“L’uomo si è indebolito e ha perso il suo ruolo ancestrale”. Intervista ad Alessandra Cantini

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Alessandra Cantini

Ho amato Alessandra Cantini sin dal primo momento in cui ho saputo dell’eclatante reazione ipocrita delle starlette presenti allo show di Chiambretti, in quell’ospitata folgorante del 2018 che vi invito a cercare in rete. Da buona livornese sanguigna ogni momento è buono per far scatenare scintille e trovare nuovi adepti al culto del sacro ruolo del maschio (smarrito). E siccome questa rubrica non ha peli sulla lingua, quando una donna urla ai quattro venti che l’uomo va difeso, urge un approfondimento immediato. E lo dico da femminista convinto. Ho così deciso di intervistarla per capire chi è Alessandra Cantini e farla conoscere anche a voi.

Samuel Chamey

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L’uomo “imperante” oggi chi è?

L’uomo si è indebolito e ha perso il suo ruolo ancestrale. Non ricorda più come ci si prende cura di una donna, saperla conquistare con le vecchie buone maniere da gentiluomo, dall’aprirle la portiera della macchina al saper badare alle finanze. Sono allibita dal maschio italiano; mi innervosisce in particolare questa consuetudine di arrivare al termine della cena e doversi dividere il conto in due. L’uomo è già in debito con la donna quando ci esce al primo appuntamento, noi donne dobbiamo prenderci cura del nostro aspetto se vogliamo essere al nostro meglio, quindi spendere in trucco, parrucco, estetista e abbigliamento e di tutta risposta cosa accade, che ci dividiamo il conto in due? Ma per favore.

Per cui il primo passo falso dell’uomo è proprio quello di venir meno alla stipula contrattuale iniziale della regola del corteggiamento.

Il costo di mantenimento della donna è molto più alto di quello dell’uomo. La donna fa un investimento su se stessa e l’uomo investe sulla donna, se manca quest’ultima azione le cose viaggiano già su un binario morto. Certo non si può far finta che in Italia non ci sia la crisi e manchino i soldi e ciascuno fa quel che può, ma non si può ridurre tutto a una mera costrizione finanziaria. A Montecarlouna donna non si alza mai dal tavolo per dirigersi verso la cassa.

Il tuo ragionamento è chiaro e lineare, il maschio italiano medio annienta nell’immediato il proprio ruolo facendo i conti della serva proprio alla prima occasione.

Esatto, è una sorta di infantilismo che deriva dall’insicurezza, forse dalla scarsa cultura trasferita dai familiari, un atteggiamento per nulla cosmopolita, una ristrettezza popolare, sociale e mentale figlia non solo del momento che stiamo vivendo ma di intere generazioni!

L’uomo infantile di cui tu dici probabilmente prende forma tra le coppie felici del boom post-guerra e cresce nella bambagia.

Questa categoria ha sempre bisogno di conferme, di ritrovare forse la mamma perduta ma d’altronde anche la donna a volte ricerca la figura paterna. La differenza sta nel fatto che l’uomo non si stacca mai da questa necessità e la fa pesare in certe circostanze, sempre derivate da una grave crepa nell’universo delle incertezze.

E sotto le lenzuola?

Diciamo le cose come stanno, l’uomo fa regali e cerca di conquistare una donna soprattutto per fare sesso. Inutile far finta che non sia così, una donna sotto le lenzuola deve saper essere focosa, perché da qualunque parte la si voglia guardare è questo per come la vedo io il fine ultimo delle attenzioni dell’uomo, fare sesso! Tutto il corteggiamento mira a questo gesto ancestrale. Poi è chiaro che non stiamo parlando solo di due esseri istintivi che si accoppiano, l’uomo ha anche lui bisogno di mostrare il suo lato romantico, basti pensare all’amore che mette nel curare la propria madre con il passare degli anni. E nello stesso tempo la donna (ritrovando la figura paterna) necessita di attenzioni, affetto e romanticismo. Ma sotto le lenzuola bisogna liberare i propri istinti, essere autentici e accoppiarsi con vigore!

