“Se permettete a un uomo di incularvi, (e tale privilegio dovrebbe spettare solo a un amante davvero sensibile) imparerete ad abbandonarvi ciecamente non solo a lui ma a voi stesse, a perdere completamente il controllo. E oltre il controllo c’è Dio. L’umiliazione è il mio più grande demone, ma una volta che il centro del mio terrore viene violato, scopro che la mia paura è infondata.” Toni Bentley, The Surrender
Con The Surrender, Toni Bentley torna nel 2005, Lain – Fazi Editore, tradotto da Anna Mioni, sulle librerie italiane portando un libro che negli Stati Uniti generò dibattiti e fece innamorare lettori e critici, tanto da essere scelto dal “New York Times” come uno dei migliori dell’anno. Ma il valore di quest’opera va ben oltre il clamore mediatico: Bentley non si limita a scrivere un diario di esperienze sessuali estreme, ma costruisce una vera e propria filosofia del piacere e della libertà femminile.
The Surrender è un memoir erotico che spacca. La protagonista esplora la sottomissione sessuale e la sodomia con un linguaggio diretto ma colto, trasformando l’esperienza erotica in un percorso di crescita personale. Toni Bentley racconta: “Ho affrontato l’argomento nel modo più diretto possibile” e paragona sesso e danza come forme d’arte capaci di trascendere il corpo.
Nonostante il tema scabroso, il libro offre una riflessione sulla libertà e la consapevolezza.
Ex ballerina del New York Ballet, in questo romanzo esplora il desiderio con la precisione di chi conosce il corpo come strumento e linguaggio.
È un viaggio intenso nel cuore della lussuria, una esplorazione del sesso anale non solo come piacere, ma come esperienza che nasce
dal dolore. Toni Bentley utilizza un linguaggio volutamente diretto, carnale e senza filtri: ogni volta l’autrice va dritta al punto, senza indulgenze.
“Il suo è stato il primo. Nel mio culo. Non so qual’è la sua lunghezza esatta, ma è decisamente grande: perfetto”.
Il libro è un elogio della sottomissione, vista come perdita della propria volontà e azzeramento delle difese, un percorso che porta a un piacere profondo e graduale.
Bentley spazza via la retorica che immagina le donne come esseri luminosi e benigni in cerca di rapporti sessuali leciti e significativi. Invece, come scrive l’autrice: “E’ tramite questa resa fisica, questo sentiero proibito, che ho trovato il mio io, la mia voce, il mio spirito, il mio coraggio… e le chiacchiere delle vecchie streghe”.
La sua è una pratica del piacere che nasce dall’esperienza, dalla sofferenza e dalla rabbia trasformata in consapevolezza. Dopo dieci anni di matrimonio infelice e numerosi rapporti deludenti, Bentley trova in A-Man non un partner da adorare o da possedere, ma un catalizzatore della propria libertà:
“Una volta ho amato un uomo così tanto da annichilirmi. Ero tutta Lui e niente Me. Ora mi amo quel tanto che basta perché non esista nessun uomo. Sono tutta Me e niente Loro. (…) Lo stesso gioco ma in posizioni diverse. Non conosco altri modi di giocare. Qualcuno deve stare sopra, qualcuno sotto. Stare fianco a fianco è una noia. (…) La parità vanifica il progresso, ostacola l’azione. (…) Ma due che stanno uno sopra e uno sotto, beh, fanno in tempo ad arrivare in capo al mondo e tornare indietro prima che i paritari finiscano la trattativa su chi paga, chi scopa e chi si prende la colpa. Però il mio passaggio non è stato da sotto a sopra, ma
da sotto a sotto: dalla dolorosa sottomissione emotiva alla beata sottomissione sessuale”.
Bentley scrive con crudezza e poesia al tempo stesso, giocando con il linguaggio pornografico e i tabù del feticismo, senza mai cedere al moralismo o all’autocommiserazione. La sua è una celebrazione della sessualità femminile come strumento di autonomia:
“Se un uomo può possedere sessualmente una donna (possederla davvero) non avrà bisogno di controllare le sue idee, le sue opinioni, i suoi vestiti, i suoi amici e nemmeno gli altri amanti che ha”.
In un mondo di coppie che spesso confondono intensità con sicurezza o passione con comodità, Bentley sceglie la radicalità del desiderio vissuto senza compromessi. Non esce con A-Man, non condividono amici, e quando la gelosia prende il sopravvento preferisce lasciarlo, anziché supplicare fedeltà.
“Preferisco fare sesso a stomaco vuoto, e mangiare da sola mentre leggo un buon libro”.
The Surrender non è quindi solo un’autobiografia erotica, ma una dichiarazione di indipendenza intellettuale e sensuale. È la storia di una donna che trova nella resa fisica la sua forza, nella sottomissione sessuale la sua libertà e, soprattutto, il coraggio di vivere desideri proibiti senza compromessi.
Storia dai toni alla Lawrence : “To yield is not defeat, but a discovery of oneself.”
-Cedere non è sconfitta, ma scoperta di sé.- allorquando la protagonista nell’essere posseduta, possiede, nell’essere consenziente
dominata, domina: “con rancore, sono uscita dalla schiavitù anche se non riesco a dimenticare quanta libertà mi dava. “
La storia non può che culminare che in una scelta estrema tra amore e identità: “Ero a tal punto sottomessa che non esistevo più. Per salvarmi, ho dovuto scegliere tra lui e me”.
La lettura non lascia certo indifferenti: può attrarre con magnetica intensità, scuotere fino al disagio, o perfino respingere, ma provoca sempre una reazione profonda, rivelando come il desiderio e la rabbia possano intrecciarsi con la consapevolezza di sé.
Surrender è scritto con intelligenza e coraggio. Non è un libro per tutti, ma per chi è pronto a confrontarsi con il lato più crudo e trasgressivo della sessualità, offre un’esperienza di lettura potente e provocatoria.
Francesca Mezzadri
#
Toni Bentley, ballerina e scrittrice statunitense, ha danzato al New York City Ballet sotto George Balanchine. Un incidente ha interrotto prematuramente la carriera, spingendola a trasformare la disciplina artistica in scrittura. I suoi libri Winter Season: A Dancer’s Journal e Sisters of Salomè sono stati entrambi selezionati dal New York Times tra i migliori dell’anno.
Come giornalista e critica, collabora con testate come The New York Review of Books, Rolling Stone e Ballet Review.