Cristò. La meravigliosa lampada di Paolo Lunare

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Cristò. La meravigliosa lampada di Paolo Lunare, TerraRossa TerraRossa Edizioni Collana “Sperimentali”, 102 pagine, euro 13.

È una questione di luce. Di combinazione di lampadine al led perché per esempio Paolo Lunare è convinto di riuscire a ricavare da una vecchia lampada un sistema di illuminazione in grado di produrre «la luce del sole così com’è». Sono tre anni che ci lavora, di nascosto, in garage e tra poco più di un mese ricorre il quindicesimo anno di matrimonio e lui si è messo in testa che quello sarà il regalo per Petra, la moglie, che si è sempre lamentata della luce elettrica così inferiore rispetto a quella naturale. E l’anniversario arriva ma la lampada è diventata intanto qualcos’altro. E se è diventata qualcos’altro è perché a volte si finisce per percorrere una strada che porta agli antipodi delle nostre intenzioni e così ecco che la lampada non emette più luce solare ma lunare.

Il fatto è anche che a volte pensiamo di essere qualcuno di ben definito e invece poi scopriamo di non esserlo affatto e che intorno a noi c’è come un sistema di menzogne messe insieme, collegate le une alle altre come tante lampadine che ci fanno vedere cose che in verità non esistono. E quando ce ne accorgiamo, tutto si fa buio e ci vorrebbe una lampada per ritrovare e capire chi siamo: noi e chi ci è accanto. Perché io in fondo non so cosa esattamente sia questo libro di Cristò: un’indagine sulle ombre che le nostre bugie generano, certo; ma anche una novella magica, se è vero che ha a che fare con ciò che appare e scompare (e riappare). E anzi, questo lo so per certo, per mia stessa esperienza, diciamo.

Lo so perché una sera sono uscito a piedi con questo piccolo libro in tasca e poi più tardi, nella notte, dopo essere stato da Claudia ed essermi fermato su una panchina a leggere, mentre rientravo mi sono accorto di non averlo più con me. E ho fatto la strada al contrario ma non l’ho ritrovato, il libro, e allora sono tornato a casa e ho preso una lampada e sono uscito di nuovo. Con la mia lampada a cercare La meravigliosa lampada di Paolo Lunare lungo la strada che avevo fatto, sotto le macchine parcheggiate, tra i cespugli, sotto la panchina. E se poi io l’abbia ritrovato o meno, non lo dirò, non qui, non adesso, però mi sono convinto che TerraRossa Edizioni, che l’ha pubblicato e che lo farà uscire domani, giovedì 24 ottobre, deve averci messo dentro un interruttore, perché questo è un libro che si accende e si spegne. Che appare e scompare, appunto. Il libro e i personaggi che ci sono dentro. Fate caso all’illustrazione di copertina e confrontatela con quella all’interno: non vi pare che in quest’ultima manchi qualcuno? Perché il breve capitolo con il quale si apre il racconto inizia proprio da lì, con Petra che si sveglia nel suo letto «come fosse una mattina qualunque. Nessuna campagna, nessun bosco, nessuna strada da percorrere». Petra, che è abbastanza sicura del fatto che Paolo sia lì, accanto a lei, sebbene non possa vederlo. E notate come Cristò strutturi la storia dividendola in capitoli in cui Petra è da una parte e Paolo dall’altra, ognuno nel proprio mondo/capitolo, vicini eppure come separati da una membrana, non si sa se di luce o di oscurità. Questo almeno fino a incontrarsi più avanti nei capitoli in cui i loro nomi sono uniti dalla congiunzione “e”.

Però adesso io non voglio dire più niente, vorrei chiudere queste brevi note lasciando a voi di continuare l’incanto leggendo da soli la storia di Paolo Lunare e di Petra. Perché, nonostante la letteratura, come ci ricorda Cristò, sia soltanto finzione e, anzi, proprio in virtù di questo, certe volte ha il potere di illuminare sezioni della realtà che il nostro sguardo distratto altrimenti non coglierebbe. Ce la fate ad aspettare domani?

Cristò lavora in una libreria, suona il pianoforte e ha già pubblicato cinque opere narrative: Come pescare, cucinare e suonare la trota, L’orizzonte degli eventi, That’s (im)possible, La carne e, con TerraRossa Edizioni, Restiamo così quando ve ne andate. Suoi contributi sono apparsi su «La Repubblica», su alfabeta2 e, online, su Artribune e minima&moralia.