L’alchimia col tempo si perde, perché secondo te?

Partiamo dal presupposto che se le cose funzionano a letto non è detto che funzionino anche nella vita di tutti i giorni, ci vogliono sempre equilibrio e intelligenza. Bisogna che gli uomini imparino a corteggiare come si faceva un tempo e a rispettare il loro ruolo. Siate uomini perché la donna sbanda anche per causa vostra! Oggi oltretutto viviamo quella che io interpreto come una “deformazione” ovvero la donna deve lavorare ad ogni costo per sostenersi (spesso senza una donna che lavora l’uomo da solo non riesce a mantenere entrambi), però cerchiamo di restaurare certi requisiti chiave del rapporto uomo-donna per far funzionare le coppie. Basterebbe andare indietro tra gli anni ’20 e ’50, le donne portavano borse piccolissime e uscivano col minimo indispensabile perché era l’uomo a dover pensare a tutto il resto. Per non parlare dell’eleganza nel look, la presenza e il modo di porsi.

Cominciamo a “picchiare duro” anche sulla donna sennò mi sento a disagio.

La donna oggi si aspetta che l’uomo contribuisca economicamente, ma io sono convinta che debba assolutamente essere indipendente, lavorare e realizzarsi. Il problema è che troppo spesso, da quanto osservo, si lascia andare, imbruttendosi. Una volta che è accasata si sente quasi autorizzata a deflagrare alla grande, come a dire “ok il mio l’ho fatto, ora sono a posto e mi riposo”. Però deve lavorare e lavorare ancora perché come dicevamo c’è il rischio che la coppia scoppi, e una volta “trasformatasi”, cioè lasciatasi andare, attacca l’uomo su tutti i fronti, distruggendolo anche economicamente. Quindi ecco qui la mia stoccata contro le donne: siete consapevoli di non saper tenere acceso il rapporto? Cosa volete nella vita, indipendenza o un uomo che pensi a voi a vita? Non accanitevi contro l’uomo. Certo, non c’è un prezzo per l’umiliazione che prova una donna nel non essere stata in grado di tenersi stretta il proprio uomo ma la “colpa” non sta mai da una sola parte!

La donna pensa più a se stessa che al proprio uomo.

Esatto, in primis dovrebbe pensare al proprio corpo, alla propria bellezza e al proprio stato psicologico per soddisfare la relazione e solo dopo pensare al lavoro. Nel momento in cui le priorità si invertono non a caso comincia a crollare la relazione o semplicemente non dura nel tempo. La donna deve mantenersi bella, avere cura per la propria bellezza e amarsi, altrimenti perde tutto. Soprattutto deve farsi amare dal partner.

E come se ne esce da tutto questo quindi?

Io sono favorevole alla donazione degli ovuli; oggi dato che la donna vuole fare tutto da sé, senza rinunciare alla propria indipendenza pur in una relazione di coppia, potrebbe forse essere il caso di demandare anche la maternità a un’altra donna. In questo modo il corpo non si trasforma e si può continuare nella vita di tutti i giorni. È anche questo uno spargimento di bellezza e libera la donna da una forma di schiavitù a favore di donne che invece vogliono vivere la loro maternità. Questo è il nuovo femminismo!

In definitiva cosa ne pensi della donna che si sente quasi in dovere di fare a meno di un uomo?

È un incubo! Ognuno dovrebbe farsi sempre un esame di coscienza, noi donne dobbiamo lavorare su noi stesse se vogliamo davvero vivere senza ansie. Non dobbiamo incatenarci al lavoro o essere schiave di una posizione nella vita, noi donne abbiamo una carica infinita, una sensibilità sconfinata e siamo nate per dare e donare.

Intervista a cura di Samuel Chamey