La continuità del male e “perché la destra italiana è ancora fascista” di Tomaso Montanari (uscito dalle scuderie Feltrinelli ad aprile 2026) è una lettera aperta alle nuove generazioni, che hanno il diritto di sapere esattamente quello che è avvenuto, in che modo il fascismo di Mussolini incide profondamente nel nostro presente e quanto e cosa ci si può attendere nel futuro. Senza paura, senza fraintendimenti, senza esposizione mediatica e senza soprattutto ricadere in quegli anni dove il buio della ragione ha prevalso sulla speranza dei popoli.
Certo Tomaso Montanari parte da una domanda che sembra ostentatamente di “parte”: che cosa resta del fascismo nell’Italia di oggi? E in prima battuta sembra una domanda banale, retorica, inutile, quantomeno visto che Vico ci spiega che esistono i corsi e i ricorsi storici. Dunque è ovvio quanto fascismo di Mussolini ci sia nel fascismo di oggi e quanto “irredentismo” storico trapela dalle parole, dai proclami e dalle stesse posture fisiche di questo governo espressione, si dice democratica, del popolo. Ma essere al governo significa innanzitutto rispettare le minoranze e la “primigenia” del Parlamento (espressa chiaramente dalla nostra Costituzione) e significa anche il rispetto assoluto da parte del governo della suddivisione dei poteri: potere parlamentare, esecutivo e potere giudiziario (la magistratura). Un bilancino perfetto creato dai padri e dalle madri costituenti, poiché se non ci si affida a quel bilancino la struttura vacilla, la giovane Repubblica parlamentare si indebolisce e il rischio di sprofondare nel mondo dei sordi, dei servi rapaci al potere è reale e non basta professarsi “orbi nella terra dei ciechi”.
La continuità del male, in questo senso, demolisce l’idea quasi consolatoria di poter vivere in uno Stato, governato da una destra moderata, conservatrice certo, ma istituzionale, capace di stare nei confini dettati dalla Costituzione. Ed invece il progetto è forse esattamente il contrario: uccidere quella Costituzione che ci ha dato i natali e riportarci nel mondo dell’odio, un odio semplice, quello urlato e nel mondo soprattutto della paura e della delazione.
E quindi? La risposta di Montanari è netta. Il fascismo non è un relitto del passato. Non è un pezzo di storia che si tenta di descrivere in modo stereotipato nei manuali di storia, non è semplici rituali nostalgici di una minoranza, per Montanari esiste piuttosto una corrente sotterranea che ha attraversato la Repubblica e riaffiora ogni volta che la democrazia si indebolisce.
Ma forse viene da pensare anche di più, forse il fascismo di Mussolini si riverbera forte anche nelle risposte stragiste organizzate da fascisti nei primi anni della Repubblica, perché sono state risposte evidenti di negazione della nascita e della vita della Repubblica stessa, risposte nette e purtroppo netta è stata anche la negligenza della classe governativa di allora che ha permesso, (pensando, nella migliore delle ipotesi di poter circoscrivere le stragi fasciste) di sottoscrivere un patto di non belligeranza con quelle forze oscure che continuavano allora, e continuano a farsi avanti oggi, con gli stessi identici presupposti: una visione razzista della umanità, una nazione basata sul sangue, inevitabile avversione per ogni principio di eguaglianza, fino ad arrivare a il culto del capo, a un modello autoritario dello Stato, a un odio imponente per tutto ciò che è diverso e a indulgere nel tentativo osceno della delazione come mezzo efficace per ottenere che una Nazione si possa cucire e tenere unita solo con la paura e il sangue degli altri.
Maria Caterina Prezioso
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La continuità del male/Tomaso Montanari/Feltrinelli/ pp.192/18,00 €