Strana creatura questo Vesta. Neanche duecento pagine per un’opera dalle molteplici influenze e ancor più svariate suggestioni. Ho aspettato un po’, a libro chiuso, prima di buttar giù qualche pensiero e ancora le parole mi riecheggiano nella testa. Anche in questo caso, come per il precedente Oblio mucido (altra chicca indefinibile della collana Specchi), ci…
Continua a leggere >