto della band Meredith Hunter che, a pochi metri dal palco, aveva estratto una pistola.

Merita una menzione la strana torta che sembra una pizza degli Yellowjackets in Politics (1988) ideata dall’art director Jeff Lancaster e dall’illustratore Lou Beach: «Non c’è stata una grande collaborazione con la band, anche se ricordo che Jimmy Haslip e Russel Ferrante erano persone cordiali. La vespa posata sulla torta è un riferimento ai politici del titolo: qualunque cosa che ti propongano è “dolce” ma nasconde sempre un “pungiglione”, una fregatura». Il fotografo Aaron Rapoport ricorda: «Ho visto una foto di gruppo sul retro di copertina utilizzata in un altro album dello stesso periodo e l’ho riproposta ritraendoli per l’inlay. Ho scattato anche alcuni elementi usati poi per il montaggio della copertina. Il concept, come mi era successo per Breakfast in America dei Supertramp, è nato dalla band ed è stato coordinato dal direttore artistico, che ha richiesto diversi scatti fino a quando tutti gli elementi non sono stati approvati».

Forme e storie diverse per i lecca-lecca, dall’indoscozzese Charli XCX con un Sucker (2015) oversize a forma di cuore alla brasiliana Pitty, che si affida a Edinho Sampaio per il suo Anacrônico (2005): dipinge tre ragazze attorno a un piccolo lecca-lecca rotondo, che secondo la cantante rappresenterebbero le drongas, dipendenze che a seconda del punto di vista potrebbero essere giovani con un tocco retrò o meno giovani proiettate verso il futuro, esattamente in linea con il titolo del disco. Il debut album dei pop rocker americani The Orion Experience, Cosmicandy (2006), ha un che di lisergico nell’artwork fantascientifico di Tonyz tutto spazio e colori acidi, mentre gli skapunker The Suicide Machines chiedono una mano a Shannon Crawford (allora cantante degli altrocker californiani Cellophane) per la copertina di Steal This Record (2001), placidamente adagiata nei paesaggi di Lewis Carroll con conigli bianchi ed enormi dolciumi “candy canes”.

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