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Vicente Huidobro. Tremore del cielo

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La storia del Cile è un corridoio, e forse lo è la storia di tutta l’America Latina, della letteratura latinoamericana.

Un corridoio lungo, buio e pieno di porte chiuse. Cosa succede dietro quelle porte è meglio ignorarlo, come è meglio ignorare cosa accada, cosa è accaduto, dentro gli scantinati della storia dell’America Latina.

La storia della letteratura latinoamericana è un corridoio, dicevo, un corridoio buio con una luce bianca sul fondo e una rossa alle spalle, come se davanti ci fosse una finestra e dietro una camera oscura, dove si sviluppano i ricordi. Molti i poeti, gli scrittori, latinoamericani hanno attraversato questo corridoio chiamato esilio.

Nel 1916 Vicente Huidobro attraversa questo corridoio e la sua luce bianca, la sua finestra, è Parigi.

È la città di Breton, di Apollinaire, di Tzara, del Surrealismo e Huidobro sente che quello è il suo posto. Lì diventa il padre della poesia creazionista e uno dei più grandi poeti del suo paese.

Terra di grandissimi poeti, il Cile. È la terra di Parra, di Bolaño, di Neruda, la patria di Gabriela Mistral e tutti, pagano pegno a Huidobro, devono molto a Huidobro e anche quando scappano da Huidobro, sono inseguiti dal suo fantasma.

Convinto che le parole avessero vita propria, Vicente pensava al poeta come a un misto tra il Dottor Frankenstein e il Peter Schlemihl di Chamisso, capace, da un lato, di tirare fuori dalla propria sacca vocaboli come folletti vivi che solo assomigliano solo vagamente alle cose che già conosciamo e, dall’altro, di restituire la vita a ciò che è morto.

La poesia, diceva Huidobro, deve creare la realtà e non subirla, non rappresentarla. Se c’era una cosa che odiava era il realismo perché la poesia, scrive in uno dei suoi tanti Manifesti, “deve essere inconsueta…” “il poeta” scrive ancora, “è un motore ad alta frequenza spirituale, è colui che infonde vita a ciò che non la possiede…”

Nel nostro paese non sono molte le traduzioni di Huidobro, si trovano, in rete, poesie sparse, si troverà, da qualche parte, una traduzione del suo capolavoro, Altazor e ci sono poi le traduzioni di Loris Tassi per le edizioni Arcoiris. Sulla Luna, Cagliostro e Manifesti, pubblicato nel 2021 e, soprattutto, Tremore del cielo, che esce in questi giorni, al numero 62 della collana Eccentrici.

La storia vuole che Huidobro avesse lasciato la prima moglie per sposare Ximena Amunátegui, per cui scrisse Amore e morte.

Aveva poco più di sedici anni, Ximena e, per lei, Huidobro provava sentimenti furiosi. Non può averla, lui è molto più grande ed è sposato, ha figli con un’altra donna. Inoltre Ximena è una sua parente. Huidobro però, non riesce a immaginare la sua vita senza di lei e torna clandestinamente in Cile, la rapisce, scappano a Mendoza, rincorsi dai fratelli di lei che giurano che lo uccideranno. Anche suo padre smette di parlargli e così i suoi figli. Vicente Huidobro perde ogni cosa per questa ragazza animata da una languida bellezza piena di malinconia. A Parigi Huidobro la presenta agli amici e tutti ne restano estasiati, alcuni di loro si innamoreranno di lei, ma il loro amore, quello di Vicente e Ximena, si rivelerà un fraintendimento, loro non si capiscono e si lasceranno ma prima, dal combustibile di questa passione nasce Tremore del cielo, dove Ximena diventa Isotta e Vicente Tristano. Il mare è dentro tutto questo testo di effervescente prosa poetica.

Che soffi un vento disperato e spenga le stelle.

Che un dito luminoso scriva una parola nel cielo della notte.

Che crolli la casa di fronte.

Per questo viviamo, credimi, per questo viviamo e per nient’altro…

E per questo abbiamo un correre angosciato nelle vene e un galoppo di animale ferito nel petto.

Di questo amore folle e della morte di Dio si nutre Tremore del cielo e di tutta la libertà che consegue alla morte del Tiranno invisibile.

Pubblicato, per la prima volta, nel 1931, rimane un testo vivo, attuale, collocabile di fianco a opere come Canto alla durata di Handke e Il marinaio di Pessoa. Un racconto, un monologo, un poema narrativo o una tomba sul fondo della quale si vede il mare.

Pierangelo Consoli

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Tremore del Cielo, Edizioni Arcoiris, 2023, Pp. 60, Euro 9

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