L’enorme mistero dell’amore e della cura

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A un certo punto rallento. E’ una connessione lieve e travolgente, silenziosa e mite: chiede solo che stia attenta alle dita sulla tastiera e abbandoni ogni altro stimolo da un mondo che troppo spesso desidera fermarmi. Inizio a muovermi le mani e le parole arrivano: funziona così. Sorrido pensando al tempo speso per sentirmi una scrittrice, ai dubbi su ciò che avrei potuto, dovuto, voluto mettere nei libri (entità astratte e materiche) con il mio nome sopra. Satisfiction, e Gian Paolo Serino in particolare, sono sempre stati lì: una rivoluzione estetica e interiore modificava la mia apparenza, le radici oscure nutrivano ciò che sarei diventata e loro sembravano mutare insieme a me. Non nell’essenza, ma nella forma che sorgeva per poi sparire e rinascere di nuovo.

Non è facile convincersi di essere un medico, ma anche qualcosa di diverso: l’esperienza della Cura è totale. Ci si incarna con almeno un percorso necessario alla propria evoluzione: il mio ha a che fare con l’enorme mistero dell’amore e della cura. Eppure ho anche bisogno di scrivere, di comunicare, di dire: penso che le parole siano medicine, e lo siano il tono della voce e lo stile della scrittura. Terapie che bastano a sé stesse, anzi: a volte bastano a chi le riceve, senza altro aggiungere.

Quando ero confusa due persone hanno avuto la potenza di impatto necessaria per aprirmi gli occhi su ciò che sarebbe stato il mio scrivere: Donato Carrisi e Gian Paolo Serino. Di Donato voglio dire che per me è famiglia: rilancio a lui, quindi, ciò che ha affermato tempo fa in un ringraziamento a me dedicato in un suo libro. A Gian Paolo riservo la battuta: “Chissà fino a quando?”. Fino a quando la nostra relazione di amicizia e stima navigherà tranquilla, quando arriveranno le tempeste e quando rideremo, rinnovati, sospettando che forse sì, forse prima o dopo dovremmo sposarci. Ho visto la strada perché Donato e Gian Paolo hanno tirato su la lanterna, come nell’Arcano dell’Eremita che non è affatto triste e funge da guida per chi si è smarrito.

Apro oggi una danza speciale in Satisfiction: non so dove ci condurrà, ma saremo di nuovo insieme e questa volta ci concentreremo sulla libertà di immaginare che la nostra natura sia una meravigliosa vibrazione energetica che si esprime con differenti frequenze e, quindi, diverse consistenze più o meno tangibili. Essere in equilibrio è la vera salute, il ben-Esistere che cerchiamo. E ognuno ha il suo. Con le parole, il silenzio, le pause e lo stupore di giocare sempre un po’ esploreremo un ignoto che ci riguarda, spaziando tra i Continenti e le culture, la fantasia e la ribellione alla rigidità degli estremisti. Qualcosa verrà fuori.