Pierluigi Schiappapietre

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Nasce un desiderio di evadere dalle turbolenze giornaliere.
Così come i mie giri solitari in moto,
in cui fuggo dal mondo, trovo nello scrivere poesie o fotografare un modo sia per estraniarmi che per non
pensare. Poi poi però, da tutto quello traggo la voglia di comunicare.
E così nuovamente sgorga il pensiero, ma quello libero, libero dagli affanni.
Racconto in gran parte semplicemente il bello.
All’interno del casco, alcova della testa, o camminando al mattino presto, trovo spesso gli accordi per
scrivere.
Ho la fortuna poi di abitate in un luogo bellissimo, il che facilita notevolmente questo modo di agire.
Amo l’aurora, il mare è suo finito infinito.
Adoro il vento, i rumori del bosco.
Vorrei un sorriso per tutti.
Un giorno leggendo un libro sulla biografia di se stessi di Duccio Demetrio è nato il bisogno di scrivere.
Tra me e mi dico : bene posso scrivere con l’inchiostro e con la luce.

Quindi che dire, nasco poeticamente fotografando e poi scrivendo.