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Diane Johnson Anteprima. Lorna Mott torna a casa

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Diane Johnson riappare in Italia dopo un silenzio di quasi ventinove anni. La prima e ultima edizione italiana di questa scrittrice statunitense risaliva al 1993 con Itinerari stupefacenti, edito per Feltrinelli.

Esce invece oggi Lorna Mott torna a casa, lo pubblica Atlantide Edizioni nella curatissima traduzione di Chiara Manfrinato. È un romanzo-manifesto che descrive nelle sue quattrocento pagine l’intero mondo retorico, culturale e personale di questa autrice della veneranda età di 87 anni.

Per chi non conoscesse la Johnson, diciamo che è una figura iconica all’interno dell’immaginario statunitense, capace di contaminare con successo anche l’Europa. In particolare la Francia, dove ha ambientato numerosi suoi scritti, per esempio Le Mariage e Le Divorce.

Oltre ad aver partecipato al lavoro di sceneggiatura di Shining, il film di Stanley Kubrick tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King, la Johnson ha vinto il premio Pulitzer nel 1988 con il romanzo Persian Nights.

Romanzo della tarda maturità, a Lorna Mott torna a casa Johnson affida tutta se stessa, compresi i suoi topoi consolidati a cui è impossibile resistere.

Una sfacciata, tagliente ironia travestita da fine umorismo franco-americano; un tocco di sensualità “scandalosa”; l’autodeterminazione dei personaggi femminili, che traccia una visione matura e lucidissima del femminismo.

Il romanzo segue le vicende di Lorna Mott Dumas, che decide di abbandonare il suo infedele marito e tornare in America, lasciandosi alle spalle la Francia dopo vent’anni.

Nella speranza di voltare pagina nella sua San Francisco, la protagonista scopre che la sua vita lavorativa è spezzata quanto quella familiare: nell’America del 2008 regna la recessione e così anche i suoi figli sono dilaniati dai problemi economici.

L’unico modo per salvare il salvabile è chiedere aiuto al suo primo marito, Ran, troppo impegnato a gestire una grottesca vita di coppia con una influencer e a educare la nuova figlia Gilda, indomabile adolescente.

La frizzante e geniale prosa della Johnson si districa fra storia familiare e ritrattistica del mondo americano. All’interno dei layer più immediati del romanzo, si intravedono così altri livelli di lettura che possono appagare il lettore.

La decostruzione del puritanesimo americano, l’analisi chirurgica di una società ansiogena e la creazione di una “commedia di costume” dal grande impianto satirico sono soltanto degli esempi.

È un grande romanzo (ibrido) americano Lorna Mott torna a casa, perché si lascia spogliare. Voglio dire che abbandona così tante sovrastrutture fino a quando permane soltanto la nudità e la bellezza dei personaggi, i quali tornano uniti nel loro mondo di amore e odio. Perché noi tutti siamo delle contraddizioni.

Cristiano Saccoccia

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Chi è che diceva: «Se sei in un angolo, illuminalo»?

Dopo aver ricevuto la telefonata di Lorna, sua figlia, Peggy Willover, si era messa in moto, seppure standosene comodamente seduta nel proprio portico a Ukiah, per pubblicizzare il libro della madre. Aveva da un pezzo la sensazione che le cose non andassero molto bene a Pont-les-Puits, quindi non fu del tutto sorpresa quando Lorna l’aveva chiamata da New York. Dopo aver divorziato, quasi venticinque anni prima, la madre aveva realizzato tutte le fantasie di libertà e glamour precluse a Peggy e ai fratelli, troppo occupati a sopravvivere, e nel giro di poco aveva sposato un francese: una decisione imprudente dal punto di vista della carriera. Sembrava delinearsi per Lorna un futuro in Europa, e gli orizzonti familiari si erano ampliati fino a includere deliziose serate a base di cassoulets, ma i figli nutrivano il timore che la madre potesse trasformarsi in una europea pacchiana: era stato Ran, loro padre e suo primo marito, a mettere loro quella pulce nell’orecchio. Da quando si era trasferita, e fino a quel momento, Lorna non aveva dato alcun motivo di apprensione ai figli: viveva nella pace domestica, in un paesino nel sud-est della Francia, dove li ospitava durante le vacanze e tutte le volte che avevano voglia di andare a trovarla. Adesso, però, al pensiero dei tanti inconvenienti che comportava quel ritorno, Peggy si sentì bersagliata da una pioggia di frecce: alla sua età, la madre era rimasta senza marito e senza soldi. Magari aveva problemi di salute? Cos’era successo davvero?

Lorna Mott torna a casa di Diane Johnson, Atlantide Edizioni 2022, trad. Chiara Manfrinato, pagg. 400, € 18.50

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