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Albert Camus inedito. Il regno delle bestie è iniziato

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Il mondo sprofondò nell’oscurità il 1° settembre 1939, quando la Germania invase la Polonia, un atto di aggressione che portò Francia e Regno Unito a entrare in guerra. In mezzo a questo sconvolgimento globale, un giovane Albert Camus, allora giornalista del quotidiano socialista Alger-Républicain, si trovò a lottare con il caos in atto, perseguitato dal ricordo della morte del padre nella Prima guerra mondiale. Pur avendo tentato di arruolarsi nell’esercito francese, Camus fu respinto a causa di un precedente attacco di tubercolosi. Nel giro di un anno lasciò l’Algeria per Parigi, dando il via a una catena di eventi che lo porteranno a partecipare alla Resistenza francese e a scrivere alcune delle sue opere più significative. Il 7 settembre 1939, nel pieno di questi cambiamenti sismici, Camus scrisse la seguente nota di diario.

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7 settembre

Un tempo ci chiedevamo dove vivesse la guerra, cosa la rendesse così vile. Ora ci rendiamo conto che sappiamo dove abita, che è dentro di noi. Per la maggior parte delle persone, è l’imbarazzo, la necessità di fare una scelta, la scelta che li spinge ad andare, ma con il rimorso di non essere stati abbastanza coraggiosi da restare a casa, o che li spinge a restare a casa, ma con il rimpianto di non poter condividere il modo in cui gli altri stanno per morire.

È lì, è lì che si trova davvero, e noi cercavamo in essa il cielo azzurro e l’indifferenza del mondo. È in questa terribile solitudine dei combattenti e dei non combattenti, in questa umiliata disperazione che tutti proviamo, nella bassezza che sentiamo crescere nei nostri volti con il passare dei giorni. Il regno delle bestie è iniziato.

L’odio e la violenza che già si sentono crescere nelle persone. Non c’è più nulla di puro in loro. Niente di unico. Pensano insieme. Si incontrano solo bestie, volti europei bestiali. Il mondo ci fa stare male, come questa ondata universale di vigliaccheria, questa presa in giro del coraggio, questa parodia della grandezza e questo appassire dell’onore.

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