
La fiducia non si può negoziare. O ce l’hai o non ce l’hai. Può essere un inizio oppure una fine. Il suo corso è fatto di sentimento, di istinto. Ripiegare le proprie aspettative su alcune persone, fidate, placa, in parte, la coscienza di riuscire a realizzare quegli obiettivi per i quali lotti da sempre anche stando nelle retrovie di slogan e manifestazioni urlate. Si può agire pure in silenzio per cambiare determinate cose, ma non si può pretendere di farcela da soli. In solitudine rimane l’animo. Occorre dirottare la forza nel dare una sferzata a concetti superati, retrogradi, specie quando si tratta di donne. La lotta al femminicidio, all’ingiustizia, non può essere azione di un singolo, ma coscienza collettiva e culturale. Fare finta di niente, accettare l’indicibile nella morte di chi uccide mogli, fidanzate, compagne, sorelle, amiche, è un’offesa all’intelligenza e alla morale di ognuno, ammesso che tutti ce l’abbiano. È inammissibile fare un passo indietro nel conservare l’integrità della giustizia e della dignità delle moltissime vittime di femminicidio.
In Via delle streghe di Marilù Oliva, edito da Solferino, entri nelle intime pieghe di quattro donne: Zulmira, la “maga” del quartiere, Serena fidanzata con un poliziotto, Magalie docente universitaria con passato tormentato e Iside, brillante informatica confinata su una sedia a rotelle. Quattro normali vicine di casa di un vicolo nel centro di Bologna, che si ritrovano la sera a chiacchierare. Quegli incontri sono più simili a moderni sabba, in cui progettano quella che chiamano “magia nera”. Ovvero omicidi. La vendetta per efferati femminicidi i cui autori l’hanno fatta franca, sgusciando tra le maglie della legge, come è successo all’ex fidanzato della sorella di Serena. Le quattro “streghe” si sentono pronte per fare giustizia. La Congrega agisce per rimettere ordine dove è passata la mano omicida a spezzare vite, legami e futuro. Ma non mancano gli ostacoli.
Il romanzo è avvincente. È ricco di importanti input che spingono il lettore ad un’analisi molto accurata e attenta del testo. La narrazione scala le fenditure dell’anima ed i colpi di scena sono sorprendenti. La personalità delle protagoniste è talmente autentica nella profondità del loro vissuto che sparpaglia bellezza per come si spalanca al lettore. La scrittura è piena, affascinante, suscita forza emotiva.
Lucia Accoto