Hurbinek non ebbe relazioni familiari o sociali e morì che non aveva quattro anni. Levi ha scritto della sua volontà di esprimersi con lo sguardo, che diceva l’incapacità di parlare: “La parola che gli mancava, e che nessuno si era curato di insegnargli, il bisogno della parola, premeva nel suo sguardo con urgenza esplosiva”. Levi scrive delle parole miracolose che mostrano l’orrore dell’umano e nel contempo la santità dello sguardo di Hurbinek “selvaggio e umano ad un tempo, anzi maturo e giudice, che nessuno fra noi sapeva sostenere, tanto era carico di forza e di pena”.
Luca Sossella