Stanley Kubrick, il genio

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Nato a New York il 25 luglio del 1928, naturalizzato inglese, morto il 7 marzo del 1999 a St. Albans nella contea di Hertfordshire, Kubrick ha girato solo tredici film. Nessuno di questi, come lui del resto, ha mai vinto un Oscar, eppure è da sempre considerato il Maestro indiscusso del cinema mondiale.

Questa unanimità di giudizio, che nel cinema rappresenta una vera e propria rarità, è dovuta non solo al fatto che i suoi film sono per la gran parte ancora oggi degli indiscussi capolavori, ma perché sono incredibilmente diversi l’uno dall’altro, anche per il genere trattato. Già con il terzo film, Rapina a mano armata, uscito nel 1956, Kubrick ci regala un primo capolavoro che verrà osannato anni dopo da Tarantino, seguito da due pellicole che hanno trovato nell’attore Kirk Douglas il più straordinario ed eclettico degli interpreti, prima come colonnello francese durante la Prima guerra mondiale in Orizzonti di gloria, quindi come schiavo romano in Spartacus. Nel 1962 realizza il film scandalo Lolita e due anni dopo il fantastico e avveniristico Il dottor Stranamore con uno straordinario Peter Sellers. È lui a inventare il cinema di fantascienza con 2001 Odissea nello spazio – che esce nel 1968, prima ancora dello sbarco americano sulla luna – cui segue Arancia meccanica, un film passato alla storia e che ai tempi fece scalpore per le scene di inaudita violenza orchestrate sulle note della sinfonia rossiniana del Guglielmo Tell.

Nel 1975 si cimenta in uno sfarzoso film in costume, dalla durata impossibile ma dalle immagini esteticamente sublimi, Barry Lyndon, e cinque anni dopo realizza con Shining il capolavoro assoluto, dopo Psycho, del genere horror.

 Segue un silenzio di sette anni alla fine del quale decide di misurarsi con un genere che pareva ormai inflazionato, ma Full Metal Jacket verrà considerato da molti il più bel film in assoluto non solo sul Vietnam bensì sulla guerra in generale. Ultimo suo lavoro è il complesso Eyes Wide Shut, datato 1999, girato fino a poco prima della sua morte che lo coglierà nello stesso anno. Il film verrà presentato in anteprima speciale alla Mostra del cinema di Venezia – stesso luogo in cui nel 1997 aveva ricevuto il Leone d’oro alla carriera – per l’ultima apparizione pubblica della coppia Cruise-Kidman.

L’uomo non è un nobile selvaggio, è piuttosto un ignobile selvaggio. È irrazionale, brutale, debole, sciocco, incapace di essere obiettivo verso qualunque cosa che coinvolga i propri interessi. Questo, riassumendo. Sono interessato alla brutale e violenta natura dell’uomo perché è una sua vera rappresentazione. E ogni tentativo di creare istituzioni sociali su una visione falsa della natura dell’uomo è probabilmente condannato al fallimento” ha detto.

Davide Steccanella

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