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Author: Stefano Bonazzi

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Mattia Grigolo. Gente alla buona

Mattia Grigolo. Gente alla buona

Una breve frase campeggia sul retro del romanzo: “il paese è una stanza”, è la prima cosa che salta all’occhio, cinque parole che non potevano esser più calzanti per scandire un mantra veritiero quanto un’epigrafe, a lettura ultimata mi verrebbe da aggiungere anche “senza porte né finestre” e chi c’è cresciuto, in uno sputo di…

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Mohamed Maleel. Baba

Mohamed Maleel. Baba

Ci sono storie che hanno la capacità intrinseca di scuotere e abbracciare. Vicende in cui la duplicità traspare già dal titolo, come questo “Baba” che in arabo significa, “papà”, una parola breve due sole sillabe a scandire un romanzo dalla doppia formazione, familiare e identitaria. Baba è il coraggioso esordio di Mohamed Maleel, autore trentunenne…

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Enrico Macioci. L’estate breve

Enrico Macioci. L’estate breve

Se c’è una caratteristica che amo della scrittura di Macioci e che avevo già apprezzato sia nel precedente Sfondate la porta ed entrate nella stanza buia (sempre per TerraRossa) ma anche in Lettera d’amore allo yeti (Mondadori, 2017) è quella sua vena malinconico/nostalgica in grado di trasportarti in quel punto sospeso della giornata che non…

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Nicola Brami.  Melinoe vestita di zafferano

Nicola Brami. Melinoe vestita di zafferano

Melinoe, dea “minore” della mitologia greca, divinità estremamente affascinante ma spesso passata in secondo piano rispetto a entità più blasonate è figura cardine del romanzo d’esordio di Nicola Brami. Ninfa ​portatrice di incubi e follie che superano la barriera della razionalità umana, in questa trama dalle molteplici atmosfere, si fa portavoce di pratiche mistiche ed…

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Filippo D’Angelo. Le città e i giorni

Filippo D’Angelo. Le città e i giorni

Tempo e spazio. Due concetti cardine per l’opera qui presente. Entrambi contratti, dilatati, manipolati ai fini narrativi per dar forma ad un tranche de vie di esistenze agli antipodi. Quella di Maurizio e del fratello Emanuele, architetto il primo, mancato scrittore il secondo, ora impegnato al fronte ma con un segreto sulle spalle che minaccia…

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Alessandro Andrei. L’albero del Ténéré

Alessandro Andrei. L’albero del Ténéré

«Io sono quello che non ce la faccio», sbottava Learco Ferrari. «Io sono stanco, anzi, stanchissimo. La vita moderna ha dei ritmi e delle pretese che tenerci dietro, io non ce la faccio. Oppure no.» Era il 1999, altri tempi, altri umori eppure, leggendo il secondo romanzo di Alessandro Andrei (edito per Wojtek a seguito…

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Daniele Pasquini. Selvaggio Ovest

Daniele Pasquini. Selvaggio Ovest

«Noi viviamo nella civiltà che loro hanno creato, ma in cuor nostro quel mondo selvaggio perdura. Viviamo ciò che sognarono e ciò che loro vissero, noi lo sogniamo.» Iniziare con le parole di Whipple e un respiro di epicità. Un refolo che soffia da Est, un tornado in divenire, o una qualsiasi forza della natura…

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Alessandro Morbidelli. I figli dei chiodi

Alessandro Morbidelli. I figli dei chiodi

Strano ibrido questo romanzo di Morbidelli. In parte formazione, in parte decostruzione. Due linee temporali che si muovono alternandosi: millenovecentottantanove / duemiladiciotto, tre punti di vista diversi ma complementari, due famiglie agli antipodi e un intreccio che si sviluppa per contrasti: Cosimo e Mina, figli dei padroni, Sergio, Carlino, Rosa, genesi degli oppressi. «Gli occhi…

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Emanuela Cocco.  Zona 42

Emanuela Cocco. Zona 42

In copertina uno sbaffo rosso attorcigliato. Verrebbe da pensare a dei graffi, forse una ciocca di capelli o un frammento di stoffa di una gonna strappata a forza; della violenza compiuta è rimasta quell’unica testimonianza: «sporca, guasta, sformata, rovinata per sempre». La gonna adesso è nelle mani dell’assassino, lo seguirà nella sua casa, è stata…

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Juan Pablo Villalobos. Non pretendo che qualcuno mi creda

Juan Pablo Villalobos. Non pretendo che qualcuno mi creda

Con Villalobos ho capito che ogni pagina è un’incognita. Al termine della seconda opera dello scrittore messicano, portato meritatamente in Italia da Cento Autori, l’impressione generale è di essere stati travolti da qualcosa di indefinito, geniale, stordente come la bordata sonica di un riff psichedelico sotto il palco di un concerto in cui è proibito…

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