Cosa passa per la mente alle donne

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«Cos’è l’amore? Il calore della sicurezza che accarezza e non delude? Oppure il dolore sottile dell’incertezza che sa infiammarsi di passione facendo invertire la rotta, all’improvviso?»

Il romanzo di Maria Pia Romano La cura dell’attesa non è attualissimo infatti è pubblicato da Il lupo editore nel 2012. La scrittrice è Maria Pia Romano: pugliese, giornalista, poeta, ricercatrice. Nonostante sia un libro non proprio attuale ho scelto di parlarne perché apre ad un dibattito stuzzicante almeno per noi lettrici.

La narrazione è divisa in due parti essenziali: “Alta marea” che è il titolo della prima parte di undici capitoli e “Bassa marea” il titolo della seconda, il leitmotiv è il mare. Nelle pagine di Maria Pia Romano si trova una trama descritta in dei punti con una scrittura erotica, poetica, asciutta, che non usa molte metafore. Fin tanto che il lettore è condotto continuamente in un varco di luce dove l’interesse dell’autrice è quello di soffermarsi sul mondo introspettivo dei personaggi per trarne probabilmente una metafora collettiva. La protagonista è Alba una giovane donna che ti fa venir voglia di ripensare ai tuoi vent’anni. Alba è accompagnata dall’occhio della scrittrice in un percorso di formazione che passa per la freschezza della sua gioventù, e per la continua speranza nel futuro a cui si aggiunge sempre una buona dose di gioia mista come ad una sensibilità poetica. Alba ama due uomini molto diversi tra loro, Davide e Filippo. La storia d’amore è descritta come penetrata dai sentimenti ma forse la scrittrice vela una denuncia: Alba battezza i suoi sentimenti ogni volta senza narcisismo e senza saggezza ma come condizionata da una caduta continua in un mondo mai mansueto e profondamente falso e maschilista. Il suo è un atteggiamento concluso, a tratti da donna arresa, fortemente scientifico. Di certo fa nella vita quello che è sempre stata intenzionata a fare, si sente soddisfatta del suo lavoro e del suo ruolo. È insomma una che non si lascia persuadere dagli amori da romanzetto, non parla di amore come si fa con l’immaginazione e un certo uso della leggerezza bensì parla dell’amore come di una energia insostituibile, pensa all’amore come ad un distributore di felicità. 

Molto del romanzo del passato ci porta pessimisticamente a pensare che solo la tragedia umana sa svelare i misteri dell’esistenza. Invece in “La cura dell’attesa” è anche il racconto dell’epoca, la figura professionale della donna, la riflessione sul luogo (il Salento, o Parigi, ad esempio), ad essere il resoconto non scontato di un’esistenza. E in questo troviamo il titolo del libro, l’argomento principale dell’attesa: il figlio di Alba.

Qui e ora è la verità? L’amore trova la sua sede anche nella mente?

Il professore è seducente e ipnotico, è l’amante perfetto con cui gustare e vivere la perfetta alchimia mentre Filippo il laureando è il successivo, l’uomo perfettamente affettuoso, il personaggio che porta risanamento e ordine nel cuore di Alba alle ferite dell’altro. Se uno è il tentatore, l’altro è il devoto, il presente, il formidabile nostalgico, l’amante delicato senza problemi, senza incontentabilità, l’appagato.

Alba riesce a sostenere i due amori e riesce ad esistere con entrambi. Questa situazione è evidentemente il riflesso di una stanchezza indolenzita, di una ricerca di quello che può essere ammesso come vero, che può essere possibile per una donna di trentasette anni. L’autrice sembra indagare in questa ferita senza giudicare bensì riflettendo su quanto e cosa è possibile alla missione dell’amore. All’amore è possibile la passione non protettiva del professore, il rapporto nutritivo di Filippo, gli aneddoti di successo, da una vita di successo di una donna che si è costruita da sola.

All’amore è concessa l’imprevedibilità di un’attesa: un figlio come spazzo di gioia in una vita altrimenti destinata al grigiore dell’accademismo. 

Personalmente non saprei amare due uomini contemporaneamente né nella vita, né nell’immaginazione ma il racconto di Alba risiede in un sistema forse inconscio di ogni donna sopra i trenta. Ad una donna matura non importa il libertinaggio di un uomo indeciso senza vigore, importa il compromesso come sede della formazione di qualsiasi sentimento.

Con il compromesso l’amore non è solo passione improbabile e incoerente, con il compromesso l’amore potrebbe essere la saccente narrativa di una condizione positiva che ci chieda benessere, di continuo. L’amore occupa un posto nel cuore e nel mondo, ma Alba non vuole chiedersi cosa è l’amore o di chi sia l’amore.

Alba vuole il compromesso non di un’altra donna, o della riprova vendicativa della sua femminilità ormai matura in un mondo maschilista e deludente. Alba non cerca la pazienza di un uomo che non la desideri, non cerca nemmeno la sua di pazienza piuttosto vuole semplicemente rassegnarsi alla vita. Alba è una donna di successo. Alba sa fare i conti con quello che è il sentimento: può permettersi due romanzi uniti, due sentimenti diversi, in due letti diversi. In fondo cosa le cambierebbe? Ha ormai l’età per sapere che non esiste più “nel frattempo”. Che è inutile chiedersi “come si farebbe senza”.

Cosa può pensare esattamente una donna sopra i trenta non è solo una curiosità da serie televisiva, la preoccupazione prioritaria forse è cercarsi qualcuno nel mondo di autentico e costretto ad una intelligenza amorosa. Il fatto che Alba non si preoccupi di un gusto dell’amore non è condannabile, lei può amare entrambi perché morire per uno o accontentarsi dell’altro?

Una donna di successo può trascinarsi in una situazione più o meno chiara fino ad una dedica che le viene dalla vita: un figlio insospettato, non voluto, ma accettato. 

Personalmente mi riesce difficile pensare di donarmi a due uomini nello stesso tempo: perché l’amore non è una cornice ma è l’incontro dove si fa umana la vertigine. È possibile che una condizione positiva favorisca il successo di una monogamia, che sopporta il piano del rispetto e della libertà individuale, del femminismo e del pensiero occidentale. È possibile nell’attuale contemporaneo  amare un uomo che sia due, tre, quattro desideri e fantasie messe insieme di una donna. La fedeltà non è un tabù, anzi è oggi dominante pensare che la fedeltà sia sovversiva senza per altro, che questo articolo corra il rischio di diventare un basso argomento da salotto da non addetti ai lavori intellettuali ma che sia un utile lettura per pensare fino a quanto è bello vivere la sincerità dei nostri rapporti scritti nella dimensione della confessione privata e intima. 

Sabatina Napolitano