Ripensare Montale a cinquant’anni dall’attribuzione del premio Nobel nel 1975 è doveroso e necessario. In cinquanta anni lo scenario della poesia italiana è radicalmente mutato. Montale, uomo del male di vivere, impotente gettato nel Novecento attraversato da due conflitti mondiali, depone lo scettro del poeta laureato, diventa consapevolezza dell’inefficacia della parola. Alla retorica fascista ciarlatana,…
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