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Maurizio Braucci. La madonna del parto

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Maurizio Braucci, sceneggiatore e regista napoletano, aveva scritto un film, Hey Joe, con James Franco e poi, da quella sceneggiatura, tira fuori un libro, La madonna del parto, pubblicato da Editoriale Scientifica.

È la storia di Dean Barry, un soldato, uno di quelli che nell’esercito ha lasciato qualcosa di sé, degli irrisolti, a cui non riesce a dare un nome e che lo fanno sentire monco, mancante.

Sono un soldato” è una frase che Dean ripete spesso, come una giustifica, alcune volte, o come un segno di appartenenza, altre.

C’è un legame con gli uomini, vivi e morti, che hanno condiviso con lui l’esperienza del fronte.

Dean ha combattuto i tedeschi in Italia.

Jerome Salinger, lo scrittore, aveva fatto la guerra pure lui, la stessa di Dean. Sempre in Europa. La sua brigata era stata una delle prime a entrare nei campi di concentramento. Fu, Salinger, uno dei primi uomini a entrare, senza sapere cosa fosse, in quell’inferno tremendo che erano i lager.

Quell’esperienza è alla base delle sue scelte, della sua scrittura. Visse lontano da tutti, come è noto, ma rimase per sempre legato ai soldati che erano con lui il giorno che entrarono a Birkenau.

Questo per dire che ci sono cose che non si possono superare. Non importa quanto lontano potrai andare dopo, che uomo diventerai. Se hai assistito a certe atrocità, una parte di te resterà per sempre legata a quelle persone che erano con te e che ti possono capire.

C’è qualcosa che Dean Barry sta cercando. Anche quando la guerra è finita lui sta ancora combattendo. Dentro di sé c’è una tempesta. A Napoli trova un figlio che non sapeva di avere.

Un figlio ormai grande, con entra in conflitto. Salvare questo figlio, è la sua nuova missione. L’ultima guerra, forse, che è chiamato a combattere.

La scrittura di Braucci è, solitamente, essenziale, visiva e scorrevole. Talvolta, però, compaiono espressioni come “… aveva scopato il possibile prima di dire addio al flauto delle meraviglie” oppure come “Sono un soldato, ragazza…” che risultano un po’ goffe e tipiche di quei film americani degli anni ottanta che da piccoli ripetevamo e che adesso ricordiamo con tenerezza e un po’ di disprezzo.

C’è, in questo libro, un buon ritratto della Napoli del dopoguerra. Interessante è il racconto dei posti in cui andavano i soldati e degli equilibri che si vennero a creare, le cose che i napoletani dovettero accettare perché i “liberatori” si comportarono poi come padroni.

Pierangelo Consoli

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Maurizio Braucci, La madonna del parto, Editoriale Scientifica 2026, Pp.145, Euro 16

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