Viviana Viviani. Se mi ami sopravvalutami

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Dalla prefazione di Franz Krauspenhaar a Se mi ami sopravvalutami.

Viviana Viviani si presenta a noi con questo suo primo libro di poesie che potrei definire d’amore e sopravvivenza nel mondo contemporaneo. L’autrice ha già pubblicato un romanzo qualche anno fa, Il canto dell’anatroccolo, un romanzo fatto di un’ottima prosa. Ora, sbarcata nella Babele degli italici poeti, fatti salvi i santi e i navigatori ormai presenti solo nella Coppa America (sull’esistenza di nuovi santi mi per- metto di non pronunciarmi), l’autrice ci consegna un libro scritto in uno stile prosastico e molto moderno, con accelerazioni sulla tecnologia comunicativa, ma sempre coprendo la fascia illimitata dell’amore. Quel che interessa alla Viviani non è fare sperimentazione, di cui siamo arrivati ai limiti della sopportazione, e nemmeno del cabaret poetico che va di moda nel polo opposto della fruizione, ma raccontare in maniera semplicemente poetica cosa c’è attorno ai sentimenti, alle pulsioni, con un piglio spesso ironico, a volte colpendo i vizi del cuore con un po’ di perfidia tutta femminile. Il suo viaggio, qui, passa dal mondo delle favole a quello, duro e sempre più impuro, del lavoro. E ovviamente del rapporto quasi mai felice delle relazioni sentimentali. Il percorso scelto è a zig zag, passando da una prosodia di passo veloce, quasi fulmineo, a brevi pseudofilastrocche arcimoderne. Il tutto senza sfoggiare amarezze, ma dicendo in modo spesso aggraziato cosa c’è dietro certi falsi sorrisi, certi cortocircuiti del sentire. E con una freschezza di tocco che ci riporta senza dubbio anche al mondo controverso ma pieno di speranze dell’adolescenza. Un esordio che rifiuta ogni astrusità e ogni vicolo cieco. La soluzione è nelle nostre mani, basta esserne convinti.

Franz Krauspenhaar

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Di seguito tre poesie tratte dalla raccolta Se mi ami sopravvalutami (Controluna Edizioni) di Viviana Viviani

 

Differenza d’età

Se potessi un’ultima volta
rannicchiarmi nelle tue rughe
da satiro e da padre
ti direi che non sei mai
stato vecchio, ma grande
abbastanza per contenermi
e chiamarmi per sempre ragazza.

 

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Il mendicante ha un dobermann

Il mendicante ha un dobermann,
mi guarda mentre dorme
cammino più veloce
sulla strada dell’ufficio.

La collega lavora bene
tra le gambe del direttore,
avrà un contratto migliore
io più lavoro arretrato.

Lui dice che non mi ama
ne ha una più felice
ma cedo alle sue urgenze
quando è stanco di allegria.

La mia amica è buona
mi odia se non piango
per chi annega e brucia
nel TG del pomeriggio.

Il mendicante è un dobermann,
se solo mi avvicino
mi sbrana di pietà.

Un euro a un lavavetri
colpo di straccio al cuore
pulisce anche le colpe
di cui sono innocente.

 

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Se mi ami sopravvalutami

Se mi ami sopravvalutami
non cadere nell’inganno
di amarmi per quello che sono
sono stanca di faticare
di dovermi sempre impegnare
tu indossami senza provarmi
comprami senza garanzia
se mi ami sopravvalutami
sii bello e condannato
un premio estratto a sorte
un dono immeritato.

Viviana Viviani