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John Cheever inedito. Ho visto qualcosa di splendido

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Fu verso la fine della sua vita, nel 1979, che John Cheever parlò al figlio Benjamin dei suoi diari e del suo desiderio che venissero pubblicati dopo la sua morte. Questi diari comprendevano ventinove quaderni a fogli mobili pieni di annotazioni che, nello stile inimitabile di Cheever, tracciavano tre decenni della sua vita: un viaggio introspettivo e accattivante che raccontava non solo lo sviluppo dei suoi romanzi, ma anche l’intricato paesaggio delle sue emozioni private, le sue lotte con l’alcolismo, la sua sessualità. Cheever morì di cancro nel 1982 e quasi un decennio dopo, nel 1991, i suoi diari, corredati da un’introduzione di Benjamin, videro la luce. Nel giugno del 1962 scrisse la seguente annotazione.

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È buio inoltrato. Una notte d’estate, stelle e lucciole. L’ultima notte di giugno. Mio figlio maggiore [Benjamin] sta sul ponte del ruscello con una candela romana. Ora è un uomo. La sua voce è profonda. È scalzo e indossa pantaloni corti. Ci vogliono due o tre fiammiferi per accendere la miccia. C’è uno spruzzo di fuoco rosa, un forte sibilo, il fuoco colorato si riflette nell’acqua del ruscello e illumina le voluminose nuvole di fumo che rotolano dalla candela. La luce passa dal rosa al verde, dal verde al rosso. Crea sugli alberi e nell’aria pesante un anfiteatro o una sfera di luce ultraterrena. In questa vedo il suo amato volto, la sua figura. Non posso dire con sincerità di non aver mai provato altro che amore per lui. Abbiamo litigato, ha bagnato il letto, si è svegliato strangolato da incubi in cui apparivo come un lupo mannaro peloso e grondante di sangue. Ma tutto questo è passato. Ora tra noi non c’è altro che amore e bonaria ammirazione. La candela si spegne con un forte colpo di tosse con una pioggia di stelle dorate e un odore di zolfo. Lascia cadere le braci nel ruscello. Poi il buio prende il sopravvento, ma penso di aver visto qualcosa di splendido: questo giovane uomo, lo strano e innocuo gioco di luci colorate, l’acqua scura del ruscello.

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