Massimiliano Parente. Tre incredibili racconti erotici per ragazzi

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Massimiliano Parente. Tre incredibili racconti erotici per ragazzi

Con un linguaggio dissacrante e ironico – mi sono trovata a ridere ad alta voce molte volte durante la lettura – Massimiliano Parente, critico e scrittore, torna in libreria con Tre incredibili racconti erotici per ragazzi (con tre disegni di Gipi), uscito ieri con La Nave di Teseo.

I protagonisti dei tre racconti sono nell’ordine: un uomo che si difende al cospetto di un giudice dall’accusa di essere lo stalker di una nota influencer; un banchiere che capisce di essere uno slave dopo avere letto un annuncio a riguardo e infine un toyboy che racconta il bisogno della sua signora di sentirsi ancora giovane.

È un libro che colpisce per i contenuti espressi con un alto tasso provocatorio. Senza stare a girarci intorno, in certi passaggi ho provato una sincera irritazione e avrei voluto dissentire incavolandomi con i personaggi ma non essendo possibile per ovvi motivi mi sono ritrovata a dissentire con me stessa, in particolare durante il primo racconto, quando l’accusato di stalking imbastisce tutta un’arringa a sua discolpa per convincere il giudice di essere un uomo innamorato e preso per i fondelli dalla influencer vip, nonostante di fatto si sia fatto sorprendere nudo in casa della tipa dopo essersi intrufolato con l’inganno. Ma come fai a volerti difendere, pur con argomentazioni ingegnose, se ti beccano nudo in casa altrui con una bottiglia di latte in mano? Sorvoliamo su quello che stavi facendo. Ecco, sto parlando col personaggio. Sapete perché? Perché sono racconti, questi di Massimiliano Parente, che vanno a smuovere sentimenti e pensieri: quello che un racconto ben scritto deve sempre sapere fare.

Massimiliano Parente provoca, diverte e fa riflettere con questi scritti erotici tra desiderio e amore, che implica in fin dei conti lasciare libero chi si ama di essere davvero se stesso, fino al punto di rinunciare – come nel caso dello “schiavo” – a qualsiasi forma di indipendenza per la felicità della “padrona”. Forse. E’ forse amore lasciare credere a una signora non più giovane che desidera sentirsi ancora tale, di esserlo? Tutte riflessioni che nascono nella mia mente terminata la lettura di questo libro irriverente e acuto che stimola domande. Sul sesso, sull’erotismo ma anche sui desideri inconfessati e le miserie dell’animo umano che chiede l’amore anche a costo della morte.

Silvia Castellani