Pietro Freil. Afasia

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Come Demostene, Pietro Freil si mette in riva al mare per irrobustire la voce esercitandosi a sovrastare il clamore dei cavalloni.

Mai mi stancherò di mari/di onde sbattute sul mio viso/di aria cercata e disperata”

Ma da quel fragore i suoi versi riemergono in modo imprevedibile annullando il confine tra la parola e il silenzio, e poi ancora lo ristabiliscono e poi di nuovo lo cancellano, sospesi in una dimensione di ritorni mai compiuti tra dolcissimi rovi di more.

Sono poesie di strade sterrate (E ogni giorno/ci coglie/nel sonno/spiega ai nostri piedi il tempo/su cui incerti, assonnati, barcollanti/muoviamo i nostri primi passi/mentre la montagna cresce/accumula detriti, rose, silenzi), poesie che mettono in scena una lontananza furente e inattingibile (Ogni scarto afferrato/ogni briciola leccata/non basterà/resterò divorato dalla fame/col desiderio inestinguibile di tutto). 

Freil perfora il nocciolo doloroso di questi vuoti nella finzione temporale dellamore. Qui si stende nel punto più chiaro della stanza porgendo la nudità nel trasalimento.

Non ci vuol forza a resistere/bastano cassaforti/forzieri/il lungo filo spinato. E’ a sentire/ che ci vuole coraggio/per ogni vagito demozione/rischiare tutto/racchiusi in un pugno/. Guardami spilorcio di gioia/come marciscono le tue scorte/erano state primizie/dal profumo destate/marciscono/nel rantolo putrido”.

E però, è solo nel mattatoio del silenzio universale, col completo rattrappirsi dell’Io nella sua ferita, che lafasia sembra sbocciare in parola muta e miracolosa. Accade quando si dedica alla decifrazione dei segni sottili che non possono essere né trattenuti né definiti mentre diventano chiocciole di luce sul mare. Più nerboruti della voce di Demostene addestrata dal ruvido sbranarsi tra loro delle onde, essi ci obbligano a fissare con speranza un punto di salvezza pur sapendo che sparirà.

Sei ritornata/Terra/Sei tornata da sempre/Hai riportato la luce/ che avevo dimenticato di guardare/E la nostalgia di una foglia/di un fiore/del vento”.

 

Manuela D’Alessandro

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Pietro Freil, Afasia – Made in Tomorrow. Euro 12.